Emilia Romagna

Alma Mater, sempre più studenti fuori sede e sempre più bravi

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BOLOGNA – Sempre più studenti da fuori Emilia-Romagna (sono il 45%) e sempre più laureati in corso. Ma soprattutto, le matricole che arrivano all’Alma Mater di Bologna sono più preparate che in passato. I ragazzi che superano i test d’ingresso, infatti, accumulano meno obblighi formativi rispetto agli anni precedenti. Gli immatricolati che alle prove di accesso hanno dimostrato di non avere tutte le conoscenze richieste sono scesi dal 25% dell’anno accademico 2013-2014 al 22,4% dell’anno scorso. Un dato che va braccetto con l’aumento di laureati in corso (saliti dal 43 al 58% in cinque anni) e con la percentuale di studenti regolari negli studi (l’81,4% degli iscritti ha acquisito almeno 20 crediti formativi del corso del 2014).

“In generale i ragazzi studiano di più prima di iscriversi- sostiene il prorettore alla Didattica, Enrico Sangiorgi– forse il numero programmato porta gli studenti a impegnarsi di più”. Di certo, sottolinea, “essere più preparati all’inizio porta a un successo maggiore nei tre anni”. Matricole più preparate, dunque, ma anche sempre più numerose. In questo anno accademico (2015-2016) i nuovi iscritti sono cresciuti del 3,9% rispetto all’anno scorso: 23.793 contro 22.906, al netto degli studenti di Medicina reintegrati l’anno scorso dopo il ricorso al Tar. Nel dettaglio, le matricole delle triennali sono 13.994 (+4,7%), alle magistrali sono 7.122 (+3,7%) e i nuovi iscritti dei corsi a ciclo unico sono 2.677 (+0,1%).

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La via dell’Università a Bologna

 

Per quanto riguarda i Campus, dopo il calo dell’anno scorso la Romagna torna a crescere: quasi +13% a Forlì; +5,3% a Ravenna; 2,7% a Rimini. L’unico in calo è Cesena (-1,7%), mentre Bologna cresce del 3,4%. A Ravenna, Forlì e Rimini crescono soprattutto le magistrali, mentre le triennali aumento in particolare a Forlì e Bologna. Guardando le Scuole dell’Alma Mater di Bologna, crescono le matricole a Scienze (+11,4%), grazie in particolare a Fisica e Informatica, e a Lettere e Beni culturali (+10%), dove si registrano anche quest’anno “problemi di spazio– conferma Sangiorgi- abbiamo degli incontri in programma, la situazione comunque non è drammatica”. Di certo, assicura il prorettore, “l’ipotesi del numero chiuso a Lettere non è sul tavolo”. In crescita anche le Scuole di Economia, management e statistica (+9,5%), Ingegneria e architettura (+4,7%) e Lingue (+1,3), mentre restano in sostanza stabili le immatricolazioni a Scienze Politiche (-0,9%). Calano invece a Medicina e chirurgia (-3,5%), ma solo per la riduzione di posti decisa a livello nazionale, oltre a Farmacia, biotecnologie e Scienze motorie (-1,2%) e Giurisprudenza (-1,1%). In deciso calo anche Agraria e veterinaria (-3,9%) e Psicologia e Scienze della formazione (-4,6%). Inoltre, sono in aumento anche le iscrizioni ai test di accesso per i corsi a numero programmato, che crescono dell’8,6% rispetto allo scorso anno (34.671 domande contro 31.919).

studenti stranieri

Insomma, l’Alma Mater è sempre “più appettibile- sottolinea Sangiorgi- e l’investimento per migliorare la qualità delle magistrali ha dato buoni risultati”. Ora è “importante andare avanti con questi risultati: più attrattività, intercettare meglio gli studenti nazionali e internazionali, diminuire gli obblighi formativi”. A livello mondiale “abbiamo un grande brand che dobbiamo imparare a spendere meglio- sostiene Sangiorgi- siamo come la Ferrari, non abbiamo nulla da invidiare alla notorietà” del marchio del Cavallino. Non a caso in cinque anni sono aumentati gli studenti internazionali (dal 5,9% al 7,2%) e i ragazzi che si iscrivono all’Alma Mater dopo aver preso la laurea triennale in un altro Ateneo (dal 28,6% al 44,4%).

Di Andrea Sangermano, giornalista professinista

9 febbraio 2016
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