Veneto

Trivelle, vongole a Venezia. I pescatori per il sì: “Rischiamo in 10.000”

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VENEZIA – “Le trivelle in mare significano preclusione di importanti aree alla pesca”. Lo dice Giampaolo Bonfiglio, presidente nazionale dell’Alleanza cooperative pesca, che ha partecipato questa mattina alla manifestazione organizzata dai pescatori veneti alle zattere. La pesca è un’attività “recettore di impatto”, che “dipende dalla qualità dell’ambiente” e soprattutto che “si sviluppa in aree disponibili”, spiega Bonfiglio, mentre dietro di lui, i pescatori servono ai passanti piatti di pasta con le vongole e fasolari crudi, chiedendo di votare sì” al referendum di domenica prossima. “Ancora una volta- continua Bonfiglio- la pesca è vittima di economie e di interessi più forti che trascurano il fatto che la pesca in Adriatico genera 300 milioni annui di fatturato e 10 mila occupati, senza considerare l’indotto. E’ un’economia da difendere e salvaguardare, sono numeri che non possono essere nascosti dalla promessa di qualche migliaio di occupati sui pozzi petroliferi”.

pescatori2Secondo il presidente dell’Alleanza, è poi “inaccettabile per non dire incivile che attività come le introspezioni realizzate con la tecnica Ergan e le trivellazioni stesse non siano sottoposte né a valutazione sugli alti rischi né alla valutazione ambientale strategica, parametri applicati a qualsiasi altro settore operante in mare”. Gli altri paesi ci guardano, avverte Bonfiglio, evidenziando che “è di questi giorni la minaccia da parte della Croazia (che ha appena varato una moratoria per vietare le trivellazioni entro le 12 miglia, ndr) di escludere dall’attività tradizionale dei nostri pescherecci un’area importantissima dell’alto Adriatico, proprio per le attività di ricerca ed introspezione in mare”.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

14 aprile 2016
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