Report del Consiglio grande e generale del 10 maggio – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Il Consiglio grande e generale, a conclusione del dibattito sulla recente partecipazione del governo agli Spring Meetings del Fondo Monetario Internazionale, approva con 28 voti a favore e 8 contrari un Ordine del giorno presentato dalla maggioranza che impegna il governo a riferire periodicamente in Commissione consiliare Finanze sugli aggiornamenti relativi “al reperimento delle risorse finanziarie per la messa in sicurezza del sistema”+++

Al centro dei lavori odierni è il proseguimento del comma 11 aperto ieri notte, dopo la lettura della relazione del Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, dedicato all’esito dell’incontro del governo con la delegazione Fmi agli Spring Meetings. Nella lunga relazione, l’annuncio della missione tecnica dei professionisti del Fondo sul Titano avviata già ieri, che proseguirà fino al prossimo 17 maggio, finalizzata a “quantificare e qualificare il livello delle problematiche inerenti il settore bancario e il bilancio dello Stato- chiarisce-sulla base dei dati aggiornati e delle proiezioni di breve-medio termine attualmente a disposizione della nostra amministrazione”.  Celli spiega come negli incontri di Washington gli esperti del Fondo Monetario Internazionale abbiano indicato i passaggi necessari e prioritari per giungere a “soluzioni definitive e permanenti per risolvere le criticità attualmente esistenti nel settore bancario”, ovvero: risanamento dei bilanci delle banche; profonda ristrutturazione della Cassa di Risparmio; gestione dei crediti non performanti. E si sofferma sui tre aspetti. Quindi la presa d’atto definitiva che “La ristrutturazione dell’intero Paese ed il processo di risanamento del settore bancario, impongono di individuare le modalità con cui reperire le risorse finanziarie necessarie”, spiega il Segretario di Stato. La raccomandazione degli esperti del Fondo Monetario Internazionale, “indirizzata a perseguire una diversificazione delle forme di finanziamento esterno- prosegue- è assolutamente condivisibile ed il governo”. Celli spiega poi che “l’eventuale ricorso ad un programma di assistenza tecnica e finanziaria del Fondo Monetario Internazionale è una importante ipotesi di lavoro”, ma “prima di assumere scelte di una tale rilevanza sistemica, va ricercato il più ampio coinvolgimento possibile delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali”. In definitiva, “il Governo non intende procedere in maniera unilaterale- assicura- con l’adozione di decisioni su temi che indiscutibilmente impatteranno non solo sul presente, ma ancora di più sul futuro della comunità sammarinese e impegneranno non solo l’attuale compagine di governo ma anche le prossime”.
E il tema della concertazione e del confronto torna a più riprese nel dibattito, negli interventi dei consiglieri di maggioranza e di minoranza, alla luce di un relativa ‘distensione’ dei toni rispetto ai giorni scorsi in Aula. Ma agli appelli bipartisan non fa seguito al termine del dibattito un’azione unitaria finale: l’Odg presentato da Eva Guidi, Ssd, viene sottoscritto e votato dai gruppi di maggioranza, in un’Aula che vede presenti 36 consiglieri.

Durante i lavori odierni viene inoltre ratificato il Decreto Delegato n.46  che interviene sullo Statuto dell’Istituto per l’Innovazione della Repubblica di San Marino S.p.A. e nominato il Consiglio di Amministrazione dello stesso istituto. La seduta pomeridiana si conclude infine con la presentazione in prima lettura del Progetto di legge “Disciplina del regime per la detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali”. I lavori proseguiranno in seduta notturna.

 

Di seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana.

Comma 11. Riferimento sulla partecipazione agli Spring Meeting del Fondo Monetario Internazionale e successivo dibattito.

Prosegue il dibattito avviato ieri sera con la lettura della relazione di Simone Celli, Segretario di Stato per le Finanze
(…)
Con gli esperti del Dipartimento Fiscale e del Dipartimento Mercato e Capitali si sono sviluppati interessanti momenti di approfondimento di natura tecnica sull’introduzione dell’imposta sul valore aggiunto, sulla riforma dell’ordinamento contabile, sulla sostenibilità del debito pubblico e sulle modalità di reperimento delle risorse necessarie al rifinanziamento del sistema.  Nota a parte merita l’incontro con il Direttore del Dipartimento Europeo, il signor Poul Thomsen, al quale la delegazione sammarinese ha rappresentato nel dettaglio la situazione economica e finanziaria del Paese, ha illustrato il piano d’azione finalizzato alla risoluzione definitiva e permanente delle criticità attualmente esistenti e ha manifestato l’intenzione di implementare il livello di collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale. Il Direttore del Dipartimento Europeo ha mostrato attenzione e sensibilità nei confronti della Repubblica di San Marino e in tal senso ha espresso parere positivo all’immediato svolgimento di una missione tecnica di un gruppo di esperti del Fondo Monetario Internazionale al fine di quantificare e qualificare il livello delle problematiche inerenti il settore bancario e il bilancio dello Stato, sulla base dei dati aggiornati e delle proiezioni di breve-medio termine attualmente a disposizione della nostra amministrazione. Tale missione tecnica avrà inizio il giorno 9 maggio e si concluderà il giorno 17 maggio.  In prevalenza i colloqui con gli esperti del Fondo Monetario Internazionale si sono incentrati sulle politiche che il governo intende promuovere per il risanamento, il consolidamento e il rilancio del settore bancario e finanziario.
Gli esperti del Fondo Monetario Internazionale, durante gli incontri intervenuti in occasione degli Spring Meetings, hanno rimarcato la necessità e l’urgenza di individuare soluzioni definitive e permanenti per risolvere le criticità attualmente esistenti nel settore bancario, ovvero:

  • Risanamento dei bilanci delle banche;
  • Profonda ristrutturazione della Cassa di Risparmio;
  • Gestione dei crediti non performanti.

(…)Banca Centrale della Repubblica di San Marino, supportata da advisor internazionali di primaria importanza, di fatto ha portato a compimento il processo di asset quality review, così come d’altra parte aveva sollecitato il Fondo Monetario Internazionale al termine della missione articolo IV. Nel corso della missione tecnica che si terrà nei prossimi giorni, gli esperti del Fondo Monetario Internazionale si confronteranno con i tecnici della Banca Centrale sui dati emergenti dall’AQR e al termine di questa fase di verifica supplementare sarà disponibile a tutti gli effetti una fotografia precisa e dettagliata della situazione generale del settore bancario e finanziario sammarinese e in particolare sarà stabilito quale è l’effettivo gap di capitale all’interno degli istituti di credito del nostro Paese. Come ho già avuto modo di spiegare all’interno della relazione sulle linee di indirizzo del Piano di stabilità e di sviluppo nazionale presentata in Commissione Finanze e Bilancio alla fine del mese di marzo, il risanamento dei bilanci delle banche e il generale consolidamento del settore bancario devono essere portati avanti attraverso l’implementazione di una strategia unitaria finalizzata alla tempestiva individuazione di soluzioni adeguate, da un lato, per Cassa di Risparmio e, dall’altro, per i restanti Istituti di credito. Le banche di proprietà privata possono essere risanate attraverso strumenti di intervento ordinari, ricercando soluzioni orientate al mercato e in particolare definendo piani generali di sostenibilità seguendo le modalità e le tempistiche che seguono.

