Più Ama a Roma, ecco il piano per nuovi centri di raccolta dei rifiuti e sedi di zona - DIRE.it

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Più Ama a Roma, ecco il piano per nuovi centri di raccolta dei rifiuti e sedi di zona

ROMA – Piu’ Ama a Roma. Più strutture sul territorio attraverso cui la municipalizzata dei rifiuti non solo potrà avvicinarsi fisicamente ai romani ma soprattutto sarà in grado di fornire, attraverso i suoi operatori, servizi più frequenti di quanto non riesca adesso, a causa delle distanze (a volte siderali) che il personale si ritrova a dovere coprire prima di arrivare sui luoghi da spazzare o per svuotare i cassonetti o effettuare la raccolta porta a porta. Più logistica per essere più vicini ai bisogni dei cittadini, più presidio della città, riempiendo buchi soprattutto nell’estrema periferia della Capitale, più efficienza, più valore (grazie a un patrimonio che si arricchisce di nuovi asset), meno spreco di risorse e meno inquinamento, visto che le tratte coperte dai mezzi saranno minori. Il tutto grazie a un piano, il primo vero dopo decenni, che, secondo quanto apprende l’agenzia Dire, nell’arco di quattro anni porterà (secondo i progetti di Ama) la Capitale ad avere 80 centri di recupero dei rifiuti ingombranti e di quelli da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), uno ogni trentamila abitanti.

Ma in realtà sarà molto più di questo. Perché il modello che ha in mente l’azienda per “Servire Roma” in maniera più puntuale rispetto al passato prevede che i centri di raccolta siano il nucleo attorno al quale sviluppare in tanti casi un corpo più ampio, dotato di una sede che ospiti gli operatori (con tanto di spogliatoi e locali di servizio), parcheggi per i mezzi (che in questo modo sarebbero al riparo da atti di vandalismo), centri per il trasbordo dei rifiuti (dai piccoli ‘squaletti’ usati per il porta a porta ai grandi compattatori che viaggeranno alla volta del Nord Italia) e stabilimenti. E non solo.

Dove l’ampiezza delle aree lo permetterà, il progetto di Ama prevede la realizzazione, accanto alle strutture sopra citate, di parchi gioco per i bambini più piccoli, campi di calcio o basket per gli adolescenti, che vedrebbero così il mondo dei rifiuti con un occhio diverso, anche attraverso la realizzazione (pure questa parte del progetto) di percorsi didattici. È il caso delle cosiddette zone ‘O’ ex abusive dove, nella parte destinata alla realizzazione dei servizi pubblici (mai realizzati dai privati che nel frattempo, a partire dalla seconda metà degli anni 70, sfruttarono comunque la possibilità di edificare nuovi palazzi), l’azienda di via Calderon de La Barca, anche in collaborazione con i Municipi, ha intenzione di insediare queste nuove strutture ecocompatibili (attraverso l’uso della bioedilizia) e innovative, specie dal punto di vista energetico. Per vedere dal vivo il prototipo dell’idea Ama bisognerà aspettare ancora pochi mesi. Salvo slittamenti, infatti entro, l’estate vedrà la luce il centro di raccolta di via Bonifati, all’interno di un’area a ridosso del centro commerciale di Roma Est, ricadente nel Municipio VI e fuori dal Gra. Un intervento che non solo risponde alla necessità di presidiare anche le parti più remote della Capitale ma si presta alla possibilità, considerata la vastità dell’area interessata, di aggiungere al centro di raccolta anche una sede di zona, soprattutto per la raccolta porta a porta, considerato che gli operatori che coprono quella parte di quadrante per prendere servizio partono addirittura dal Centro Carni di viale Palrmiro Togliatti.

Il progetto, che al pari di tutti gli altri che verranno e’ stato interamente redatto da personale Ama, prevede, dopo l’area di ingresso per i mezzi, una copertura di 500 mq (a protezione dei contenitori per i rifiuti) rivestita da 518 pannelli fotovoltaici. Il costo totale dell’opera sarà di circa 570mila euro, il bando scadrà l’8 febbraio e l’azienda conta di assegnare la gara entro la metà di aprile. L’area in questione è del Comune e il Municipio si è già espresso perché venga assegnata ad Ama (lo stesso, ad esempio, ha già fatto il Municipio 15 per altre aree dedicate a infrastrutture simili). Adesso non resta che il Campidoglio faccia la sua parte con la cessione in comodato d’uso. Il piano stilato da Ama prevede come primo step la realizzazione di 38 tra nuove sedi di zona, centri di raccolta per rifiuti ingombranti, centri di trasbordo rifiuti e stabilimenti entro il 2018, raggiungendo così un rapporto di 1 ogni 50mila abitanti, per poi arrivare a 80 totali entro il 2020, 1 ogni 30mila abitanti. Oggi il rapporto è sette volte tanto, 1 ogni 210mila abitanti.

L’obiettivo è riempire le fasce della città più sguarnite: il centro storico e l’estrema periferia. Tra le aree interessate, ad esempio, ci sarà anche l’ex campo nomadi sulla via Pontina, diventata col tempo un deposito di cassonetti. Un passaggio che, se andasse a buon fine, consentirebbe ad Ama di lasciare l’area di proprietà di Colari (sempre sulla Pontina), ora utilizzata come parcheggio dei mezzi, risparmiando così una parte degli 8 milioni di euro che ogni anno l’azienda paga di affitto ai privati. Aree comunali ma non solo, perché alcuni di questi nuovi centri potrebbero sorgere anche dove un tempo c’erano delle caserme in via di dismissione. È il caso del Trullo, o di Trionfale o Forte Boccea.

di Marco Tribuzi, giornalista professionista

9 gennaio 2016
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