A Expo la lotta alle frodi alimentari, Lorenzin: "Grande iniziativa" - DIRE.it

A Expo la lotta alle frodi alimentari, Lorenzin: “Grande iniziativa”

MILANO – Expo diventa per due giorni il teatro del contrasto alla frode e a favore della sicurezza alimentare. Con il patrocinio del ministero della Salute e con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, infatti, si discute e ci si confronta su quello che può essere annoverato come uno dei crimini più diffusi degli ultimi tempi. Expo mette il cibo al centro definendolo come elemento primario di prevenzione sanitaria, dunque sicurezza e qualità sono i due parametri su cui deve essere settato il processo di controllo. Grande commozione, in apertura, nell’auditorium del Padiglione Italia, nel ricordo del generale dei Carabinieri Cosimo Piccinno, alla guida dei Nas, ideatore del progetto e prematuramente scomparso.

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“Vorrei innanzitutto ricordare il generale Cosimo Piccinno- ha detto il ministro Beatrice Lorenzin in videoconferenza- che ha grandissimi meriti e può essere considerato il padre di questa grande iniziativa: ricordo ancora quando venne nel mio ufficio a propormi il suo progetto, pochi giorni dopo il mio insediamento”. Insomma, l’Italia, culla della diversità alimentare e della dieta mediterranea, può e deve essere forza trainante nell’imposizione del progetto ‘One health’, in cui la salute deve essere priorità trasversale, coinvolgendo settori come l’agricoltura, ma anche l’educazione: sicurezza alimentare, salute animale e salute umana fanno parte di un sistema globale di controllo di filiera.

Video Davide Landi

Una buona alimentazione significa anche risparmiare in spese farmaceutiche: prendendo ad esempio il diabete si scopre come “con una corretta alimentazione si possono risparmiare 3 miliardi di euro in investimenti farmaceutici e medici per contrastare questa patologia” ha dichiarato il ministro. L’Italia è molto sensibile alla frode alimentare, basti pensare che a livello globale è il paese che notifica di più: “171.327 ispezioni solo nel 2014”, ha ricordato Lorenzin.

“È importante che Expo sia una base di confronto per gli organi di sicurezza internazionali- ha continuato- ed è importante che possano essere tracciate linee guida globali per il futuro contrasto alla frode alimentare, che non è solo un’attività di lucro sulla salute dei cittadini ma è anche un attentato alle nostre tradizioni e alla nostra cultura”.

di Nicola Mente – Giornalista

BORRELLO: RIGIDI CONTROLLI SU PRODOTTI ALIMENTARI IMPORTATI – Nel 2014 40.199 partite di prodotti di origine animale di varia origine sono state importate nel nostro Paese. Di queste quasi il 5%, percentuale fissata in base alla media delle verifiche effettuate dagli altri Paesi europei, è stata controllata all’ingresso in Italia: su 1.875 campionamenti sono state emanate 51 allerte, di cui 13 per virus presenti in molluschi, 8 per la presenza nelle carni del batterio dell’escherichia coli con un tasso pericoloso per il consumatore finale. “Le verifiche di laboratorio stanno dando esiti favorevoli, anche perché all’estero sanno che in Italia controlliamo. Quindi, i Paesi terzi che ci inviano i prodotti si attengono alle regole nazionali e comunitarie”, spiega Silvio Borrello, direttore generale sanità animale e farmaci veterinari del ministero della Salute a margine del convegno sulle contraffazioni alimentari che si è svolto oggi all’Expo di Milano. “Siamo particolarmente attenti alle contaminazioni nei mangimi, che possono dare dei residui nelle carni ed effettuiamo controlli sull’uso di farmaci e anabolizzanti durante la fase di allevamento”, aggiunge, rivendicando la capillarità dei test effettuati all’interno dei confini nazionali. “In Italia siamo ben oltre al di sotto della media europea per quanto riguarda le irregolarità e al di sopra della media per numero di controlli”, assicura. “Gli italiani devo essere tranquilli perché esiste un sistema di controlli che prevede la collaborazione delle forze dell’ordine e dei Nas”, conclude Borrello.

