Vellano (Farnesina): “Nel 2019 l’Italia incontra le culture africane”

Il direttore: "Andiamo a sud del Sahara in cerca di contaminazioni"

“Non ci interessano vetrine ma scambi e contaminazioni positive” premette Roberto Vellano, direttore centrale in Farnesina per la promozione della lingua e della cultura italiane. L’intervista con l’agenzia ‘Dire’ precede di alcune settimane la presentazione del palinsesto dell’iniziativa ‘Italia, culture, Africa’.  Un programma, in realta’,  gia’ da tempo al centro dell’impegno del ministero degli Esteri. Dopo un 2018 dedicato al Mediterraneo, tocchera’ alla regione subsahariana. Con l’Italia della musica, dello spettacolo e dell’arte che fa rotta verso Sud, per ispirare ed essere ispirata. “Coinvolgendo i giovani e usando linguaggi accessibili”, sottolinea Vellano, “per non restare confinati alle e’lites locali”.

– Ministro, perche’ ‘Italia, culture, Africa’?
“Perche’ l’Africa e’ una priorita’ della nostra politica estera. E c’e’ una logica di continuita’: ci e’ sembrato doveroso portare a sud del Sahara il programma del 2018 per il Mediterraneo. La logica e’ la stessa: la cooperazione. Non vogliamo solo presentare eventi e avere una vetrina. Ci interessano il dialogo, lo scambio, la formazione, l’interazione e la contaminazione positiva tra il nostro mondo culturale e quelli africani. Dico ‘quelli’ perche’ l’Africa non e’ un unico indistinto: ogni regione e ogni Paese richiede una sensibilita’ particolare”.

– Anticipazioni sul cartellone?
“Cominciamo col dire che c’e’ stato un lavoro su piu’ fronti, articolato su una rete diplomatica radicata in oltre 20 Paesi africani. Ci sono poi quattro istituti di cultura e l’alleanza con il ministero dei Beni culturali. Nel corso dell’anno saranno rappresentati settori differenti, a cominciare dalla tutela e dalla valorizzazione del patrimonio, un campo nel quale l’Italia ha preminenza. Dai Paesi africani abbiamo richieste di formazione per operatori del restauro sia da noi sia in loco, ad esempio in Etiopia o in Eritrea, in particolare ad Asmara, capitale riconosciuta di recente dall’Unesco patrimonio dell’umanita’.

L’esperienza delle nostre scuole di restauro, penso all’Istituto centrale o all’Opificio delle pietre dure di Firenze, e’ di assoluta rilevanza internazionale. Nel settore dello spettacolo abbiamo progetti in corso in Kenya, Senegal, Mozambico, Etiopia, Sudafrica, Nigeria e Angola. Poi c’e’ l’arte contemporanea, con la Collezione Farnesina e la fotografia. E una dimensione sulla quale punteremo e’ la residenza d’artista: artisti italiani trascorreranno un periodo in Africa a contatto con il mondo artistico locale, ispirandosi e ispirando i talenti del posto, ad esempio in Sudafrica in Etiopia”.

– Tra i nomi anticipati in occasione della Seconda conferenza Italia-Africa di ottobre c’e’ quello dell’Orchestra di piazza Vittorio…
“Si’, l’Orchestra tornera’ a Dakar e in altre capitali subsahariane, portando sul palco anche un cantastorie africano. Un’altra scommessa sono gli artisti italoafricani di ‘Mirrors’, uno spettacolo di danza che porteremo in tre capitali del continente. Infine, Leonardo da Vinci: nel 2019 cade il 500° anniversario della morte e con la Rai abbiamo realizzato una mostra delle opere principali. L’esposizione si intitola ‘Leonardo opera omnia’. E’ caratterizzata da riproduzioni in altissima definizione e retroilluminate, che porteremo anche in Etiopia, Kenya e Sudafrica”.

– Ci saranno iniziative rivolte in particolare ai giovani?
“L’Africa e’ il continente dei giovani per definizione. Anche per questo vogliamo usare linguaggi accessibili e attraenti, raggiungendo il pubblico piu’ vasto possibile con internet e i social network. Il pericolo e’ rimanere confinati a un’e’lite locale. Non e’ facile ma bisogna provarci, creare un ponte”.

– ‘Italia, culture, Africa’ entrera’ anche nelle scuole?
“Le due piu’ grandi scuole italiane all’estero, due grandi progetti di cooperazione, si trovano ad Addis Abeba e ad Asmara. In questi giorni la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re e’ nel Corno d’Africa e la sua visita puo’ essere anche l’occasione per evidenziare il ruolo dei ragazzi nel processo di pace tra Etiopia ed Eritrea. Il nostro impegno, anche nel 2019, e’ garantire comunque incentivi e borse di studio universitarie”.

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11 Dicembre 2018
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