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DIRE - LE OPINIONI

Il coraggio delle scelte

di Maria Cristina Pisani, Portavoce Forum Nazionale dei Giovani

Dopo la quinta edizione del MedUni (Mediterranean University on Youth and Global Citizenship), l’incontro tra i rappresentanti delle maggiori organizzazioni giovanili e istituzioni dei Paesi del mediterraneo, che si è conclusa ad Hammamet qualche giorno fa, voglio iniziare la newsletter raccontandovi del IV Vertice dei Balcani Occidentali, che si è tenuto l’11 e il 12 luglio, con lo scopo di favorire la stabilizzazione della regione balcanica e la sua progressiva integrazione europea. E’ stata un’esperienza entusiasmante, un altro passo importante per l’Europa e per la prosecuzione di quel percorso di cooperazione e dialogo che ogni giorno proviamo a rafforzare insieme alle associazioni del Forum Nazionale dei Giovani.

Tra queste iniziative vi segnalo che il 24 e il 25 luglio, a Porto, si terrà il quinto 5th Meeting del Consorzio e l’Assemblea Generale del progetto Constructing Active Citizenship with European Youth. Policies, Practices, Challenges and Solutions. Le due giornate dedicate in particolare a temi come la cittadinanza attiva e le buone pratiche da adottare per favorire la partecipazione dei giovani ai processi decisionali che li riguardano. Un’altra iniziativa che contribuisce alla costruzione, sempre più forte, del concetto di cittadinanza europea, soprattutto nei più giovani.

Dal 22 luglio al 12 agosto, invece, si svolgerà a Casale Caletto, con il patrocinio del Forum Nazionale dei Giovani, la VI^ edizione del Festival multidisciplinare, organizzato dall’associazione Trousse. Il sottotitolo della rassegna, che ospiterà proiezioni di film, concerti, conferenze e rappresentazioni teatrali, è “Voglia di Riscatto”, scelto per evidenziare l’importanza sociale del lavoro svolto dall’associazione. Un bellissimo evento che attraverso la cultura e l’intrattenimento trasmette l’importanza del lavoro che ogni giorno le associazioni svolgono. Per difendere e diffondere il valore dell’associazionismo e della partecipazione.

Infine voglio concludere spendendo delle parole sulla lettera che un ormai, purtroppo, ex ricercatore universitario, Massimo Pieramattei, ha reso pubblica nei giorni scorsi raccontando le motivazioni che lo hanno portato a lasciare il mondo accademico per dedicarsi ad altro. Massimo aveva 39 anni e aveva speso la sua vita per dedicarsi all’Università e alla ricerca, da storico dell’Integrazione europea quale era diventato. Con coraggio ha portato avanti la sua scelta scegliendo anche di costruire una sua famiglia e di avere due figli. Una lettera lucida e amara, che descrive la frustrazione di chi, dopo anni di studio e lavoro, decide “per dignità” di vivere di altro.

Che le sue parole non restino inascoltate, perché deve esserci sempre uno spazio di movimento e trasformazione pronto a cambiare le cose.

Di cuore.

14 luglio 2017

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