‘Cultura dell’informazione’, accordo tra Miur e Fnsi

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ROMA  – Un protocollo d’intesa per far entrare nelle scuole la ‘cultura dell’informazione’. È questo l’accordo siglato oggi nella sede della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi) a Roma, tra il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e Raffaele Lorusso e Giuseppe Gilietti, rispettivamente segretario e presidente del sindacato dei giornalisti. L’accordo – denominato ‘Scuola e informazione: culture, cittadinanza, diritti e legalità’ – avrà durata triennale e vedrà il Miur, attraverso la Direzione generale per lo Studente e la Federazione, cooperare ciascuno nei propri ambiti su due progetti legati al mondo dell’informazione.

I progetti riguardano la legalità, con il ruolo dell’informazione nella lotta alla mafie, ed i social media. Nel primo caso, particolare sarà l’attenzione al tema dell’arricchimento della grande criminalità attraverso la contraffazione il commercio di prodotti illegali. Il progetto declinato sui social media si propone, invece, di aiutare i giovani a muoversi attraverso i mutamenti che la crescita dei social network ha apportato e sta apportando nei processi comunicativi e informativi. La collaborazione tra ministero e sindacato si concretizzerà in progetti specifici sui territori con gli uffici scolastici regionali, i singoli istituti e le associazioni regionali di stampa. Per i ragazzi questo “sarà uno stimolo in più per distinguere tra informazione, comunicazione e elaborazione dei dati- ha detto il ministro Giannini a margine della firma del protocollo- questa è un’iniziativa che va sempre più nella direzione di una scuola sempre più attiva e in contatto con la realtà contemporanea che è anche l’obiettivo della legge 107 su ‘La Buona scuola’”.

Per quel che riguarda il progetto relativo ai social media, contenuto nella convenzione, il ministro ha aggiunto che “è un modo per far capire ai ragazzi che avranno ancora il web come fonte primaria e che il giornale è qualcosa di diverso“. Quest’ultimo infatti “non si limita al dato informativo ma è un commento e un’interpretazione da più punti di vista. Imparare a distinguere qual è un dato oggettivo e quale invece è una sua intepretazione – conclude Giannini – è un’operazione importante per sviluppare la posizione autonoma dei ragazzi”.

di Ugo Cataluddi, giornalista

12 Feb 2016
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