Dopo aver approvato il bilancio 2017 e sulla base dei dati definitivi dell’asset quality review, la Banca Centrale richiederà ad ogni singola banca un attendibile “Piano Generale di sostenibilità” che incorpori un “Piano di risoluzione degli Npls” (con l’obiettivo di ridurre gli Npls e aumentare il coverage alla luce delle risultanze dell’AQR), un “Piano di risanamento” (con l’obiettivo di simulare la capacità di reazione alle situazioni di crisi) ed un “Piano industriale” (con l’obiettivo di individuare nuovi e innovativi percorsi di crescita); Gli interventi di ricapitalizzazione devono essere condotti in base a piani credibili e realizzabili con l’obiettivo di portare progressivamente gli istituti bancari sammarinesi a uniformarsi ai requisiti e ai criteri dettati dalle direttive comunitarie e internazionali attraverso un arco temporale ragionevole e sostenibile (3-5 anni); La valutazione dei piani generali di sostenibilità delle singole banche sarà effettuata con criteri rigorosi e prudenziali ,non disponendo la Banca Centrale di incisivi strumenti di intervento quali linee di liquidità di emergenza o fondi di risoluzione delle crisi;
Sulla base degli esiti della valutazione del Piano generale di sostenibilità dei singoli soggetti vigilati, la Banca Centrale adotterà i provvedimenti e le misure ritenuti opportuni, volti a mantenere la stabilità del sistema ed a tutelare risparmiatori e depositanti.
La seconda raccomandazione ribadita in occasione degli Spring Meetings è concernente la richiesta di una profonda ristrutturazione di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. Da una prima analisi svolta dalla Banca Centrale emerge chiaramente come il peso della crisi del sistema bancario sia prevalentemente concentrato proprio su Cassa di Risparmio, che attualmente rappresenta il 30% circa dell’intero comparto. La dimensione del problema che si incentra su Cassa di Risparmio è significativa sia per la banca stessa che per il Paese e non è sanabile senza un consistente intervento pubblico che dovrà essere accompagnato da una inevitabile robusta ristrutturazione interna. Non va perso ulteriore tempo, in quanto accumulare altro ritardo potrebbe amplificare la dimensione del problema, con il conseguente incremento dei costi a carico della collettività. È auspicabile inoltre che la situazione di Cassa di Risparmio venga tenuta separata da quella delle altre banche al fine di evitare un ulteriore decadimento dell’intero comparto. È preferibile infatti evitare l’indebolimento complessivo delle banche di proprietà privata, mantenendo la concentrazione della crisi, ove possibile, sulla Cassa di Risparmio. L’ammontare rilevante di attività infruttifere della Cassa di Risparmio va sostituito al più presto con attività redditizie nella misura massima sopportabile dallo Stato per riportare la situazione patrimoniale in equilibrio. Per realizzare tale sostituzione sono inevitabili e necessarie forme di indebitamento pubblico a titolo oneroso, che verranno destinate a Cassa di Risparmio sotto forma di conferimento di mezzi liquidi a patrimonio o di sostituzione delle attività iscritte nel bilancio 2016 per consentire la distribuzione temporale delle svalutazioni dei crediti. Il mix tra conferimento effettivo di risorse liquide e sostituzione di attivi non redditizi con attivi performanti dipende dalla soglia di liquidità e di redditività necessarie all’autosostentamento della Cassa di Risparmio a regime.  L’inevitabile ulteriore ricapitalizzazione di Cassa di Risparmio consentirà l’effettivo rilancio dell’azione dell’istituto unitamente all’adozione ed all’implementazione di un piano industriale serio e credibile affinché la banca possa ritornare profittevole e da questa operazione lo Stato possa trarne un profitto nel lungo periodo, senza generare, come avvenuto purtroppo in passato, ulteriori perdite patrimoniali.

Questa imponente azione, che si dovrà concretizzare in tempi particolarmente brevi, trasformerà un probabile altissimo costo collettivo (quale è stato sino ad ora l’intervento dello Stato in Cassa di Risparmio) in un investimento ad alto potenziale reddituale per lo Stato. Il rilancio di Cassa di Risparmio, infatti, rappresenta un passaggio fondamentale per il governo e ancor di più per l’intera comunità sammarinese e in tal senso la prospettiva di produrre indebitamento dello Stato nel breve periodo va intesa come un investimento che nel presente porta a privarsi di alcune risorse per averne di più nel futuro.

Per quanto attiene il tema della gestione degli NPL, come già evidenziato in precedenza, le banche devono organizzarsi attraverso la definizione di piani ambiziosi e credibili volti a ridurre in modo significativo gli NPL nel medio termine, anche attraverso l’efficientamento della loro riscossione e gestione. Va riconosciuto che gli Istituti di credito hanno già avviato autonomamente processi di smaltimento delle sofferenze che stanno producendo risultati particolarmente positivi e incoraggianti. Questi sforzi devono però essere supportati da riforme delle normative, fiscali e giuridiche, tra cui la rimozione dei restanti disincentivi fiscali per le cessioni degli NPL e promuovendo un complessivo aggiornamento dei regimi di insolvenza e di esecuzione del credito. Va poi valutata la completa apertura del mercato immobiliare ai non residenti in quanto potrebbe sostenere il valore delle garanzie durante il recupero degli attivi. Nell’ambito di questa cornice di potenziali interventi di carattere legislativo per favorire l’efficace gestione dei crediti non performanti, si inserisce la possibilità di creare una società di gestione dei crediti non performanti, come uno strumento alternativo cui le banche, ivi inclusa Cassa di Risparmio, potranno aderire su base volontaria (infatti gli Istituti che hanno adeguate capacità di liquidità e di capitale potranno valutare e decidere se gestire in autonomia gli Npl mediante un piano a medio-lungo termine) per rendere più efficiente e competitiva la loro gestione ed il loro recupero.

La ristrutturazione dell’intero Paese ed il processo di risanamento del settore bancario, così come sopra delineato, impongono di individuare le modalità con cui reperire le risorse finanziarie necessarie. Si stanno valutando una serie di opzioni. La raccomandazione degli esperti del Fondo Monetario Internazionale indirizzata a perseguire una diversificazione delle forme di finanziamento esterno, è assolutamente condivisibile ed il governo, con la doverosa cautela, intende muoversi in questa direzione, prendendo in esame più opzioni.

