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DIRE mondo

In Siria al via l’evacuazione dell’area di Wadi Barada

ROMA – Stando a fonti della DIRE in Libano e in Siria, l‘evacuazione di alcuni villaggi nella zona di Wadi Barada ha avuto inizio. Quest’area – che da’ il nome anche alla sua citta’ principale – e’ diventata nelle ultime settimane il fulcro della contesa tra il governo e i ribelli, dal momento che questi ultimi controllano le centrali idriche che riforniscono la maggior parte dei quartieri di Damasco.

Stando a un video diffuso da Ruptly Tv – agenzia russa collegata a ‘Russia Today’ – e’ possibile vedere i pullman pronti per trasferire i civili. Stando alla fonte raggiunta dalla DIRE in Siria, si tratta degli abitanti di due villaggi riconquistati ieri dalle truppe di Damasco. La valle di Wadi Barada ne ospita in tutto tredici.

“In molte zone della Siria si stanno costringendo le persone a lasciare i quartieri assediati, e anche in questo caso si tratta di musulmani sunniti” spiega quindi un attivista per i diritti umani dal Libano all’agenzia DIRE. “Le ‘evacuazioni’- prosegue- servono sicuramente a salvare delle vite, ma fanno anche comodo al governo per fare ‘pulizia’ perche’ queste persone vengono trasferite in zone comunque sottoposte a bombardamenti, come le campagna di Idlib. Laggiu’ la vita e’ veramente difficile e ci sono pochissimi servizi per la popolazione“. E a Idlib i bombardamenti sembrano non essersi fermati: “alcuni ieri ci hanno segnalato un attacco aereo che ha causato 9 morti”.

Per l’attivista si sta ripetendo quello che gia’ e’ avvenuto ad Aleppo, dove “sebbene non tutti gli abitanti fossero parenti dei combattenti, tutti sono stati costretti ad andarsene. La gente probabilmente non riuscira’ più ad andare a ricostruire o a rivedere le case dove ha vissuto. Questo perche’ le autorita’ non fanno distinzione tra i civili e i combattenti”. Ieri l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr) aveva annunciato il raggiungimento di un’intesa tra i ribelli e il governo, che aveva potuto cosi’ inviare dei tecnici per prendere visione degli interventi da attuare per rimettere in funzione le stazioni di pompaggio dell’acqua, danneggiate da mesi di combattimenti. Oggi pero’ il Sohr denuncia nuovi scontri tra l’esercito – sostenuto dagli Hezbollah libanesi – e i miliziani di Fatah Al-Sham, che rischiano di far saltare l’accordo.

di Alessandra Fabbretti

15 gennaio 2017

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