VINCELLI (NAS): OCCHIO AD ACQUISTO INTEGRATORI ON LINE – È sul web la nuova frontiera dei controlli anti-contraffazione. A mettere in guardia sulla sicurezza dei prodotti acquistati su internet è il comandante dei Nas, il generale Claudio Vincelli. “È una frontiera da affrontare immediatamente”, avverte a margine del convegno sulle frodi in campo alimentare organizzato in occasione di Expo 2015 dal ministero della Salute asieme al ministero delle Politiche agricole e all’Arma dei Carabinieri. Quello delle vendite tramite la rete di prodotti contraffatti è un fenomeno, evidenzia Vincelli, “da contrastare” perché sulla rete “viene a mancare quel minimo di autodifesa del cittadino”. In particolare l’attenzione si concentra sull’acquisto di integratori. “Oltre ai farmaci- spiega il numero uno dei Nas- si deve fare attenzione ai prodotti usati dai giovani nelle palestre. Parliamo di anti-doping. Bisogna fare attezione nell’acquisto di questi prodotti”. Peraltro, evidenzia Vincelli, si tratta di sistanze “rispetto a cui il ministero della Salute ha posto particolate attenzione, visto che si tratta di prodotti che possono compromettere seriamente la salute se non sono venduti correttamente, ma su un mercato parallelo e illegale”. In generale, ricorda il comandante, dal 2012 a oggi i Nas hanno effettuato 200.000 controlli. “Di questi, 60.000 sono risultati positivi e sono state riscontrate violazioni delle norme. Questo per capire quanto sia importante l’azione preventiva e repressiva delle forze dell’ordine e in particolare dei Nas e dei Nac”, conclude Vincelli.

MINISTERO A EXPO: PRODOTTI ALIMENTARI SICURI – Gli italiani, tutto sommato, possono dormire sonni tranquilli. Perché, come rivelano i dati presentati oggi ad Expo dal ministero della Salute nel corso del convegno ‘Contrastare il crimine alimentare, rafforzare la sicurezza alimentare’, i risultati dei controlli effettuati nel 2014, conferma Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero, “sono rassicuranti”, perché “accertano uno stato generale buono”. Dalle ispezioni, infatti, è emerso un 17% di irregolarità, di cui molte “non di rilievo per la sicurezza del prodotto”. Gli oltre 40.000 test mirati a rintracciare la presenza di anabolizzanti o altri farmaci hanno evidenziato uno 0,11% di irregolarità. La guardia, in ogni caso, rimane altissima, e, rivendica Ruocco, sono proprio i tanti controlli fatti dal ministero della Salute assieme alle forze dell’ordine che permettono di scovare le frodi. “C’è un grande interesse nei confronti del settore alimentare e coloro che sono portati a comportamenti criminosi scelgono settori d’interesse. Il fenomeno può aumentare se non si fanno i controlli adeguati”, avverte Ruocco. “Per fortuna- aggiunge- il nostro Paese ha una serie di controlli sia sul territorio che alle frontiere”. Si tratta di controlli “fisici, in cui si controllano i prodotti, le etichette e la provenienza”. Inoltre, esiste “una rete di laboratori che svolge test sia sulla presenza di contaminanti e sostanze vietate, ma anche sull’adulterazione dei prodotti”. Proprio questi test, per esempio, hanno consentito di scoprire l’utilizzo della carne equina in preparati a base di carne. “Il ministero è coinvolto perché in ogni frode alimentare c’è un potenziale rischio per la salute o per la presenza di sostanze non consentite o per procedure igienicamente insicure nella produzioni”, spiega il direttore. “L’Italia- evidenzia- è sensibile al tema della contraffazione perché abbiamo una qualità da difendere. Abbiamo il dovere di mantenere questa qualità”.

di Vania Vorcelli – Giornalista Professionista

9 luglio 2015
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