Campania

Porto Napoli, Spirito: “Sì a dragaggi, ma non accoglieremo mega ships”/VIDEO

NAPOLI – “I dragaggi in questo momento sono in fase di gara e siamo vicini all’assegnazione, che avverrà entro il mese di maggio. I lavori partiranno a luglio”. Ad annunciarlo all’agenzia Dire è Pietro Spirito, da cinque mesi presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale. Il dragaggio consentirà al porto di accogliere navi “di media e grande grandezza, da 10-14mila contenitori” ma non “le mega ships da 18-20mila container, non possiamo puntare a questo – dice -, non è il nostro obiettivo”. Spirito fa poi il punto rispetto ai lavori previsti nell’ambito del Grande Progetto Porto di Napoli, di cui il dragaggio è una delle due opere principali: “Questa è l’ultima programmazione comunitaria che possiamo utilizzare come Regione Campania, perché poi esce dall’Obiettivo 1 e quindi dai finanziamenti di origine comunitaria”. Infrastrutture e dragaggi sono “opere importanti” anche se “resta fondamentale la competitività dell’economia campana. Un porto – afferma – è efficiente se garantisce collegamenti a livello internazionale e quindi se si sostiene il porto con l’economia del territorio. Questo è il gioco che dobbiamo interpretare nei prossimi anni”. Intanto, però, il porto di Napoli “sta crescendo in questi mesi perché cresce l’export della Regione Campania, è un periodo positivo per l’industria che è competitiva anche perché c’è un tasso di cambio favorevole all’euro per le esportazioni e quindi si registra un incremento dei traffici”.


“PER COMMISSARIAMENTO TROPPE SITUAZIONI ‘APPESE'”

 “Napoli ha vissuto per un lungo periodo una situazione di precarietà con una stagione lunga di commissariamenti e, come sempre accade, i commissariamenti che hanno durata breve lasciano molte situazioni inevitabilmente appese per aria”. All’agenzia Dire, Spirito spiega come l’obiettivo “principale” del lavoro che sta svolgendo “è quello di stabilire una pianificazione di medio periodo, intervenendo da subito sulle situazioni che richiedono più urgenza”. Con le istituzioni locali “c’è un rapporto eccellente”, sia con il governatore campano, Vincenzo De Luca, che con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. “Le istituzioni sono al fianco dell’Autorità portuale – aggiunge -. E’ chiaro che dovremmo fare molte operazioni assieme, sono operazioni di medio periodo che riguardano la riprogrammazione delle funzioni portuali nella prospettiva del futuro. Non possiamo pensare soltanto al breve periodo ma imposteremo anche delle azioni che non vedremo sicuramente nel corso del mio mandato ma che vedrà chi continuerà il lavoro”.


“SU GNL NESSUNA GARA NAPOLI-LIVORNO, CORSA È CONTRO TEMPO”

“Dobbiamo fare la corsa su noi stessi, non ci misuriamo con gli altri: se Livorno arriva prima ci fa anche piacere, l’importante è arrivare in tempo“, dice Spirito all’agenzia di stampa Dire, parlando del deposito di Gas Naturale Liquido che sarà realizzato nel porto di Napoli. “Mi auguro – spiega – che a metà del 2018 potremo assegnare la gara. L’obiettivo è ambizioso e dipende anche dalla capacità tecnica delle imprese perché si tratta di un impianto complesso e sofisticato tecnologicamente”. Quello di Napoli è tra gli 8 porti in cui si prevede la realizzazione di interventi per lo stoccaggio di Gnl “e abbiamo deciso – sottolinea Spirito – che già entro fine anno faremo una manifestazione d’interesse rivolta agli operatori del settore per realizzare un deposito di stoccaggio del Gnl”. A cosa serve? “Innanzitutto ai fabbisogni energetici del futuro del porto: le grandi navi da crociera – spiega il presidente dell’Autorità portuale – sono bifuel, quindi utilizzano anche il gas come propulsore. E poi c’è il tema della competitività ambientale visto che il gas è molto meno impattante rispetto al petrolio. Dobbiamo prepararci a riconvertire il fabbisogno energetico del sistema dell’Italia meridionale, puntando sulle risorse che hanno minor impatto sull’ambiente”.


“NUOVI GATE AL BEVERELLO E TABELLONE IN FUNZIONE”

Il traffico marittimo tra Napoli e le principali isole del Golfo “è importante perché interessa 6 milioni e mezzo di passeggeri all’anno. Nel brevissimo periodo stiamo facendo piccole operazioni di miglioramento dei servizi e realizzeremo entro maggio i gate di accesso al Beverello, razionalizzando le attuali banchine. Entro giugno metteremo in servizio il tabellone elettronico, che da due anni e mezzo non funziona, con i monitor in ciascun gate per avvisare degli arrivi e delle partenze”. E’ il progetto annunciato all’agenzia Dire dal presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale Spirito.

