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Veneto. Moretti: “Ecco le misure per il rilancio dell’economia”

A. Moretti

A. Moretti

MESTRE – Fondi, poli tecnologici, incentivi, sei nuovi istituti tecnici superiori sparsi per il territorio, voucher per la formazione, buoni per il praticantato negli studi professionali e per le aziende che assumono under 29, nuove imprese agricole, sportelli anti burocrazia. Il tutto usando “appieno” due miliardi di euro dell’Europa destinati al Veneto fino al 2020 e aggiungendo risorse della Regione. Sono alcune delle azioni che la candidata del centro sinistra alla Regione Veneto, Alessandra Moretti, vuole mettere in campo per per il rilancio del lavoro, l’economia, le imprese venete. Da Mestre, in provincia di Venezia, questa mattina la dem, assieme al responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd Filippo Taddei, illustra il secondo blocco del suo programma (sono 11 in tutto). Tra le azioni, dunque, tributi regionali a fondo perduto per coprire un terzo degli investimenti necessari per aprire imprese femminili, quelle giovanili e innovative “per dare un aiuto a chi ha idee e coraggio”, dice Moretti. Per promuovere l’internazionalizzazione ed evitare l’isolamento degli imprenditori la candidata ha in mente iniziative di assistenza diretta alle pmi per missioni all’estero per la crescita e l’export, mentre, per rilanciare l’agricoltura, pensa a finanziamenti (dai 60 milioni del piano di sviluppo rurale) per creare mille nuove aziende agricole in mano a under 40, con ulteriori incentivi e benefici per i territori montani “che non devono essere abbandonati”. Una parte delle risorse destinate alla formazione andrà per voucher individuali per l’aggiornamento dei lavoratori “perché la Regione ha il dovere di sostenere la trasformazione delle pmi”, prosegue Moretti.

Vicino alle aree industriali, “creero’ poli tecnologici innovativi per collegare imprese, incubatori e ricerca applicata”, mentre, sempre nel campo della formazione, la dem pensa a sei nuovi istituti tecnici superiori. Le ipotesi sono uno sull’enogastronomia a Verona, sul turismo montano in provincia di Belluno, sull’Itc a Treviso, il Made in Italy a Venezia, sulla medicina a Rovigo, sull’artigianato a Bassano del Grappa. Tra le iniziative che Moretti ritiene fondamentali, c’è quella di sfruttare i fondi europei e, per questo, ha in mente di far nascere 10 sportelli regionali, uno per ognuna delle maggiori città venete, per aiutare le imprese ad agganciare i fondi Ue. “Daranno informazione, assistenza alla progettazione e monitoraggio”. Perché gli imprenditori “non perdano la metà del loro tempo in scartoffie, poi, arriveranno sportelli anti burocrazia, “che non si limiteranno, come i Suap, alla prima fase, ma saranno un punto unico per capire esattamente cosa fare”, dalle pratiche da espletare per i Comuni, le Camere di commercio, i Vigili del fuoco. Quanto alla copertura, il Veneto dall’Europa, ricorda la candidata, riceve 764 milioni per l’inclusione sociale, 600 milioni per lo sviluppo, 1,4 miliardi per lo sviluppo rurale. Tutte le misure spiegate oggi si vanno ad aggiungere a quelle già annunciate qualche tempo fa sul tema lavoro e che contano, tra l’altro il buono da 500 euro al mese per il primo anno, per le aziende che assumono un under 29, l’incentivo del 50% perché gli studi professionali diano uno stipendio ai praticanti, i progetti di formazione per ridare un lavoro agli over 50.

16 aprile 2015

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