Come ho già sostenuto in altre occasioni, l’eventuale ricorso ad un programma di assistenza tecnica e finanziaria del Fondo Monetario Internazionale è una importante ipotesi di lavoro, su cui è opportuno attivare da subito un serio e concreto approfondimento in termini politici e sociali. Prima di assumere scelte di una tale rilevanza sistemica, va ricercato il più ampio coinvolgimento possibile delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. Il Governo non intende procedere in maniera unilaterale con l’adozione di decisioni su temi che indiscutibilmente impatteranno non solo sul presente ma ancora di più sul futuro della comunità sammarinese e impegneranno non solo l’attuale compagine di governo ma anche le prossime. È auspicabile perciò che si possa pervenire a una scelta ponderata e ampiamente condivisa, con l’obiettivo di inserirla all’interno di una cornice progettuale e di un percorso politico pluriennale che con continuità e coerenza dovrà proseguire al netto di tutti i cambiamenti che strada facendo potranno intervenire a livello di governo. Personalmente ritengo che la collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale vada sostanzialmente rafforzata, l’ausilio tecnico offerto dai suoi esperti può rappresentare un notevole valore aggiunto per la Repubblica di San Marino, soprattutto in un’ottica di accreditamento internazionale del processo di risanamento finanziario e di riforme economiche e sociali che il governo sta tentando di realizzare nonostante l’alto tasso di impopolarità che da una simile azione potrà derivare.

Con la cabina di regia del FMI, inoltre, potrebbe configurarsi la possibilità che siano un poi più organizzazioni internazionali a supportare, magari parzialmente o in relazione a progetti specifici, le esigenze finanziarie del nostro Paese. Mi riferisco, a titolo meramente esemplificativo, a B.E.I., I.F.C. ed E.B.R.D. rispetto alle quali le Segreterie di Stato competenti in materia stanno verificando le procedure inerenti alla presentazione della candidatura alla membership, le condizioni per l’adesione e le opportunità emergenti dall’ingresso in ta li organizzazioni . Nelle opzioni di finanziamento non ci può e non ci deve essere solo il Fondo Monetario Internazionale. Vanno ricercate altre soluzioni e in questa ottica potrebbero rivelarsi praticabili operazioni di sostegno-ponte da parte di massime istituzioni bancarie internazionali, disponibili ad accompagnare il processo di risanamento e di rilancio della Repubblica di San Marino. Tutto ciò, in attesa di preparare l’amministrazione alla sfida del mercato dei capitali.

La prima emissione di un bond sovrano della Repubblica di San Marino da collocare nel mercato dei capitali a livello internazionale non potrà avvenire prima di almeno 18-24 mesi. È questo infatti l’arco temporale necessario alla realizzazione degli interventi prodromici a far si che il Paese possa affrontare questa impegnativa sfida con serietà, realismo e responsabilità. Le azioni da mettere in campo sono:

-il completamento delle riforme strutturali finalizzate a garantire l’equilibrio di bilancio;

-l’istituzione del Dipartimento del Tesoro e in particolare, al suo interno, dell’Ufficio del Debito Pubblico;
l’individuazione di una seconda agenzia di rating, oltre a Fitch, che effettui una valutazione sull’andamento dei principali indicatori macroeconomici;

-il consolidamento della crescita economica, attestando in modo permanente il tasso di incremento del prodotto interno lordo oltre i due punti percentuali.  (…)

Il dato fondamentale da cui intraprendere la riflessione riguardante il raggiungimento dell’equilibrio e della stabilità del quadro generale della finanza pubblica, è l’entità del disavanzo di amministrazione che il bilancio dello stato attualmente presenta in modo strutturale, a tasso di crescita invariato e senza provvedimenti di carattere straordinario (sanatoria edilizia, imposta sui patrimoni, rottamazione cartelle esattoriali) e transitorio (minimum tax ). Questo dato ammonta a circa 35 milioni di euro ed è da qui che occorre partire per impostare una discussione politica seria, matura e responsabile sulle possibili misure da adottare per la duratura messa in sicurezza dei conti pubblici e per mettere al riparo il quadro generale della finanza pubblica dai pericoli derivanti da eventuali choc futuri, con la speranza che almeno su questo versante possano essere evitate posizioni demagogiche e fuori dalla realtà.  Va impostata una strategia complessiva che possa consentire di arrivare all’azzeramento del disavanzo di amministrazione nei prossimi due esercizi finanziari, 2019-2020. Le aree di intervento su cui deve concentrarsi l’impegno del governo sono:

– la revisione della spesa pubblica (primi effetti in esercizio finanziario 2018 e effetti pieni in esercizio finanziario 2019) che, attraverso l’adozione di specifiche misure di contenimento e di razionalizzazione, l’introduzione di un efficace controllo di gestione sull’intera amministrazione e sugli enti del settore pubblico allargato, dovrà portare a ridurre in termini quantitativi e a migliore in termini qualitativi l’utilizzo delle risorse della collettività;

– la prosecuzione del processo di riforma della pubblica amministrazione seguendo il modello affermato con la Legge n. 188/2011, al fine di innovare e semplificare la struttura della PA, in modo tale da garantire i principi di efficacia, efficienza ed economicità nell’attività di erogazione dei servizi pubblici; la riforma del sistema pensionistico (primi effetti in esercizio finanziario 2019 e progressivamente in successivi esercizi finanziari) con l’obiettivo di renderlo sostenibile nel lungo periodo, di ridurre l’intervento statale, di dare efficacia al multi-pilastro in modo tale da renderlo più adeguato in termini di prestazioni, anche nella ripartizione tra lavoratori attivi e pensionati;

– Il passaggio al regime IVA (effetti nell’esercizio finanziario 2020) per continuare l’allineamento di San Marino agli standard internazionali ed aumentare la competitività di sistema, facilitando le imprese impegnate in operazioni di importazione ed esportazione, e introducendo un sistema d’imposizione indiretta, che sia capace di fare tesoro delle considerazioni della stessa Commissione europea, che tenga conto nello stesso tempo dello specifico assetto del sistema economico e produttivo della Repubblica di San Marino e che determini un significativo incremento del gettito fiscale in ragione dell’allargamento della base imponibile;

– la riorganizzazione della normativa in materia di imposizione diretta (effetti a partire dall’esercizio finanziario 2019) al fine di potenziare il sistema di accertamento tributario come strumento di contrasto ai fenomeni dell’elusione e dell’evasione fiscale e di incentivo all’ampliamento della base imponibile, di semplificare e migliorare il sistema delle agevolazioni fiscali, di introdurre procedure contabili più snelle e flessibili per le piccole e piccolissime imprese, di garantire una più equa redistribuzione del reddito e del carico fiscale soprattutto per le famiglie più numerose e infine di prevedere una progressività delle aliquote maggiormente orientata alla salvaguardia dei contribuenti a basso reddito e al rispetto del principio della giustizia sociale.

È ragionevole pensare che con le 5 azioni appena descritte il deficit strutturale attualmente esistente possa essere annullato entro l’esercizio finanziario 2020, portando il bilancio dello Stato nelle condizioni di poter assicurare il rispetto del principio della sostenibilità del debito pubblico.

