Opinioni

Il Piano nazionale scuola digitale e il “digital divide” dell’istruzione italiana

di Anna Paola Sabatini, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Molise

Il Piano nazionale scuola digitale è uno degli aspetti più rivoluzionari della Buona Scuola. Se l’opinione pubblica può dividersi sull’efficacia di alcuni contenuti della Riforma, come il ruolo dei dirigenti e la valutazione degli insegnanti, nessuno può contestare invece la validità della legge 107 rispetto ai temi che riguardano l’innovazione della didattica e la formazione di docenti e personale degli istituti sul digitale e le nuove tecnologie. A meno di un anno dalla partenza del Piano nazionale scuola digitale, il #Pnsd è ormai diventato un punto di riferimento di questa Riforma. Le scuole sono state chiamate ad essere “responsabili” rispetto alla necessità di puntare sempre di più sull’innovazione e a scegliere e formare docenti specializzati sul PNSD attraverso un percorso di formazione personalizzato. La scelta di far individuare ad ogni scuola unAnimatore digitale con il compito di occuparsi dei processi di innovazione è stata vincente. Così come è stata strategica la decisione di affiancare all’Animatore un Team dell’innovazione (composto da altri tre docenti). L’Ocse ha fissato in 15 anni il “digital divide” che separa l’Italia dagli standard della scuola europea. Un gap che la Legge 107 sta cercando di colmare con il PNSD e con lo stanziamento di risorse pari a un miliardo di euro.

Ma quali sono gli aspetti innovativi del Piano nazionale scuola digitale? Oltre alla nascita degli Animatori digitali e alla creazione dei Team per l’innovazione, va evidenziato anche l’investimento mirato nella creazione di laboratori e ambienti didattici e innovativi. Così come va sottolineato lo sforzo diretto verso un percorso strutturato di attività di formazione in chiave digitale per tutto il personale della scuola, non solo per i docenti. E a proposito di corsi, dopo un anno servito come fase di start up del PNSD, ora si entra nel vivo della formazione attraverso il coinvolgimento dei docenti e del personale della scuola in attività ancora più mirate e qualificanti. Questa settimana, in particolare, hanno preso il via i corsi di formazione europei Erasmus Plus per i docenti Animatori del Consorzio di scuole costituito lo scorso febbraio dall’Ufficio Scolastico del Molise. Il progetto Erasmus Plus, che coinvolge 14 Animatori digitali molisani, si chiama “European Digital Academy” ed è stato approvato dal Comitato Nazionale di Valutazione con un punteggio di 98/100. Le attività formative si svolgeranno nella sede del Future Classroom Lab di Bruxelles.

Durante i cinque corsi selezionati, l’ultimo dei quali si svolgerà nella primavera del 2017, saranno affrontati i contenuti principali previsti dal PNSD e sarà possibile sperimentare i nuovi strumenti innovativi della didattica principale oppure modelli di sviluppo professionale da attivare negli istituti, ma anche operare in un ambiente cooperativo e acquisire contenuti sulla sicurezza informatica. L’obiettivo finale sarà quello di coinvolgere le varie comunità scolastiche sui temi del Piano nazionale scuola digitale, così come diffondere una cultura innovativa nelle scuole e contribuire allo sviluppo di ambienti innovativi. Inoltre, i 14 docenti coinvolti nel progetto dell’Ufficio Scolastico del Molise, daranno vita sul web ad una piattaforma condivisa che porterà alla creazione di una Community di Animatori digitali. In questo modo si avvierà un processo di cambiamento nelle nostre scuole dove lo scambio di idee, la condivisione di obiettivi comuni e la crescita della cultura digitale non saranno più solo delle sfide da affrontare, ma rappresenteranno la parte fondamentale del lavoro quotidiano di ogni docente.

16 settembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»