San Marino

Polo moda, farlo costa 31 deroghe alle leggi. Sei serate per sostenere il ‘no’

AltaromaSAN MARINO – Nella convenzione siglata tra governo e Borletti Group per la realizzazione del Polo della moda a Rovereta sono 31 le deroghe previste alla normative sammarinesi. Non solo: il progetto, difeso dall’esecutivo come risposta alla disoccupazione, avrà comunque un costo importante per lo Stato rispetto le entrate che verranno a mancare per diversi anni, “cifre che viaggiano nell’ordine di decine di migliaia di euro”. Queste le perplessità, in sintesi, di chi sosterrà la battaglia intrapresa dal comitato referendario per abrogare la variante del Prg di Rovereta.

E così, proprio per capire cosa è stato messo sulla carta in quella convenzione e i perché, il movimento Rete, Liberamente San Marino e il consigliere indipendente Luca Lazzari promuovono sei serate, nei diversi Castelli, coinvolgendo persone appartenenti ad associazioni e società civile. “Polo del lusso, qual è la posto in gioco? Tutto quello che il governo non dice” è il titolo dell’iniziativa, presentata oggi da promotori e partecipanti nella libroteca Treessessanta di Città. Sul polo del lusso “esiste un veto politico- spiega Elena Tonnini di Rete, ripercorrendo l’iter normativo legato alla convenzione- e non c’è libertà di esporsi, motivo in più per coinvolgere forze esterne al Consiglio, in modo da affrontare temi che la politica intende non affrontare, come appunto l’accordo con il gruppo Borletti”.

san marino_elena-tonniniIl primo appuntamento è previsto lunedì alle 21 alla casa del Castello di Serravalle. Giovedì alla stessa ora seguirà la serata alla sala polivalente di Murata, mentre la settimana successiva, lunedì 18 aprile l’appuntamento è alla Casa di Castello di Chiesanuova, giovedì 21 alla casa del Catello di Montegiardino. Ultimi due appuntamenti sono previsti lunedì 25 aprile aprile alla casa del Castello di Faetano e giovedì 28 alla casa del Castello di Acquaviva. Tra coloro che interverranno figurano opinion leader dal calibro di Alessandro Rossi, Agostino Corbelli, Sara Rossini, i rappresentanti dell’associazione La Nuova primavera e dell’Unione sammarinese commercianti, di Movimento 25 marzo e M5s San Marino.

Nessuna forma di propaganda in vista dell’appuntamento referendario del 15 maggio, precisano i promotori: “Miriamo esclusivamente ad analizzare in serate pubbliche la convenzione introdotta con un blitz nella sessione consiliare straordinaria di agosto”, chiarisce Emanuele Santi di Lbsm. Mentre Lazzari sottolinea la necessità che il progetto sia sostenibile con la realtà economica esistente, un comparto che “va tutelato- spiega- perché coinvolge oltre mille famiglie titolari di attività e oltre 3 mila dipendenti di cui 2/3 sammarinesi”. Mentre sull’impatto che avrà il polo del lusso sul commercio sammarinese non sono stati fatti studi né previsioni, puntualizzano i promotori. “Il rischio- conclude Lazzari- è che si dia lavoro a 200 persone e che molte di più lo perdano”.

8 aprile 2016
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