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Smog: India, Cina e Iran nella morsa delle ‘polveri invernali’

 

ROMA – Non solo New Delhi: nella morsa delle polveri sottili ci sono anche Pechino e Zabol – cittadina iraniana orientale al confine con l’Afghanistan – tutte e tre considerate le più inquinate al mondo per via di una combinazione di “fattori sia naturali che causati dall’uomo”. A citare uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è il quotidiano ‘Hindustan Times‘, a pochi giorni dall’allarme lanciato dalle autorità della capitale indiana per via dell’aria fattasi irrespirabile.

Lo scorso martedì infatti a New Delhi le polveri sottili hanno superato di quattro volte il limite considerato dannoso per la salute umana, causando anche il triplo dei ricoveri in ospedale per patologie respiratorie. Una circostanza che almeno ben si sposa con il summit annuale in corso a Bonn dal 6 al 17 novembre della Cop23, indetto dalle Nazioni Unite per trovare coi governi soluzioni ai cambiamenti climatici.

 

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Come ricorda l”Hindustan Times’, all’arrivo dell’inverno tutte e tre le città più inquinate del mondo vanno incontro a questo problema: l’arrivo di correnti fredde “spinge” le particelle inquinanti verso il basso, aumentandone la concentrazione. L’assenza di correnti a livello del terreno inoltre fa sì che non possano essere disperse nell’atmosfera. Il fenomeno è definito di “inversione termica” dagli esperti.

Ma accanto a questa circostanza naturale contribuiscono le attività umane: se in Cina è determinante la massiccia emissione di CO2 nell’aria da parte di un’industria in prepotente ascesa, in India agiscono in maniera decisiva i roghi dei terreni agricoli da parte dei contadini del Punjab e dell’Haryana, che vengono accesi sia per aumentare la fertilità della terra che per sbarazzarsi della stoppia.

Lo stesso accade anche nei dintorni di Zabol, in Iran, che tuttavia non è una metropoli da oltre 18 milioni di persone come New Delhi e Pechino: ospita appena 130mila abitanti. Ogni anno però viene colpita da circa 80 tempeste di sabbia, che portano con sé anche inquinanti da Afghanistan e Pakistan. Il fenomeno delle correnti fredde invernali contribuisce quindi a creare la stessa cappa di smog delle altre due megalopoli asiatiche.

Anche l’India e la Cina subiscono però l’inquinamento dei vicini, e in particolare quello che giunge da Arabia Saudita, Kuwait e Iraq. Gli scienziati hanno più volte lanciato l’allarme, sostenendo che respirare aria così inquinata riduce le aspettative di vita.

13 novembre 2017

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