Maltrattamenti, lo psicologo: Corresponsabilità sociale e correità morale

ROMA – La violenza non è mai isolata. “I recenti casi di maltrattamenti su minori e persone con disabilità indicano corresponsabilità sociale o correità morale anche dei colleghi delle persone che si sono macchiate di tali brutalità”. Punta quindi sulla dimensione collettiva la riflessione di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, commentando alla DIRE le frequenti sofferenze subite dai soggetti più fragili della nostra società.

Impressiona che quest’ondata di maltrattamenti perpetrati su bambini e persone handicappate non avvenga in un ambito privato ma istituzionale. Giustamente- prosegue lo psicologo- non riusciamo ad accettare che le manifestazioni di violenza commesse da persone disturbate vengano effettuate in luoghi ‘protetti’ per definizione. E sebbene non si possa prevenire, il nostro rifiuto ad ascoltare o addirittura a vedere quanto sia accaduto è comprensibile. Stupisce però- aggiunge Castelbianco- che le segnalazioni di questi terribili episodi ai Carabinieri siano esterne alle istituzioni. Le maestre abusanti sono generalmente denunciate dai genitori dei bambini degli asili nido e delle scuole materne, nessuna segnalazione è stata fatta dai colleghi delle stesse aguzzine, come invece è accaduto per la struttura per soggetti disabili di Grottaferrata (vicino Roma), dove è stata la Direzione ad avvisare le Forze dell’Ordine. Caso, quest’ultimo, ancor più complesso e mascherato perché non erano due o tre le persone coinvolte, ma addirittura quindici- sottolinea il direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO)- che indica non solo la presenza di un’omertà diffusa, ma addirittura di un’associazione a delinquere. Ne deriva quindi un fenomeno di corresponsabilità sociale, avendo la Direzione avvisato le autorità. L’assordante silenzio che, invece, ha accompagnato il caso delle insegnanti abusanti, evidenzia un ambito di correità almeno morale dei colleghi ed operatori della scuola materna, che pur sapendo hanno fatto finta di non vedere e non hanno avvisato chi di dovere”.

 – Come si può spiegare quest’aumento di violenza sui più deboli? “Non sappiamo realmente se questi episodi siano aumentati nella realtà o se ultimamente abbiano più spazio sui Media- precisa Castelbianco- certamente questa violenza è caratterizzata da una volontarietà, perché c’è consapevolezza. Gli aguzzini, per nascondere i gesti efferati che compiono, hanno la capacità di mascherare il proprio operato con comportamenti della massima gentilezza e cortesia verso i parenti delle vittime”.

 – E’ possibile prevenire questi abusi?Tutte le professioni di aiuto e di responsabilità sociale dovrebbero prevedere, prima dell’entrata in esercizio, una valutazione psicologica che- conclude lo psicologo- anche se non riuscirà ad essere certa nella totalità dei casi devianti, ne segnalerà sicuramente una buona parte”.

15 Febbraio 2016
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