Lazio

Agricoltura, grazie ad Arsial i soci tornano proprietari del Ccorav

 

ROMA – Una giornata storica per il Ccorav, il centro di lavorazione, stoccaggio e commercializzazione di Grotte di Castro in provincia di Viterbo: dopo 30 anni i 400 soci tornano a essere proprietari grazie all’Arsial. Pagheranno un canone agevolato per i prossimi 30 anni, e l’Agenzia regionale guidata da Antonio Rosati sarà socia al 48% facendo pagare un canone annuale molto basso.

Il consorzio è costituito da un fabbricato con una superficie coperta di circa 12.250 metri quadrati, dove si trovano le macchine e le attrezzature per la conservazione, la lavorazione e la vendita non solo delle patate, ma anche di lenticchie, fagioli, aglio e tante altre specialità del territorio. Ed è proprio la qualità del prodotto al centro di questo progetto – ‘Dalla terra alla tavola’ – per riuscire a rimanere competitivi sul mercato, valorizzando i prodotti dell’alto Viterbese e garantendo lavoro ai soci, alle famiglie e a tutto l’indotto che gira intorno al consorzio.

“Per noi è una giornata storica- ha dichiarato Augusto Di Silvio, presidente del Consorzio Ccorav- si riacquisisce un diritto che avevano i nostri produttori da oltre 30 anni e questo stabilimento torna nelle mani di chi fino ad oggi lo ha portato avanti, lo ha gestito conducendolo dove è oggi. Siamo una realtà importante, rappresentiamo l’80% della produzione di patate dell’alto Viterbese e produciamo circa 22mila tonnellate di patate ogni anno. Numeri importanti per un settore che in questo territorio è molto presente e che rappresenta la fonte di sostentamento per molte famiglie”.

 

ROSATI: ACCORDO PER VALORIZZARE PRODOTTI E LAVORATORI

“Il consorzio non riusciva a regolarizzare il possesso di questo importantissimo stabilimento da oltre 30 anni. Abbiamo studiato e lavorato, e oggi portiamo a conclusione questo processo grazie alla delibera approvata dalla giunta regionale”. Lo ha detto Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, parlando della cooperativa Ccorav di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, dove si oggi si è svolto l’evento ‘Cooperazione e coesione tra territorio e istituzioni – Il modello Ccorav’.

L’Arsial, ha aggiunto Rosati, “sarà partecipe al 48% di questa realtà a garanzia di un investimento duraturo nel tempo: abbiamo trasformato questo bene in un bene indisponibile, ciò significa che questi locali dovranno rimanere sempre a uso agricolo. Con questa partnership e l’opera di regolarizzazione che abbiamo portato avanti, il consorzio potrà accedere alle risorse europei per poter finanziare interventi ad hoc che possano valorizzare i prodotti di questo territorio. Questa è una nuova idea di sviluppo, che mi piace chiamare ‘Nuovo Umanesimo economico sociale’: ovvero l’idea che in una economia sempre più complessa e competitiva, il cibo italiano si salva con la qualità”.

“Questo però non basta. Il valore aggiunto che creiamo- ha concluso- non lo possiamo consegnare in mano alla grande distribuzione, ma deve rimanere agli agricoltori, perché questa è l’unica condizione per destinare i grandi terreni all’agricoltura e ciò comporta uno sviluppo attento dal punto di vista ambientale”.

16 dicembre 2017
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