Con l’intervento in Cassa di Risparmio il rapporto debito – prodotto interno lordo passerà dall’odierno 22 per cento circa al 55 per cento circa. Pur non sottovalutandone la dimensione e i rischi sottostanti ad una lievitazione così rapida, il 55 per cento circa del rapporto debito – Prodotto interno lordo rappresenta ancora un livello complessivamente sostenibile dell’indebitamento dello Stato sammarinese. Gli stessi esperti del Fondo Monetario Internazionale, anche nell’evidenziare la criticità della situazione causata dall’improvviso incremento del debito pubblico a livelli che non hanno precedenti per la Repubblica di San Marino, ritengono che il quadro generale della finanza pubblica possa tuttora definirsi “sotto controllo”,

Va però riconosciuto che non sarà sufficiente praticare esclusivamente politiche orientate al consolidamento fiscale per assicurare la stabilità dei conti pubblici. Deve essere prodotto uno sforzo intensivo per irrobustire la crescita economica, per portare il prodotto interno lordo a aumentare costantemente oltre il 2 per cento nel triennio 2019-202l.

Il rapporto debito – prodotto interno lordo, già a partire dal 2019, seppur in modo lieve, dovrà cominciare progressivamente a diminuire, riducendo il valore della cifra posizionata al numeratore e incrementando quello della cifra posizionata al denominatore.

Le politiche del governo vanno proprio in questa direzione e l’elaborazione del Piano di stabilità e di sviluppo nazionale, peraltro così come delineato nella relazione illustrativa delle linee di indirizzo, rappresenta l’opportunità per impostare il nuovo modello di sviluppo della Repubblica di San Marino, sul quale nei prossimi giorni verrà riattivato il confronto attraverso appositi incontri con le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali,

La Repubblica di San Marino si trova in un momento storico particolarmente complesso e delicato che va affrontato con serietà, responsabilità, consapevolezza e soprattutto con grande coraggio. Se effettivamente si vuole dare un futuro, una prospettiva concreta e credibile alla comunità sammarinese, non si può perdere altro tempo. I problemi che ora sono stati fatti emergere con chiarezza e trasparenza, non vanno scansati, vanno affrontati. Subito. Il governo continuerà a confrontarsi a oltranza con le opposizioni e con le rappresentanze dei datori di lavoro, dei lavoratori, dei pensionati e dei consumatori. Valuteremo seriamente le proposte, ascolteremo attentamente le critiche e osserveremo rispettosamente tutte le manifestazioni democratiche di dissenso e di protesta. Non lasceremo nulla di intentato pur di ricercare un adeguato livello di condivisione politica e sociale sulle scelte strategiche indispensabili a portare a compimento celermente il processo di risanamento dei conti pubblici e di ristrutturazione del settore bancario. Tutto ciò, però, impone che gli stakeholders, nessuno escluso, siano consapevoli che ulteriori ritardi e nuovi rinvii non sono affatto compatibili con l’esigenza di mettere immediatamente al sicuro il nostro Paese dai rischi che potrebbero presentarglisi di fronte nel prossimo futuro . È il tempo di agire, è il tempo di lavorare per trovare le migliori soluzioni che possano garantire una prospettiva di sicurezza, di libertà, di opportunità per tutte le generazioni che verranno dopo la nostra. Non è più il tempo per chi vuole ricercare spasmodicamente il consenso e non è nemmeno il tempo per chi vuole rafforzare il proprio peso politico e sociale, speculando sulla crisi e sulle difficoltà che sta attraversando il Paese. Siamo dinanzi a ben altra sfida, che nulla ha a che fare con la tenuta di un governo e di una maggioranza, ma riguarda il presente e il futuro di tutti i cittadini sammarinesi, senza distinzioni di orientamento politico. Pur nutrendo non poche perplessità, confido che questo appello possa trovare risposte positive già nel corso di questo dibattito, ad ogni modo posso assicurare all’aula consiliare che il governo compirà ogni tentativo affinché la conflittualità politica e sociale, almeno in questa fase, possa essere ridimensionata .

Dibattito odierno

Davide Forcellini, Rete
Tra ieri e oggi mi sono chiesto se ci sia ancora un atteggiamento giusto per andare avanti, dopo aver visto con i miei occhi che la democrazia qui dentro è stata violentata. Finora il mio atteggimento politico era ispirato al dialogo democratico, perché sono un ottimista, ma quando il dialogo non è più possibile perché la democrazia non lo è più, l’estrema ratio è la resistenza con la non violenza. È con questo atteggiamento di guerra non violenta che voglio portare le mie considerazioni sull’incontro con Fmi. Registro la solita incoerenza di Celli di fronte al Fmi. In passato aveva detto che ciò che il Fondo dava erano solo consigli e non il vangelo, mentre ieri arriva questo resoconto dettagliato che impone che il paese si debba mettere in ginocchio e che dobbiamo prepararci a lacrime e sangue. Il debito che fino a ieri il Paese non aveva oggi si attesta al 22% del Pil e nella relazione si dice che  a breve diventarà il 55% del Pil. Significa che se oggi variamo una patrimoniale, a breve serviranno 2 patrimoniali e mezzo solo per mantenere il nostro debito. Questa relazione è piena di notizie allarmanti che non possono che sottolineare l’incapacità dell’intera classe politica che ha portato al fallimento delle istituzioni e dello stato sociale. Nella relazione si parla che c’è stata la presentazione di un piano di azione per la soluzione delle criticità. Vorrei chiedere perché prima di presentare un piano che riguarda il Paese intero al Fmi non è stato presentato al Paese, a chi dovrà pagare il conto. Poi si parla di istituire l’ennesimo comitato, un comitato di stabilità finanziaria, di cui per la prima volta si fa cenno. Poi si parla di esternalizzazioni di alcune funzioni di Cassa, di cercare di arginare i problemi del sistema finanziario solo a Cassa. E per essa servirà un ulteriore intervento pubblico per cui il debito passerà al 55% del Pil. Avremo bisogno di una patrimoniale ogni 3 mesi solo per mantenere il debito dello Stato. Non trovo nessuna proposta nuova ma solo idee ‘trite e ritrite’ che si sono già in passato dimostrate un fallimento, come la vendita di immobili ai forensi o emissioni di bond, proposti come panacee di tutti i mali, quando il cancro vero è il sistema. Se non si taglia la testa a chi prende le decisioni al posto vostro, se non cambiamo regia, il paese sprofonderà ancora di più. E’ compito dei consiglieri aprire gli occhi ai cittadini e non è demagogia ma responsabilizzare i cittadini.

