E’ emergenza nei centri di accoglienza di Pozzallo e Augusta, sbarcati oltre 500 migranti

Immigrants stand in a refugee centre after Pope Francis' visit in LampedusaUn flusso continuo di migranti, tutti originari dell’Africa sub-sahariana, sta interessando i centri di prima accoglienza di Pozzallo ed Augusta. A raccontare alcune fasi degli sbarchi avvenuti ieri e oggi e’ Lucia Borghi, operatrice volontaria di Borderline Sicilia. Ieri nel Cpta di Pozzallo sono arrivati precisamente 285 migranti e questa mattina prima un gruppo di 160 e poi un altro di 89 migranti sono sbarcati al porto.

“Non abbiamo piena certezza – dice Lucia Borghi – che in occasione dei nuovi arrivi di questa mattina i
285 migranti siano stati gia’ trasferiti in altri centri, pero’, possiamo dire che il centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo ha una capienza ordinaria di 180 persone. Occorre capire e accertare, anche, come vengono garantiti i servizi minimi prima che i migranti vengano trasferiti da altre parti”.
La gestione del Centro di Pozzallo e’ affidata alla cooperativa “Luoghi comuni” di Acireale che gestisce anche diverse altre strutture. La coop ha avuto la proroga del servizio fino al 31 marzo ed e’ in attesa di partecipare al bando triennale di gestione del centro. Stanotte, invece sono arrivati al porto commerciale di Augusta altri 84 giovanissimi migranti che hanno trascorso la notte nella tendopoli del porto, rimanendo in attesa di essere trasferiti in altri centri.
Tra i 285 migranti sbarcati ieri a Pozzallo c’era anche un giovane centro-africano ferito da un’arma da fuoco che alla polizia ha raccontato che a sparargli sono stati i trafficanti, sulle coste della Libia, per costringerlo a salire sui gommoni. Per il momento sono in corso delle indagini per accertare se il ragazzo e’ stato ferito nel tentativo di essere obbligato con la forza a salire sul gommone oppure ha avuto una precedente colluttazione o rapina prima di imbarcarsi.
“Si presume che i migranti del centro in attesa di nuovi arrivi vengano trasferiti nelle altre strutture vicine del siracusano gia’ congestionate – continua l’attivista -. Sappiamo pero’ che la struttura ponte di Comiso e’ chiusa dallo scorso ottobre. II migranti arrivano in vari rimorchiatori al porto divisi in gruppi
nell’ambito di un sistema che, proprio per dimensioni del porto, appare molto precario”.
“Ieri durante lo sbarco – racconta ancora Lucia Borghi – rispetto, alle altre volte, i controlli dei migranti sono stati molto veloci ma serrati: i ragazzi, tutti in fila sono stati ispezionati con il metal-detector e poi mandati per un passaggio veloce nel tendone sanitario prima di mettersi nei pulman per andare nei centri. Positivo rispetto ad altri arrivi e’ stato che, al porto, fossero presenti tutte le organizzazioni nazionali ed internazionali del progetto Presidium che hanno informato subito i migranti sui loro diritti.

16 febbraio 2015
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