Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/17

di Matteo ‘Pedro’ Pedrini

Penultimo appuntamento con Euro 2016 che ha partorito le due finaliste. Scapicolliamoci a vedere come sono andate le due semifinali! Dai!

Le semifinali di fotbal

Stade Pochette di Louis Vuitton,
Lyon

PORTOGALLES 2 – GALLO 0

(50′ C. Ronaldo, 53′ Nani)

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Il commovente momento dell’inno congiunto prima di Portogalles-Gallo (Archivio Bertelli)

Semifinale inedita nella storia degli europei, non tanto perché il Galles non vi abbia mai preso parte, non tanto perché il Portogallo – né nessuno di noi – non riesca a spiegare compiutamente come vi sia giunto, quanto per il fatto che entrambe le nazionali sono accomunate dallo stesso inno, suonato quindi una volta sola per tutti: “Chi chi chi co co co” di Pippo Franco, presente in naso e ossa a eseguirlo dal vivo.

Emozionante il primo piano del capitano gallese Williams, commosso sulla strofa

“…ci son volpi di qua, lestofanti di là, mille topi tutti per te, le zanzare che pungono me sono le stesse che poi pungeranno te e tutto questo perché con tanti galli che cantano non si fa mai…”. Emozioni che solo il calcio e le oppiacee sanno regalare.

Bello anche il gesto da parte dei britannici di scendere in campo con la seconda divisa – grigio e nera – in onore dei tanti minatori che ancora oggi rappresentano la forza, l’orgoglio e la memoria storica della nazione (no joke).

Dal canto loro anche i lusitani hanno abbandonato la consueta divisa da hostess Alitalia per vestirsi da BIF (per l’Emilia-Romagna, “COF” solo per i bolognesi, “ghiaccioli” per il resto d’Italia isole comprese, ndr) alla menta in onore dei tanti consumatori portoghesi di BIF che ancora oggi rappresentano la forza, l’orgoglio e la memoria storica della nazione.

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I portoghesi in posa con la simpatica mascotte Biffo (Foto di Anna

Solito ritardo per il nostro Cristiano Ronaldo, attardatosi nel centro commerciale adiacente lo stadio. La partita era importante e tutto quanto, certo, ma il nostro CR7 non ha potuto esimersi dall’approfittare dei saldi appena iniziati. Quando i due incaricati dal CT Jorge Santos a ricondurlo allo stadio con la forza (Pepe e Willian Carvalho, ndr) lo hanno individuato, Cristianone stava provando un vestitino Desigual che scansati proprio. “Ti sta una favola“, ha esclamato il coriaceo difensore del Real Madrid, “ma ha detto il mister di tornare subito allo stadio”, “Ok, ragazzi. Ma prima fatemi passare da Mac“, ha risposto CR7. Rassegnati, Pepe e Willian Carvalho hanno atteso al kinder garden del centro commerciale giocando a un gioco di spararsi, mentre Cristianone svaligiava il negozio uscendo con: un gloss trasparente Clear Lipglass, tre Brow Finisher per le sopracciglia, due mascara volumizzanti waterproof False Lashes, un dazzleglass Boy Go Crazy e una carriola di campioncini omaggio.

Poi finalmente la gara, equilibrata e decisa proprio da Cristiano Ronaldo tappato da corsa che, nel suo splendido vestitino nuovo e pagato una cazzata ti giuro, prima incorna un cross di Guerreiro e poi tira una loffia indegna che Nani devia alle spalle del povero Hennessey.

A nulla è valsa la prova stoica di Bale, né la volontà di una squadra quadrata e organizzata, ma costituita da individui con due ferri da stiro Rowenta al posto dei piedi, né ha influito la dimenticanza del ct lusitano che ha scordato di spiombare il proprio difensore Bruno Alves.

Al termine della gara, per sfogare la delusione, i giocatori del Galles hanno malmenato Pippo Franco con appositi randelli messi a disposizione dall’Uefa. “Va molto meglio”, ha dichiarato il centrocampista Ledley mentre un’ambulanza trasportava il poliedrico artista verso la clinica “Fate bene randelli” di Lione. La prognosi a oggi è ancora riservata.