Pierluigi Zanotti, Rf
In questa fase non semplice da un punto di vista economico e finanziario siamo di fonte a un piano strutturato del governo che aggredisce il problema alla radice senza palliativi, che trova il supporto di una organizzazione credibile come l’Fmi. Non si stanno nascondendo problemi, né rinviando soluzioni. Il Fondo in questi giorni sta verificando le tempistiche dei processi. Sono incontri non formali, ma anche passi importanti per un miglioramento continuo. Certamente mon dobbiamo appiattirci a quello che ci dicono gli altri, come lo stesso Fmi, ma trovare nostre ricette. Abbiamo specificità che conosciamo bene e con l’aiuto di esperti possiamo implementare le soluzioni più adatte. In questo avrà un ruolo centrale Bcsm, e per questo non capisco come sia stato possibile tentare di rinviare la nomina del suo presidente. La politica delle ‘bocce ferme sine die’ non è una scelta sensata. Tutti i problemi sollevati, e su cui dall’opposizione in questi giorni si sono stracciati le vesti, vanno trattati in sede di giustizia. A certe persone piace più il giustizialismo che la giustizia, ma grazie a dio esiste ancora uno Stato di diritto.
Urgono soluzioni e la strategia di governo appare chiara: revisione della spesa pubblica, pa, riforma delle pensioni, passaggio all’Iva… La patrimoniale è necessaria per partire, ma non può essere una misura strutturale. Abbiamo una situazione attuale che deriva da scelte pregresse, basti pensare i milioni investiti in Carisp, ma di fronte al disavanzo strutturale di bilancio, che alternativa abbiamo? Facile fare petizioni contro la patrimoniale, ma allora bisognerebbe anche spiegare come reperire risorse, visto il mancato introito che avremo senza di essa. Quando Forcellini parla di incremento del debito/Pil dal 22 al 55% si contraddice: se il debito è raddoppiato, non è che lo ha creato Celli o  il governo, ma che c’era già in pancia alle banche. Non lo abbiamo creato dal nulla, lo abbiamo solo reso evidente, prima era nascosto all’opinione pubblica. Qui non si tratta di far vincere o perdere maggioranza o opposizione. Qui vince o perde il Paese.

Roger Zavoli, Rf
Dispiace sentire ancora attacchi e polemiche, specie dai consiglieri Dc che hanno governato fino al 2016 e non hanno intenzione di creare il clima dialettico necessario. Il paese ha bisogno di strategie reali, non di teorie del complotto e spallate per far andare a casa il governo.  I passaggi prioritari per Fmi sono il risanamento delle banche, la ristrutturazione della Cassa di Risparmio; la gestione dei crediti non performanti. lI paese ha bisogno di credibilità e  di un maggiore allineamento ai parametri internazionali e pertanto vedo con favore l’avvicinamento al Fmi che può facilitare l’accesso ad altri istituti internazionali. Abbiamo bisogno di finanziamenti per avere un quadro delle finanze sostenibile, per questo servono sacrifici.

Denise Bronzetti, Ps
Rileggendo i passaggi salienti della relazione del segretario di Stato alle Finanze e ascoltando gli interventi di maggioranza, voglio provare a prendere per buono quello che si dice essere la strategia, l’idea di governo e maggioranza per far uscire il paese dalla crisi. Vorrei però chiedere se con i tecnici Fmi vi siete confrontati su quel famoso documento che prima si diceva che non esisteva, poi esisteva, ma era carta straccia. E’ stato mandato infatti al Fmi da qualcuno e vorrei sapere se vi siete confrontati e se ‘torna’ la lettura su Cassa, le cifre e i bilanci di Cassa con il fondo.
L’accusa rivolta all’opposizione, cioè quella di giocare allo sfascio creando situazioni più gravi di quanto fossero in realtà, forse Zanotti andrebbero rivolte a chi ha gestito Banca centrale come ci è capitato di leggere nelle vicende giudiziarie, a Confuorti e alla ‘banda bassotti’ che hanno giocato allo sfascio e per la svalutazione di quei crediti su cui non si vuole fare luce. Forse allora riuciamo a capire perché è stato svalutato quel bilancio di Cassa di risparmio.  Caro collega Zanotti, le responsabilità politiche vanno accertate, come sosteneva allora, ai tempi del Conto Mazzini, anche la sua collega Valeria Ciavatta in quest’Aula. Non giochiamo su chi è giustizialista e chi non lo vuole essere, accertare responsabilità politiche è nostro compito e non lo può fare nessun altro al posto nostro.

Jader Tosi, C10
Era quindi meglio non sapere? Il debito lo avevamo anche prima, non oggi, ma non eravamo nelle condizioni di metterci al riparo. In commissione Finanze qualcuno di ben preparato ci ha fatto notare come banche coinvolte con Cassa nella vicenda Delta hanno potuto accantonare le perdite e non avere quelle perdite emerse all’improvviso perché non è stata fatta sana e giusta amministrazione. Questo è quello che è avvenuto. Nel 2016 è stato dato mandato a chi allora ricopriva ruoli di amministrazione in Cassa di andare a ricercare le possibilità di cessione degli Npl, e sono state valutate le proposte migliori. Ma si fa finta questi atti siano stati campati in aria. Quando si fa a parlare seriamente quando si cade dal pero?  Inutile iniziare un discorso citando Gandhi e usare poi violenza verbale nei confronti Paese. Le parole sono pietre e invito tutti a moderare le parole e ad andare ad atti concreti di condivisione.

Oscar Mina, Pdcs
Chiedo al Segretario qualche dettaglio in più sulla strategia per Carisp, per esempio sugli interventi che accenna di esternalizzazione, per un istituto che rappresenta il 30% del comparto. Nella relazione si dice proprio di voler concentrare le crisi sulla banca dello Stato, si parla poi di una imponente azione che si dovrà concretizzare in un probabile altissimo costo collettivo, ma anche in investimento reddituale per lo Stato. E’ una definzione supportata da elementi di riposizionamento dell’istituto che è fulcro del sistema bancario? Sugli Npl si denota una incronguenza di fondo quando si dice della possibilità di creare una società di gestione di crediti non performanti per le banche, anche per Cassa. Ci dovrebbe spiegare la contraddizione dal momento che avete svenduto i crediti Delta. Si parla di cabina di regia del Fmi per supportare le esigenze finanziarie di San Marino, ci si prospetta di istituire organismi nuovi come ‘l’ufficio debito pubblico’, individuare altre agenzie di rating oltre Fitch…posso anche convenire per certi versi, ma ci pare la conferma che i provvedimenti che avete adottato- mimimun tax, patrimoniale- siano tutto tranne che straordinari. E come mai non menziona mai il ruolo di Abs? Mi auguro davvero che le strategie menzionate nella sua relazione servano ad uscire da una situazione imbarazzante.

Vanessa d’Ambrosio, Ssd
La relazione del Segretario Celli è estremamente chiara, fotogra la situazione del paese che necessita di riforme strutturali profonde e del consolidamento del sistema bancario e la suaapertura all’esterno, non più procrastinabile. Indispensabile è ricreare fiducia nel sistema bancario. Bene ribadire che alcune raccomandazioni in termini di accountability e vigilanza hanno avuto applicazione. Quindi Cassa di rispamrio richiede una profonda ristrutturazione per tornare ad essere solvibile, e l’intervento di ricapitalizzazione va visto come un investimento per lo Stato.  Ma venendo al tema dei temi: intervento Fmi si o no? Concordo con quanto detto dal Segretario, bisogna ricercare il più ampio coinvigimento delle forze politiche, sindacali e datoriali, senza ulteriori ritardi e rinvii. Il punto non è se ci serve o meno l’intervento del Fondo ma cosa ci serve. Questa maggioranza non si gira dall’altra parte e non sostiene che con piccoli correttivi si mettano a posto le cose. Il mio appello a  tutti voi, e anche alle associazioni datoriali e sindacati, in gioco non c’è la stabilità di un governo, ma del Paese. Sforziamoci tutti di prendere coscienza di ciò, di metterci al tavolo per trovare soluzioni e non perdere tempo.

