"Io sono tempesta", Giallini protagonista della nuova commedia di Luchetti

Costume e Società

“Io sono tempesta”, Giallini protagonista della nuova commedia di Luchetti

ROMA – Arriva il 12 aprile nelle sale il nuovo film di Daniele Luchetti, “Io sono tempesta”. Davanti la macchina da presa due grandi interpreti del cinema italiano Marco Giallini, alla sua prima collaborazione con il regista romano e Elio Germano, che con Luchetti aveva già lavorato in “Mio fratello è figlio unico” e “La nostra vita”. Protagonista di questa commedia, che strizza l’occhio al recente passato di un protagonista della scena politica italiana, è Numa Tempesta un finanziere milionario costretto ai servizi sociali, interpretato da Giallini (presto di nuovo al cinema nella commedia di Massimiliano Bruno “Non ci resta che crimine” e in tv con la seconda stagione di “Rocco Schiavone”).

I luoghi del set

Nel film, girato in gran parte nella Capitale, ad ambienti extralusso come la fortezza di Tempesta (nella realtà l’hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria a Monte Mario) si alternano scenari dimessi come il centro accoglienza ricostruito negli ambienti dell’Ex Dogana. Nel mezzo le scene del “Kazakistan” dove il finanziere milionario vola per concludere degli affari: in realtà realizzate a Campo Imperatore, in Abruzzo e migliorate grazie ad effetti visivi aggiunti in postproduzione.

 Sinossi

Numa Tempesta è un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro. Alla fine, come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono.

11 aprile 2018
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