Kolesnikov: “Trump è presidente, Putin è un leader mondiale”

kolesnikov2ROMA – “Un conto è il candidato, un conto il presidente; ma con la vittoria di Donald Trump, la Brexit e il moltiplicarsi degli apprezzamenti nei suoi confronti in Europa, Vladimir Putin si sente davvero un leader mondiale”: a parlare con la Dire è Andrej Kolesnikov, politologo del Carnegie Center a Mosca. “Il successo di Trump è stato accolto in modo positivo dalle elite russe per almeno due motivi” sottolinea l’esperto: “Pesano le dichiarazioni di apertura verso Mosca del candidato repubblicano ma anche il fatto che la sconfitta di Hillary Clinton è stata interpretata come la rivincita russa su un establishment americano ostile”.

Secondo Kolesknikov, con personaggi controversi come il deputato nazionalista Vladimir Zhirinovskijla Russia è già da tempo la pioniera del populismo“. Una categoria lontana anni luce dai “narodniki” che nel XIX secolo volevano riscoprire il mondo contadino, nella quale oggi rientrerebbe anche Trump. “Putin ha trasformato la Russia in un regime autoritario e ora è contento di avere a Washington un leader del suo stesso tipo” sostiene l’analista del Carnegie Center.

Convinto che, nonostante le difficoltà economiche legate al crollo dei prezzi del barile, nell’arena della politica internazionale Putin stia diventando sempre più influente. “E’ stato contento del voto in favore della Brexit e del sostegno che gli hanno offerto leader europei come Marine Le Pen in Francia e Viktor Orban in Ungheria” sottolinea Kolesnikov: “Vuole essere leader in un mondo che rispetti le sue regole e dove la Russia sia una superpotenza capace di dialogare alla pari anche con gli Stati Uniti”.

Durante la campagna elettorale, in polemica con i rivali democratici, Trump ha definito Putin “più leader” di Barack Obama. Ma nel concreto come potrebbe realizzarsi quel miglioramento dei rapporti tra Russia e Stati Uniti auspicato proprio ieri dal leader del Cremlino? “In questa prima fase colpisce la vicinanza emotiva di Trump alla Russia” risponde Kolesnikov: “Poi sulle sanzioni, l’Ucraina o la Siria, senza farsi illusioni, con Trump si potrà riavviare il discorso”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

10 Novembre 2016
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