Per servire i passeggeri che da Napoli si recano a Ischia, Capri e Procida “stiamo progettando il nuovo Molo Beverello – assicura – che è la nuova stazione passeggeri di cui si sta discutendo in questi giorni il progetto definitivo in Conferenza di servizi. Chiuderemo la conferenza di servizi nel mese di maggio, dopodiché abbiamo già presentato al ministro Graziano Delrio la richiesta di finanziamento e, una volta ottenuto, si passerà al progetto esecutivo e poi alla gara per la realizzazione della Stazione Marittima”. Il presidente dell’Autorità portuale, in vista dell’estate, pensa anche ai croceristi, per cui “stiamo lavorando da adesso per il 2019 con le grandi compagnie perché Napoli riprenda un ruolo che quest’anno vedrà tutti i porti del Mediterraneo in difficoltà Dobbiamo lavorare – spiega Spirito – per arricchire la qualità del valore aggiunto del porto di Napoli sulle crociere, per vederne i frutti nel 2019″.


“A SALERNO PIÙ SVILUPPO POSSIBILE SOLO CON RETROPORTO”

Secondo Spirito, il porto di Salerno “ha un contingentamento territoriale, quindi deve lavorare per costruire un retroporto efficiente: lo spazio di banchina è già oggi utilizzato in modo adeguato ma non c’è una grandissima possibilità di sviluppo ulteriore”. In un’intervista all’agenzia Dire, Spirito riconosce le “ottime performance” che ha fatto registrare il porto di Salerno “nel traffico merci” ma “mentre il porto di Napoli ha un’estensione territoriale significativa, che può utilizzare per programmare il suo sviluppo, Salerno ha un contingentamento territoriale. Deve guardare – spiega – al collegamento con il territorio per costruire un rapporto più forte con l’industria“. Il punto fondamentale per un retroporto “devono essere le operazioni a valore aggiunto – sottolinea Spirito -, cioè bisogna dare ulteriore valore di lavorazione alle merci: penso all’industria dell’agroalimentare che deve lavorare assieme alle industrie della logistica per spostare l’operazione di stoccaggio e di lavorazione finale all’interno del retroporto, ridefinendo un rapporto tra fabbrica e logistica”. Il futuro del porto di Salerno “sarà dettato da legame tra territorio e porto. Oggi – ricorda – in molte parti d’Italia questo rapporto è piuttosto slegato con il porto che vive dei suoi collegamenti marittimi e il territorio che deve organizzarsi in funzione di questi. Noi dobbiamo ribaltare questo approccio e fare in modo che il posto sia la cerniera tra il mare e il territorio”.


BAGNOLI, “RESIDUI COLMATA IN DARSENA LEVANTE E PORTO FIORITO”

“Ospiteremo una parte dei residui di Bagnoli nella nostra darsena di Levante”. A spiegarlo all’agenzia Dire il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centrale. Il porto di Napoli è pronto ad accogliere la colmata “e in prospettiva – aggiunge Spirito – ovviamente lavoreremo per costruire una nuova colmata dove attualmente oggi c’è il progetto di Porto Fiorito, creando una nuova invasatura”. Per Spirito il progetto del Porto Fiorito “fermo da molti anni – sottolinea – non ha le gambe per andare avanti e va superato perché blocca un pezzo di sviluppo del porto commerciale di Napoli negli anni futuri. Lì ospiteremo il resto dei prodotti della bonifica di Bagnoli”. L’Autorità Portuale “è in stretto coordinamento con il commissario di governo e con Invitalia per rendere compatibili il cronoprogramma dell’intervento di bonifica di Bagnoli con le opere che servono al porto di Napoli per ospitare i residui della bonifica di Bagnoli stessa”.

Il porto di Napoli, attualmente, sta portando avanti “delle analisi molto importanti che riguardano la qualità ambientale al porto. Napoli diversi anni fa si è auto dichiarata Sito d’Interesse Nazionale, quindi con il massimo grado di allerta in termini di inquinamento, senza fare quegli accertamenti di carattere scientifico che sono le analisi eco tossicologiche previste dalle nuove normative. In collaborazione con l’Istituto Dohrn – continua Spirito – siamo realizzando queste analisi che ragionevolmente ci porteranno a dire, in attesa dei risultati, che non tutto il porto di Napoli è SIN. Questo ci consentirà di non colmare i nostri bacini con il residuo del porto di Napoli”.

di Nadia Cozzolino, giornalista

8 maggio 2017
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