Di Maio e la gaffe sul museo di Taranto. Pd: "Chieda scusa"

Cultura

Di Maio e la gaffe sul museo di Taranto. Pd: “Chieda scusa”

ROMA – Scivolone del vicepremier Luigi Di Maio in tema di musei e cultura: “Taranto non ha musei degni della Magna Grecia“, ha detto il ministro del Lavoro ieri sera durante il programma di Rai 3 ‘Cartabianca’, sollevando la reazione piccata della direttrice del MaRta, il museo archeologico nazionale di Taranto. Eva Degl’Innocenti, infatti, su Twitter ha replicato così a Di Maio: “Egregio Ministro @luigidimaio sarei molto onorata di poterLa accogliere nel museo archeologico più importante della Magna Grecia che ha sede a #Taranto uno dei musei archeologici più importanti al mondo”.

 

Oggi la polemica prosegue.

“Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio chieda scusa a Taranto per gli insulti in diretta televisiva a Rai3 contro il Museo archeologico della città, il MarTa” scrive su facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano. “Altro che museo ‘indegno’, come ha detto Di Maio: nel 2017 ha avuto quasi 80mila visitatori ed è uno dei musei archeologici più importanti del mondo, come ha ricordato la direttrice Eva Degl’Innocenti”, prosegue Pagano. Il leader M5s non lo sapeva? Forse perché a Taranto da settimane nessuno lo ha più visto, sebbene nel frattempo abbia dato il via libera al Piano per l’Ilva dei governi senza chiarire i dettagli del Piano Ambientale?”.

“Se davvero vuole fare qualcosa- prosegue Pagano- per l’attività turistico-culturale di Taranto, invece di inventare bugie Di Maio metta soldi in più sul museo e confermi subito i fondi del Bando Periferie che il suo Governo ha scippato a 96 Comuni italiani, compresi i capoluoghi pugliesi. Dal Bando, Taranto avrebbe ricevuto 9,4 milioni di euro per la rigenerazione dei Baraccamenti Cattolica vicino all’Arsenale, la riqualificazione di un’area abbandonata da anni che vedrebbe la nascita di un nuovo Polo Salute, il teatro della Musica, laboratori musicali, spazi per bambini. I progetti sono già pronti, ma ora il Governo M5s-Lega ha bloccato tutto, per il solo motivo che il Piano era stato messo in campo dai Governi Renzi e Gentiloni”.

12 settembre 2018
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