I peggiori: Collins (Gal), Joao Mario (Por)

I migliori: C. Ronaldo e R. Sanches (Por), Bale (Gal)

Stade Brigitte Bardot-Bardot,
Marseille

GERMANIA 0 – FRANCIA 2

(47′ Rig. e 72′ Griezmann)

Buona la prima per i padroni di casa guidati da Deschamps che dopo un mese di amichevoli (Romania, Albania, Svizzera, Irlanda e Islanda gli sparring partner scelti per preparare l’incontro di Marsiglia) si sono presentati in forma smagliante per la partita d’esordio a Euro 2016.

Nella gara contro l’Islanda, in particolare, la Francia si è aggiudicata quello che è un po’ il derby degli inni nazionali più belli: la consueta “Marsigliese” Vs “Islanda” di Mino Reitanssen (“Islanda, Islanda, di terra bella uguale non ce n’è…”, ndr).

Il CT tedesco Loew si presenta al Velodrome con molte assenze pesanti – Hummels, Khedira e Marione Gomez – restituendo comunque alla propria squadra la naturale disposizione in campo, messa da parte in ossequio alla prudenza contro di noi.

Parte forte la Francia, ma dopo una decina di minuti è la Germania a rimpossessarsi del pallino del gioco senza tuttavia riuscire a dare grossi fastidi a Lloris anche grazie alle prestazioni mostruose di Koscielny e del semi esordiente Umtiti.

Con il primo tempo al crepuscolo serve una minchiata titanica del più esperto in campo per far passare in vantaggio i galletti: Schweinsteiger (letteralmente “sollevatore di maiali”, controllate) stoppa di mano un colpo di testa di Evra e l’arbitro Rizzoli non ha dubbi – né remore visto il tempo scadutissimo – nel concedere un rigore solare, quanto non semplice da rilevare. Griezmann non promette cucchiai né altre posate a Neuer e segna, 0-1. Siccome a Schweinsteiger non sembrava abbastanza chiudere la propria carriera in nazionale con il rigore indecoroso calciato contro l’Italia, con questo penalty causato ha voluto mettere la classica C di Liegi (la celebre C liegina) sulla torta.

La Francia torna in campo concentrata – a dispetto, ribadisco, dell’ultimo mese passato a giocare amichevoli poco impegnative – e costringe la Germania a sbattere sul solito muro difensivo, per poi colpire in contropiede.

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Il giovane esterno tedesco in azione (Foto di Anna)

Loew tenta di estrarre qualcosa dal cilindro per raddrizzare la partita, ma non possedendo un cilindro, tenta di estrarlo dalle narici. E proprio da lì esce Mario Gotze che dopo essere stato osservato e appallottolato viene gettato in campo dal CT teutonico. Nulla da fare, la Francia anzi raddoppia ancora con lo Sneijder col parrucchino dopo una palla recuperata su pressing coordinato di tre francesi nell’area tedesca (!!11!1!). La Germania non ne ha più, a parte il piccolo Kimmich che continua a scodellare cross al bacio e a compiere esperimenti per gioco.

In finale vanno i transalpini con merito. Non loro però: merito nostro che abbiamo cotto la Germania per tre ore di partita per poi consegnarla bollita e mutilata di tre uomini chiave tra le grinfie di Deschamps. Noi che, vedendo la gara di stasera e che cazzo di finale è uscita, abbiamo una gran voglia di urlare “Schweinsteiger!” a qualche divinità a caso.

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Stefano Bizzotto al termine di Germania-Italia: ci piace ricordarlo così (Archivio Bertelli)

I peggiori: Schweinsteiger e Muller (Ger)

I migliori: Sneijder col parrucchino e Umtiti (Fra9

Nota a margine: dopo la sconfitta della Germania, il telecronista Rai Stefano Bizzotto è stato avvistato su una banchina del porto di Marsiglia con una corda al collo alla cui altra estremità aveva legato Roberto Rambaudi. Mentre vi sto scrivendo apprendo che la Gendarmerie ha recintato la zona facendo passare solo Alessandro Antinelli, Marco Lollobrigida, Valerio Iafrate e Stelvio Saltamerenda vestiti da sommozzatori. Vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi.

8 luglio 2016
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