Alessandro Bevitori, Ssd
Sono d’accordo che Cassa di risparmio debba avere un percorso a sé stante e, come la relazione dice, che debba essere tenuta separata. La gestione pubblica degli Npl: voglio rilanciare la nostra proposta che era di creare una struttura sammarinese su cui riqualificare il personale delle banche sammarinesi e riconvertirlo, può essere anche un business per San Narino, non è solo un vantaggio gestirli internamente. Piano di stabilità: deve prendere in considerazione lo sviluppo ecoomico. Dobbiamo cercare di trovare insieme soluzioni che servono al Paese e riscoprire un clima anche di solidarietà intergenerazionale. Lancio l’ennesimo appello non solo all’Aula ma anche ai cittaidni sammarinesi per riscoprire questa solidarietà all’interno del Paese necessaria per superare questa sfida e sono convinto che tutti insieme ce la possiamo fare e la storia ci insegna così.

Luca Santolini, C10
A chi si chiedeva dell’aggiornamento dell’Aqr a cavallo di due visite del Fmi, quello che dice il Segretario è che c’è stato un aggiornamento e dopo l’imminente visita si potranno avere dati aggiornati. Poi sulle responsabilità politiche citate da Bronzetti le rispondo che certo, vanno ricercate all’interno di quest’Aula una volta ci sarà qualcosa di definitivo, non su un documento che ancora non ha prodotto un rinvio a giudizio, non per un documento in cui si palesa, tra l’altro, la posizione contraria del Segretario verso le proposte della ‘banda bassotti’. Massima disponibilità quindi. Con l’Fmi si è avviato un confronto sul risanamento del comparto bancario che si concretizzerà con un nuovo intervento su Cassa di risparmio- speriamo sia l’ultimo- e lo stesso Fondo ci dice di limitare interventi a Cassa. Crrsm è il fulcro di quella relazione, è una banca che ha già visto 220 mln di euro di iniezioni di capitale nella passata legislatura, senza che si siano risolti i suoi problemi di bilancio. Ora che i crediti sono stati portati al loro reale valore di mercato, con asta pubblica e offerte congrue e ritenute tali da altre 90 banche italiane, si è è creato un altro buco, ma speriamo definitivo. Oggi Cassa ha ancora un buco di capitale ingente da coprire e costi elevati di gestione, non ci sono alternative, il buco va chiuso e i costi di gestione ridotti per far sì che torni a fare utile. Smaltire Npl alleggerirà il costo di gestione in bilancio e riporterà liquidità, questo lo si può fare solo con piano industriale coraggioso, ma ogni soluzione va valutata con attenzione, anche per tutelare la forza lavoro, ma per questo serve disponibilità di tutti, in primis forze sociali, perché si mettano al tavolo.

Lonfernini Lorenzo, Rf
Osservare oggi un’Aula semi-deserta, in particolare nei gruppi di opposizione, quando si parla di un argomento che dovrebbe interessare tutti, lascia interdetti. Risanamento dei bilanci delle banche private, ristruttarazione di Cassa di risparmio, gestione di crediti non performanti: sono le tre linee indacate dalla relazione su cui intervenite. Su Cassa  assolutamente è necessario mettere in campo un piano industriale rispetto al quale ci piacerebbe avere qualche linea prelininare, spero questo sia di stimolo al Cda. Per le banche private: è evidente che i piani di risanamento di banche private non li deve redarre Banca centrale, né tanto meno il governo, devono impegnarsi a produrli le banche e Bcsm deve verificare la credibilità di questi piani. Il tutto deve avvenire con modalità di dialogo, non di scontro frontale. Poi il discorso sulle consulenze del governo per il piano di stabilità, per confrontarsi con Fmi etc.. Quando ci si deve confrontare con tecnici iper specializzati di queste organizzazioni, il politico credo abbia bisogno di avvalersi di consulenze o competenze interne a Bcsm, la cosa importante è che le linee politiche le dia il governo, non consulenti o tecnici di Banca centrale. Di tutto il pandemonio fatto ieri sull’ordinanza, mi sta a cuore la certezza che in tutto questo lasso di tempo le linee politiche le abbia dettate governo, non tecnici esterni o di Bcsm.

Guerrino Zanotti, Sds Interni
Si cerca di far passare l’idea che la situazione attuale dei conti pubblici ed economica sia figlia delle scelte fatte esclusivamente in questo ultimo anno e mezzo, dimenticandosi completamente che ciò che ha provocato maggiori difficoltà di sistema, è proprio la crisi settore bancario prodotta dal 2008 in avanti, in seguito alle fasi che hanno visto l’uscita capitali con la voluntary disclosure. Questo va detto. L’anno e mezzo di attuale legislatura non ha creato tutti questi problemi, ha cercato di evidenziarli, forse non li ha gestiti nel migliore dei modi? Ma non ha creato danno maggiore, considerando che il  sistema bancario rappresentava il 30% del bilancio dello Stato. Si deve anche dire che le azioni di questo anno e mezzo, intraprese anche nella passata legislatura con un forte innesto capitale in Cassa, servono non a salvare i banchieri, ma il sistema bancario e i risparmi dei cittadini sammarinesi.
Il percorso poi non può non riguardare poi la riduzione della spesa corrente e una revisione della struttura della  Pa che la renda più snella, efficiente e che sia motore di sviluppo per il sistema San Marino. In questo dibattito, dall’opposizione sono giunte critiche, anche legittime, ma nessuna proposta concreta. Si è detto di misure insufficenti, inique, ma non ho sentito una sola proposta. Così non si risolvono i problemi dello Stato.

Dalibor Riccardi, Indipendente
Quate persone coinvolte nelle vicende sollevate dall’ordinanza sono tuttora presenti in organismi su cui il Fmi ci chiede di intervenire? Il dubbio deve venire a tutti in Aula. Finchè non ci sono controlli della magistratuta si rischia di intervenire sul sistema quando ci possono essere coinvolgimenti in alcuni comparti, mi riferisco a Cassa ma anche a Bcsm, che potrebbero essere contaminati da queste azioni che meritano attenzione da parte della magistratura. I dubbi non me li può risolvere il governo o la maggioranza, ma solo la magistratura. Personalmente mi trovate d’accordo sull’aiuto al Fmi e sugli spunti della relazione, ma non sulla tempistica in cui vogliamo fare queste cose. Come fa invece questo governo a dire che bisogna andare ‘a 100 all’ora’ quando ci sono segnali di allarme?

Fabrizio Francioni, Ssd
La relazione di Celli è molto importante perchè ci illustra quale sarà l’inizio di un percorso in collaborazione con Fmi. Si tratta di interventi molto importanti che vanno ad incidere sui vari comparti economici dello Stato. Per questo motivo sarebbe auspicabile da parte di tutte le forze in Aula, di tutta la cittadinanza, una maggiore predisposizione a collaborare e fare anche delle proposte. Che continuano a mancare, nonostate sia stato stabilito un ‘contro tavolo’. Arrivano solo critiche e soprattutto arrivano da esponenti di quel partito che per 30 anni ha governato e ha amministrato il proprio clientelismo ed elettorato. E oggi la società sammarinese ne risente, tutti tutelano i propri interessi e nessuno pensa al bene del Paese. I problemi vanno affrotnati ed è ciò che non è mai stato fatto negli anni e che è stato tenuto nascosto lo dobbiamo risolere e anche in tempi stretti e non è certo colpa di questa coalizione che si trova da un anno  mezzo al governo.

