Def, Brunetta e Tria ‘quasi amici’: scintille alla Camera

ROMA – ‘Assiomatici e apodittici’. Non è un libro inedito di Umberto Eco, ma lo scambio di accuse tra Renato Brunetta e Giovanni Tria sulla nota di aggiornamento del Def.

I due professori si beccano ripetutamente nel corso dell’audizione del ministro alla Camera, tanto da sembrare non più in sintonia come un tempo. Dagli scritti a quattro mani di qualche anno fa si passa oggi a un’amicizia che un osservatore esterno giudicherebbe quasi in crisi, visti gli attacchi che i due economisti si lanciano in commissione sulla strategia economica del governo.

Il primo a sferzare il colpo è il ministro Tria che definisce i ragionamenti di Brunetta “assiomatici”. Con i suoi toni calmi e moderati è lo stesso Tria a ricordare la vicinanza che fu: “Al mio amico Brunetta posso dire con la massima stima che il suo discorso e’ un po’ assiomatico perche’ non parte dall’analisi del Def, ma in sostanza dice ‘andiamo verso una crisi finanziaria e nulla si puo’ fare’. E’ evidente che se c’e’ una crisi finanziaria e’ un problema, ma non sono d’accordo nel dire che la crisi e’ prodotta dalla manovra, l’incertezza sui mercati viene dal ‘piano B’ che il governo ha gia’ smentito”.

Parole cortesi, o quasi, visto che poco prima il deputato di Forza Italia ne aveva usate altre meno gentili, pregando l’inquilino di via XX settembre di non fare la “foglia di fico di politiche disastrose”, chiedendo in ultimo “coerenza e responsabilità”.

Sul richiamo alla coerenza, però, Tria non transige e risponde all’amico: “Non ho cambiato idea, la critica all’austerity l’ho portata avanti da molti anni, io non ho cambiato visione, abbiamo scritto anche cose insieme su questo”.

Torna il sereno, quando il ministro dell’Economia si dedica alle domande degli altri parlamentari. Ma le amicizie vere non si eclissano d’emblée. Brunetta alza la voce e fuori dal microfono interrompe “l’amico Giovanni” più volte. Tria ribadisce che di fronte a una crisi finanziaria “il governo farà quel che deve fare”.

Brunetta sbotta: “Questo e’ un ragionamento apodittico”. Il ministro lo riprende subito: “E’ apodittico perche’ non c’e’ altro che essere apodittici”.

A mettere fine al duello in commissione ci pensa il presidente della Bilancio Claudio Borghi, che spegne il microfono a Tria per evitare il protrarsi del dibattito con Brunetta.

L’ex capogruppo di Forza Italia lascia l’aula ma non ha l’aria dello sconfitto. Anzi. Siamo di fronte a una amicizia ormai in crisi? “No assolutamente”, precisa. “Certamente abbiamo scritto delle cose insieme contro l’austerity ma per fare investimenti e per avere un piano Juncker da mille miliardi di euro. Questi erano i nostri scritti di allora, non il reddito di cittadinanza”, sbotta Brunetta, che chiosa con una battuta: “A me piaceva il Tria rigoroso, evidentemente adesso è diventato il Tria del balcone”.

9 ottobre 2018
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