Ad Expo le linee guida per l’allattamento: no agli integratori, si alla dieta mediterranea

Sì alla dieta mediterranea, no agli integratori durante l’allattamento. Questo il messaggio alle neo mamme partito dall’Expo, dove allo Spazio donna il ministero della Salute ha organizzato un incontro sul delicato rapporto tra alimentazione e gravidanza. Non è la prima volta che il percorso didattico del programma del dicastero confezionato per Expo tocca questo argomento. Questa volta a parlare di donna, gravidanza, allattamento e nutrizione è stata la dottoressa Alessandra Kustermann dell’Irccs Ospedale maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, esperto Onda (Osservatorio nazionale salute della donna): “La donna inizia a nutrire il feto dal grembo materno- ha spiegato- e già  questo può darci l’indicazione per cui senza un grembo non cresce la vita umana. E il parto è un momento di separazione di una simbiosi che poi però va a riunirsi nel momento dell’allattamento”.

Ma occhio alle distorsioni di questo delicato passaggio: “In conseguenza all’errata convinzione secondo cui il ruolo materno debba andare a circoscriversi esclusivamente nell’atto della poppata- ha detto Kustermann- molte donne che non riescono per vari motivi ad allattare cadono in depressioni definite post-partum, generate da preconcetti di cui è opportuno liberarsi. Altre invece allattano il proprio figlio per tempi lunghissimi, cadendo nell’errore opposto. L’allattamento è una tappa importante ma non fondamentale, la cosa più importante è seguire il sentiero dell’educazione alimentare da impartire al proprio figlio anche dopo il periodo della poppata”.

Quali sono però le indicazioni alimentari da prendere per far in modo che si possa affrontare serenamente l’allattamento? “Io direi che la dieta mediterranea offre una varietà e una quantità tale di apporto nutritivo che a mio parere non esistono particolari altre ricette- ha continuato- Sconsiglio gli integratori perché non apportano nulla in più di quello che può esserci all’interno di una dieta equilibrata, come in teoria è quella a cui siamo abituati. Ad esempio, gli integratori vitaminici sono pressoché inutili. A maggior ragione sconsiglio coadiuvanti di origine farmaceutica, e sconsiglio vivamente le diete, come anche gli eccessivi interventi disinfettanti: si pensi a quelle mamme affezionate a prodotti per lavare le verdure o altro. Purtroppo un ruolo molto forte nella diffusione di queste pratiche, come eccessive ossessioni, diete folli e integratori, lo giocano i media con la pubblicità”.

In sostanza, per affrontare in maniera migliore la gravidanza e l’allattamento, conta prima di tutto una presa di coscienza da parte della madre del proprio ruolo nel suo complesso, evitando di lasciarsi influenzare da quelle che appaiono più delle mode del momento che dei reali consigli per una buona salute. Dall’altra parte è importante, come ha concluso la relatrice, che “i governi e le istituzioni si prodighino nel fornire gli strumenti neccessari alle donne che hanno intenzione di affrontare una gravidanza in qualsiasi periodo della vita. Dobbiamo permettere anche a una studentessa che volesse diventare madre di poterlo fare, così come avviene nei Paesi del Nord, dove grazie a una efficiente rete assistenziale le donne hanno la possibilità di affrontare tutte le incognite e le problematiche legate a questa fase, soprattutto quelle associate al tempo e al fattore economico, ma senza sottovalutare quelle che riguardano l’assistenza e la consulenza”.

8 settembre 2015
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