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Il giudice chiude il ‘caso’ Marino: “Mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private”


ROMA – “Ignazio Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private”. A confermarlo sono le motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, sulla sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex sindaco di Roma sul ‘caso scontrini’. L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino era stato assolto all’inizio di ottobre dall’accusa di peculato, truffa e falso nell’ambito del processo sul caso scontrini e le consulenze della Onlus Imagine. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.

“La lettura delle motivazioni depositate dal Gup di Roma, Pierluigi Balestrieri, ha confermato quanto da noi sostenuto sin dall’inizio, e cioè che il professor Marino non ha mai utilizzato risorse pubbliche per finalità private, ma semmai più volte si è verificato il contrario”. Annunciano i legali di Ignazio Marino, Enzo Musco e Franco Moretti.

La sentenza, spiegano gli avvocati, parte dall’esame dell’imputazione di truffa ed “esclude categoricamente nel merito” che Marino sia potuto venire a conoscenza “di quei marchingegni che l’hanno determinata e della quale ha beneficiato il Pignatelli”. La sentenza esclude poi “qualunque coinvolgimento e qualunque consapevolezza” del chirurgo dem rispetto alla falsità delle firme apocrife a suo apparente nome apposte in calce a tutti i giustificativi di spesa. Si esclude, infine, “in maniera altrettanto categorica” anche la sussistenza del peculato con riferimento a tutte le cene contestate: sia rispetto alle 7 di iniziale attenzione mediatica sia rispetto alle ulteriori 49 successivamente aggiunte nel corso delle indagini.

L’onestà di Marino– hanno concluso i suoi difensori, richiamando la motivazione della sentenza- è stata dimostrata con abbondanza di argomenti e siamo pertanto pienamente soddisfatti”.

09 gennaio 2017

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