Gian Carlo Capicchioni, Psd
Mi ritrovo un po’ nelle conclusioni del segretario Celli. Sono enunciazioni che evidentemnte fanno presa e come non condividerle? Bisogna trovare il modo per potere tutti quanti remare nella stessa direzione. Pensare al Paese è la priorità. In questo momento è quello che dobbiamo fare tutti quanti. San Marino oggi si trova in difficoltà economiche, ma soprattuto di credibilità. Non siamo in grado di fornire credibilità all’esterno per far  in modo che il paese sia accreditato e accompagnato da organismi sovranazionali in processi di ristrutturazione e risamento. Anche se la pensiamo in modo diverso dobbiamo trovare il modo di confrontatarsi sulle azioni che si devono porre in essere, per riportare il Paese agli standard e al benessere che merita. Nella relazione il Segretario cita il piano di stabilità nazionale. È impensabile si possa tirare dritto come è stato fatto e vorrei che non si procedesse come fatto altrove, quando si è chiesto di fermarsi un attimo per ragionare insieme. Chiedo un confornto perché queste direttrici e riforme enunciate sono poi quelle che erano nel programma del governo precedente- penso all’Iva, alla riforma previdenzale- cose che purtroppo non si sono realizzate per mancanza di coesione nella passata maggioranza. Sull’Iva c’è un progetto pronto, approvato dalla Commissione europea, che non è stato realizzato nella precente legislatura per disaccordi in maggioranza, ma se il governo avesse preso la palla al balzo sarebbe stata già operativa. È stato accantonata e abbiamo perso due anni, forse tre. Anche la riforma dell’ordinamento contabile è stata osteggiata dalla precedente maggioranza. Anche quello era un progetto su cui lavorare.

Nicola Selva, Rf
Come maggioranza avevamo 2 strade: rinviare e rimandare i problemi, e la situazione poteva degenerare al punto che non fosse più sostenibile, l’altra portare a una conoscenza reale dei problemi e iniziare a risolverli. La maggioranza ha scelto la seconda. Nella relazione, il Fmi ha spiegato che ha apprezzato la concretezza delle proposte per attuare la soluzione problemi nel corso prossimi anni.  Ritengo la collaborazione con Fmi vada rafforzata, soprattutto in ottica di credibilità internazionale.

Francesco Mussoni, Pdcs
Sentendo i consiglieri di maggioranza, mi sembra di assistere più a un funerale che a un dibattito di rilancio del sistema, però è così. Ci rendiamo tutti conto della gravità dei problemi del Paese. Il problema che si aggiunge qui è il metodo del confronto.  E’ sbagliato puntare il dito contro 20 anni di governi precedenti. Se iniziamo a fare uno sforzo, probabilmente anche il dialogo con parti sociali e opposizioni sarebbe più facile. Quando un mese e mezzo fa l’opposizone cercava un confronto sull’Odg per il Fmi, e per due paroline non l’abbiamo voluto il confronto, oggi ci poteva esserre un dibattito diverso. E forse in questo mese si poteva lavorare diversamente. Questo documento può piacere o meno, è positivo ci sia un riferimento del Segretario, dopo l’incontro con il Fmi. Ma signori il rapporto con il Fondo prescinde dal governo attuale e dalle persone attuali. Non possiamo parlare neanche di riforme che non ci sono, ma di intenti, quindi bisogna rompere l’ipocrisia di fondo. Siamo tutte persone che vogliono bene al proprio paese e consapevoli che è sull’orlo precipizio? Allora bisogna trovare una formula politica che segua gli intenti. Bisogna che abbiate il coraggio di riconoscere dei passagi sbagliati, non vuol dire riconoscere la storia degli ultimi 30 anni, ma fatti nache recenti. C’è un tentativo, lo riconosco, c’è un tavolo politico con le forze di opposizione in corso, ma manca una lettura politica che unifichi questo paese e che renda ogni riforma possibile. Se no possiamo dire che le vogliamo le riforme, ma non si faranno senza unità di intenti e allora non si può continuare a giocare al gioco governo/opposizione. Serve che ci riconosciamo dignità, che ci riconosciamo, che ognuno riconosca l’impegno dell’altro, anche se non lo condivide, serve che ci riconosciamo persone per bene. Oggi non voglio fare un dibattito sul passato ma sul futuro. Cambiate impostazione, non dividete, non giudicate il passato.

Luca Boschi, C10
Anche il neo presidente di Bcsm in audizione ha sostenuto che l’aiuto del Fmi è ineludibile. Fmi ci ha chiesto di diventare un paese serio e sostenibile e per questo ci ha chiesto un serie di riforme, anche impopolari, ma che possono fare il bene del paese, responsabiltà dovrebbe essere anche quella dell’opposizione che non dovrebbe strumentalizzare troppo per massimizzare il consenso politico, ma piuttosto fare proposte alternative alle nostre, sempre nell’interesse del paese. Sono riforme annose e il paese ha fretat che vengano portate a casa: sistema previdenziale, tasaszione indiretta, mercato del lavoro, Pa, e sopratttutto sistema bancario e finanziario. Se non riusciremo a trovare coraggio e responsabilità per spiegare ai nostri concittadini la situazione in cui siamo e le azioni per uscire dallo stallo, metterlo in salvaguardia e rilanciarlo, il paese non lo risolleveremo più. A Mussoni: convidivo che problematiche così complesse e riforme importanti devono essere fatte con la più ampia condivisione, concordo che bisogna prima legittimarsi a vicenda, ma chiedo a lui se l’atteggiamento dei suoi colleghi di partito e di opposizione vadano in quesa direzione, a me non sembra proprio.

Marco Nicolini, Rete
Ho letto la sua relazione Segretario.  Leggo che le azioni su Cassa saranno un investimento ad alto potenziale, me lo auguro. Vedo che cita marginalmente l’internazionalizzazione dei nostri istituti, senza la quale non si andrà da nessuna parte. Dobbiamo sfondare su altri territori e proporci come avanscoperta per aziende orientali sul territorio europeo, ma va fatto con gente coraggiosa, con chi ci ha portato con un piede oltre al baratro non si può far nulla. Lei auspica massima condivisione sul prestito Fmi, che diventerebbe la 4^ torre nella nostra bandiera biancoazzura per i decenni avvenire. Non ne faccio colpa a lei, al suo esecutivo o a quello precedente, che tanto è lo stesso. Ci siamo riempiti i vertici di istituti finanziari di incompetenti e ladri.

