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Città metropolitana, Pd e Fi in campo con il simbolo

de magistrisNAPOLI – Forza Italia e Partito democratico ci mettono il simbolo, Luigi de Magistris sceglie di metterci la faccia. Si configura in questo modo lo scacchiere politico della provincia di Napoli, i cui rappresentanti eletti nei 92 Comuni, il prossimo 9 ottobre sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti nel Consiglio metropolitano. Da una parte c’è il sindaco arancione che oggi, a margine della riunione dell’Assise metropolitana sul Bilancio, ha annunciato che presenterà una sola lista “delle forze di maggioranza al Comune di Napoli. Andiamo nella direzione dell’unità – dice – e della pluralità delle sensibilità politiche presenti”. Non una lista “arancione”, quanto più “una lista mille colori – spiega il sindaco metropolitano -, un luogo dove ci sono molte sensibilità”.

E, infatti, la lista si chiamerà “Con de Magistris sindaco”. Dall’altra parte, ci sono centrodestra e centrosinistra che, a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste (lunedì 19 settembre), stanno cercando di racimolare firme e candidature per comporre due liste a testa, ciascuna con massimo 24 nomi. Il segretario metropolitano del Pd, Venanzio Carpentieri, nei giorni scorsi aveva già annunciato una lista con il simbolo del Partito democratico ma, a quanto apprende l’Agenzia Dire, il centrosinistra sembra pronto a presentare una seconda lista nell’ottica di esprimere una maggioranza di scopo alternativa.

Anche in orbita centrodestra, FI è pronta a presentare un proprio simbolo e in queste ultime ore sta cercando di chiudere un accordo con Fratelli d’Italia. Lo scoglio da superare, però, non è solo la volontà del partito di Giorgia Meloni di correre in autonomia ma anche quella consigliere comunale di Napoli, Marco Nonno, che lavora a una lista che porta il proprio nome. A chiudere la composizione elettorale, il Movimento Cinque Stelle, che in queste ore cerca con fatica di recuperare le ultime dieci delle 77 firme di consiglieri comunali previste, indispensabili per presentare una lista. Non sarà semplice, visto e considerato che i pentastellati possono contare appena una trentina di consiglieri eletti nei Comuni della provincia.

Sul voto finale varrà, in ogni caso, l’ingarbugliato meccanismo di elezione, calcolato secondo un indice di ponderazione dei Comuni. Questo vuol dire che il voto di un consigliere comunale di Napoli, che ha una popolazione di quasi 1 milione di abitanti, vale 80 volte quello di un piccolo Comune come Casamarciano, che di residenti ne conta poco meno di 4mila. Fin troppo semplice, invece, il meccanismo di elezione del sindaco metropolitano. Luigi de Magistris, infatti, sarà riconfermato primo cittadino dei 92 Comuni della provincia in ragione del maggior peso ponderale di Napoli rispetto alle altre città. Sfuggirà, cioè, al meccanismo elettorale, diversamente da quanto prevede lo Statuto della Città metropolitana, con una elezione diretta a suffragio universale di sindaco e Consiglio.

15 settembre 2016

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