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Banca Marche, risparmiatori: Commissione d’indagine non può funzionare

ANCONA – Bocciata. La “commissione d’indagine su Banca Marche? Difficilmente praticabile“. E’ il succo della lettera che l’Unione consumatori e le associazioni “Dipendiamo Banca Marche” e “Azionisti privati Banca Marche” hanno inviato al governatore Luca Ceriscioli. Nel documento, recapitato anche ai consiglieri regionali, si mette in discussione la reale efficacia della commissione d’inchiesta istituita in Regione per fare luce sulla vicenda di Banca Marche.

soldi“Abbiamo qualche perplessità- scrivono a nome delle tre associazioni Corrado Canafoglia, Sandro Forlani e Bruno Stronati- la Regione non ha poteri coercitivi verso chi ha cagionato il dissesto dell’istituto per cui ogni attività di indagine in tal senso sarà difficilmente praticabile. Va considerato inoltre che esiste già un’indagine penale della Procura di Ancona: la commissione regionale, quantomeno in questa fase, non potrebbe procedere ad alcuna attività di indagine autonoma verso gli ex vertici di Banca Marche”. E non finisce qui.
Secondo i rappresentanti delle associazioni che difendono risparmiatori e dipendenti dell’istituto di credito, andrebbe considerato l’articolo 5 del decreto 180/2015 Salva Banche “che- dicono- impone il segreto di ufficio a tutti i soggetti istituzionali anche nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni e dunque anche nei confronti della commissione regionale”.

14 gennaio 2016

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