Marco Podeschi, Sds Istruzione 

Il problema non è nel non ricercare colpe del passato o l’esigenza di ricercare massima condivisione nazionale. Il problema è che queste affermazioni arrivano dopo due giorni di grida, minacce, accuse, dopo la pubblicazione di documenti riservati del tribunale…quando si invoca il rispetto- e io ho rispetto del Pdcs- vorrei ricordare allora che in questo periodo esiste Repubblica futura e che Alleanza popolare è un po’ che non esiste più. Vorrei anche ricordare che a Rf ci sono persone che non hanno avuto ruoli di governo e di maggioranza negli ultimi anni.
Certo che i cittadini possono dissentire a quello che facciamo, non ho mai visto cittadini contenti quando eleveremo la patrimoniale o quando e se ridurremo stipendi, né io faccio i salti di gioia a dire che oggi c’è una situazione completamente diversa da 10-15 anni fa quando, diciamocelo, si asfaltavano strade private per fare favori agli amici. Ma la colpa non è della politica ma è di tutti, i politici sono eletti dai cittadini. Me le ricordo poi le visite Fmi di qualche anno fa, erano una burletta, si tiravano fuori i dati e si cercava di tenere buoni i funzionari, e si proseguiva fino al prossimo bilancio. Oggi non è così. Il mondo oggi è completamente cambiato attorno noi. L’italia stessa è cambiata. Non abbiamo più l’amico che può darci una mano, li dobbiamo risolvere noi  i nostri problemi. Se il problema è solo mandare a casa Podeschi e i suoi ‘6 amici’ non è un problema, ma i problemi che ci siamo trovati sul tavolo l’anno scorso non li risolviamo così, e uno dei fattori più importanti che abbiamo è il tempo, dare risposte subito.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
La situazione si è aggravata dopo un anno e mezzo di questo governo, il problema non è come dice Tosi e altri, con vanto, che ‘noi abbiamo fatto emergere la realtà e non abbiamo nascosto nulla’. Allora mi chiedo se vivono su questo pianeta o dove. Piuttosto che preoccuparsi degli ‘scoop’, dovrebbero preoccuparsi se quelle cose sono vere, i contenuti di quella ordinanza dove si dice che certi decreti sono stati scritti fuori dalle istituzioni, e stessa cosa per le scelte su Cassa e su Asset, su Aqr. Oggi dopo aver creato una situazione del genere, in cui i problemi sono stati ampliati con certe scelte, si apre concretamente la strada di un finanziamento al Fmi. Tra le indicazioni del Fmi, ci fornisce  anche le tempistiche sugli effetti. E sono tutti interventi che hanno necessità di un confronto con tutti i soggetti coinvolti.  Sono interventi che portano sì a una riduzione della spesa ma anche all’incremento dell’imposizione fiscale sui cittadini. Dobbiamo valutare se le proposte sono sostenibili per il Paese senza incrementare le difficoltà per famiglie e piccole aziende. In una situazione come questa è necessario un confronto massimo e più ampio con tutti i soggetti coinvolti, forze sociali, economiche e politiche che devono ragionare se prima di andare a fare debito con l’organismo internazionale ci possono essere azioni interne per ridurre limpatto dell’incremento del debito estero. E la proposta che è stata bocciata dalla maggioranza, respingendo un Odg che chiedeva un tavolo di intervent0 pluriennale, che pure è stato bocciato, è tuttora attuale, prima di aprire la stagione del debito estero.  dopo crisi partita da 2008.

(…)

Eva Guidi, Ssd, dà lettura Odg maggioranza

Il Consiglio Grande e Generale (..) impegna il congresso di Stato ad aggiornare periodicamente i gruppi consiliari attraverso la Commissione consiliare III^ circa le modalità di reperimento delle risorse finanziarie per la messa in sicurezza del sistema, conferma il percorso intrapreso dal congresso di Stato con il Fondo Monetario internazionale, finalizzato principalmente all’accreditamento del percorso di riforme intrapreso dalla Repubblica di San Marino sia nei confronti di potenziali investitori, sia nei confronti di organismi internazionali, volto anche all’apertura di nuovi mercati e alla creazioni di maggiori opportunità per le imprese sammarinesi.

 

Repliche

Simone Celli, Sds per le Finanze
Gli interventi hanno messo in evidenza posizioni diverse che non necessariamrnte convergono con la linea di azione del governo, è comprensibile, ma mi pare che i toni degli interventi siano stati più accettabili rispetto al dibattito della nomina della presidenza Bcsm. Ciò viene colto con favore dal governo perchè riteniamo su questioni strutturali, come quelle affrontate nella mia relazione, sia l’atteggiamento che permette di sviluppare la discussione più sensata, logica e costruttiva che permetta di individuare una sintesi. Con questo dibattito non si chiude assolutamente la fase di confronto iniziata qualche settimana fa sul piano di stabilità nazionale. Quella è la fase preliminare che si completa con questo dibattito e vorrei chiarire un aspetto sollevato da Rete: non ci siamo presentati al Fmi con un piano definitivo di stabilità, ma con linee di indirizzo presentate già in sede di commissione consiliare Finanze. Non ci permetteremo mai come delegazione di governo di confrontarci su un documento ufficiale. Erano solo linee di indirizzo su cui abbiamo avuto modo di confrontarci a fine mese di marzo. Il confronto con Fmi sta proseguendo, la visita in corso è più di carattere tecnico, sull’ aggiornamento Aqr, c’è un confronto con l’amministrazione finanziaria dello Stato per effettuae una ricognizione sugli ultimi dati. C’è stato uno sforzo encomiabile nell’aggiornare i dati mensilmenti relativi alle finanze pubbliche ed è un passo in avanti per affrotnare certe sfide. Questa missione di carattere tecnico rappresenta una opportuntà ulteriore, una missione a titolo di assistenza gratuita del Fmi non era scontata. Probabilmente nella terza decade giugno ci sarà visita la ufficiale del vice direttore del Dipartimento europeo, una delle massime figure della dirigenza internazionale Fmi, questo significa come ci si stia conquistando un elevato livello di fiducia e credibilità per il Fondo. Nei prossimi mesi il lavoro deve essere il più possibile concertato, prendo l’auspicio fatto dal suo consigliere Mussoni e lo faccio mio. Ci sono azioni impegnative che richiederanno per essere portate a compimento la massima condivisione,.il problema oggi è la fase di ristrutturazione del settore bancario e finanziario, da portare avanti. In tempi rapidissimi va definito il piano perché gli istituti possano risanare il bilancio e definire piani di ricapitalizzazione credibili, per mirare al rispetto di parametri internazionali Basilea 3. La profonda ristrutturazione di Cassa è un impegno massimo per i governo, c’è la decisione di voler intervenire con una forte iniezione di capitale con risorse pubbliche, sarà un intervento oneroso a carico dei contribuenti ma da considerare un investimento perché la Cassa torni ad essere profittevole e ci sarà un ritorno futuro, e creare condizioni perché il quadro generale della finanza pubblica possa sostenere un livello indebitamento al 55% e si possa portare un avanzo primario. Confido il clima con toni costruttivi possa essere riconfermato, massima disponibilità al confronto, faremo davvero il massimo sforzo per poter arrivare a una piattaforma più condivisa possibile.

10 maggio 2018
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