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Stadio della Roma, nuova conferenza dei servizi: ecco come è cambiato il progetto


ROMA – Circa 212.000 metri quadri di cubature complessive, suddivisi tra l’impianto calcistico, l’area convivium, e il business park orfano delle tre torri di Libeskind previste nel precedente progetto targato Giunta Marino. Si aprirà a settembre, ragionando su questi numeri e queste caratteristiche, la nuova conferenza dei servizi dedicata allo stadio della Roma che sorgerà nell’ex ippodromo di Tor Di Valle.

Ad oggi le cubature sono così distribuite: 52.000 metri destinati allo stadio, 20.000 per l’area commerciale (negozi, Nike store, ristoranti e bar) e 139.000 per il business park. A questa nuova impostazione, comprese le novità sul tema trasporti, si è arrivati dopo un iter burocratico che ha compreso due delibere per la pubblica utilità, la prima sotto l’amministrazione guidata da Ignazio Marino del dicembre 2014, l’ultima, approvata dall’Assemblea capitolina a maggioranza 5 Stelle a giugno di quest’anno dopo il parere negativo della prima conferenza dei servizi regionale.

Il ‘nuovo’ pubblico interesse prevede quindi una serie di opere a carico del privato e proponente del progetto, ‘Eurnova’, senza le quali non ci sarà nè calcio d’inizio nè apertura del business park. Tra le più importanti: il ponte ciclo-pedonale che collegherà lo stadio alla stazione della Roma-Lido, l’unificazione della via del Mare a via Ostiense nel tratto Marconi-Gra, il secondo ponte ciclo-pedonale tra la fermata Magliana e l’area dello stadio, la messa in sicurezza del fosso del Vallerano e di quello dell’Acqua Acetosa Ostiense (unici tratti considerati dai tecnici a rischio idro-geologico), la realizzazione del parco fluviale di 34 ettari con videosorveglianza (secondo la prima versione era di circa 80 ettari) e la sistemazione delle aree golenali con la previsione di banchine di attracco.

A differenza del precedente progetto, spariscono: il ponte carrabile ‘di Traiano’, la riqualificazione della stazione Tor Di Valle (prevista solo una ‘parziale’ rispetto a quanto contenuto nella prima delibera) e il potenziamento della Roma Lido. Quest’ultima, non depennata ma ridimensionata: i treni da acquistare per migliorare la vita di tifosi e pendolari, dagli iniziali 16 sono passati a 5-6. Della riqualificazione della linea a livello infrastrutturale se ne farà invece carico la Regione Lazio con un intervento che non va ad inserirsi nel progetto stadio della Roma.

Sarà proprio il ponte di Traiano il vero nodo della discordia: buona parte delle prescrizioni da parte dei ministeri competenti sono arrivate proprio per la sua cancellazione, la quale metterebbe a rischio la mobilità dell’intero quadrante in occasione degli eventi sportivi. Difficile, qualora non venisse reintegrato nel progetto con un possibile aumento delle cubature a favore del proponente, che l’esito della prossima conferenza dei servizi possa essere favorevole.

09 agosto 2017

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