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Nicole muore subito dopo il parto, medici in difesa: non è colpa nostra

Sanità in Sicilia il caso NicoleE’ polemica, in Sicilia, per la morte della piccola Nicole, la neonata deceduta durante un trasferimento in ambulanza tra Catania e Ragusa causato da una crisi respiratoria che l’aveva colpita, subito dopo il parto, in una clinica privata di Catania. Prima sono arrivate le dimissioni dell’assessore siciliano alla Sanità, Rita Borsellino, oggi è il giorno della difesa dei medici.

“È imprescindibile, prima di ogni commento, rispettare il dolore dei familiari per la perdita della piccola paziente così come è necessario attendere il risultato delle inchieste in corso” spiega l’Anaao Assomed Regione Sicilia che contesta “il comportamento irresponsabile delle figure istituzionali che, in un affrettato clima di irrazionale scarica-barile, hanno, immediatamente, individuato in chi è in prima linea e da solo di fronte alla gestione delle emergenze il colpevole da incriminare: il medico!”

“La clinica privata di Catania piuttosto che qualunque Pronto Soccorso della Sicilia sono luoghi ove si misurano da un lato la professionalità dei medici, che certamente non sono responsabili della saturazione dei p.l. nelle Utin di Catania, e dall’altro le carenze del Sistema (chiamalo anche Sanità Privata, chiamalo anche territorio). Le vere domande che ci poniamo ora sono: come mai a Messina e Palermo è stato attivato lo Stenprevisto dal decreto per la rete regionale delle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin) e l’organizzazione del Servizio di Trasporto Emergenze Neonatali (Sten) datato 18 gennaio 2006 –  mentre nel bacino Catania, Ragusa, Siracusa ad oggi non è stato ancora  attivato?”, si chiede l’Anaao, nella nota.

E ancora: “L’Assessore, secondo quanto disposto dal decreto del 2012, ha verificato con periodicità semestrale gli adempimenti richiesti ai Direttori Generali sui punti nascita?
Ha verificato che tutte le Utin/Punti nascita fossero dotate dei protocolli operativi per il trasporto dei neonati in urgenza (Sten?”

Ancora: “Oggi ciascuno deve assumersi le responsabilità, a tutti i livelli. Il Presidente della Regione: prima colpisce i medici poi si ‘accorge’ dell’assenza di Utin nelle Strutture private, lancia strali su queste, e invita il Ministro a intervenire sulla normativa. Il Presidente della VI Commissione dell’Ars: chiede una severa analisi delle case di cura convenzionate per dare un ‘segnale immediato’. Il Presidente dell’Aiop: chiede di ridisegnare la rete Utin ma l’unica risposta che riceve dall’amministrazione regionale è che tale rete è ‘già satura’”.

L’Anaao Assomed conclude censurando “l’atteggiamento di una classe politica che a tutt’oggi non riesce a far decollare il riordino della Sanità Siciliana ma, anzi, ne sta determinando il definitivo crollo”.

14 febbraio 2015

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