Lazio

Romani e turisti, commercianti e pellegrini: che Anno (Santo) sarà

ROMA – Emozionati e un po’ in apprensione. Timorosi, ma anche vogliosi di sconfiggere la paura del terrorismo. Alla vigilia dell’apertura della Porta Santa, atto d’inizio del Giubileo della Misericordia, che si chiuderà il 20 novembre 2016, le emozioni di romani, turisti e pellegrini sono contrastanti. L’agenzia Dire ne ha raccolte alcune a poche ore dall’evento più atteso ma anche – dopo gli attentati di Parigi – temuto.

“Un po’ di paura e un po’ di ansia”. Hanno spiegato Sonia e Francesca partite dalla Calabria per seguire l’evento ma ancora scosse anche a causa “dei troppi controlli”, tanto che “domani non so se verremo per l’apertura della porta santa”. Noi, hanno aggiunto le due giovani studentesse, “veniamo spesso a Roma perchè è una bellissima città, ma ora per l’evento di domani siamo un po’ titubanti. Vediamo che aria tira, eventualmente torneremo più avanti. Abbiamo un anno di tempo”. E la paura non ha risparmiato nemmeno un’intera famiglia di Torino, tuttavia, ha spiegato Roberta “una volta qua è passata. I nostri figli non volevano venire, ma ci siamo fatti coraggio”.

“La situazione l’ho trovata tranquilla- le ha fatto eco Carlo, il marito- e la città l’ho trovata bene. Rispetto ad anni fa ci sono molti militari in più ma la cosa non dà fastidio“. L’organizzazione, ha aggiunto “è stata ottima e andrà tutto per il meglio. Vedere papa Francesco è sempre un emozione e lo sarà anche per i nostri figli perchè nel cuore della gente”. Tanti controlli, militari ad ogni angolo dell’area intorno a piazza San Pietro. Per alcuni contribuiscono ad accrescere il timore, per altri sono una garanzia di sicurezza: “la situazione è abbastanza normale- ha detto Carlo da Napoli- ci fermeremo tre giorni a Roma senza alcun tipo di preoccupazione. Ho visto parecchi uomini delle forze dell’ordine e mi danno sicurezza”. Dello stesso parere anche Franco, secondo cui i molti militari e la pubblica sicurezza “ci fanno stare più sicuri e non danno fastidio anzi ci fossero sempre… Io non ho paura, Roma è bella e l’ho trovata meglio degli altri anni. Più pulita e più accogliente“. E così anche la moglie, “mi sento più sicura e più protetta ma un po’ di paura c’è, speriamo non succeda nulla”. Un momento è molto particolare ed emozionante per cui è necessario “restare tutti uniti” e per cui “mi auguro venga sempre più gente”. È invece il commento di Sonia. Paure? “Io mi sento tranquilla poi il signore deciderà..”. E del significato del Giubileo parla anche Alessandra: “L’anno Santo soprattutto per chi crede, può essere un momento positivo perché è l’anno della misericordia e della riconciliazione”. Roma? “L’organizzazione ha portato a un’attenzione in più per la città, di cui magari godranno i romani stessi per un innalzamento del livello dei servizi”.

POCHI AFFARI MA CRESCE FIDUCIA, LA VOCE DEI COMMERCIANTI – Affari ancora a rilento ma non cala la fiducia per i prossimi mesi. Tra i commercianti dell’area intorno al Vaticano, l’umore non è dei migliori, colpa “del terrorismo mediatico” sui possibili attacchi terroristici e della crisi economica. E per alcuni il Giubileo ‘diffuso’, che apre Porte Sante in tutto il mondo, non certo aiuterà. Ma, alla vigilia dell’inizio dell’Anno Santo, la speranza è che la situazione possa riprendersi con il passare del tempo. “Basta guardare quest’area storica di Roma, non c’è nessuno, il lavoro è molto calato- ha detto all’agenzia Dire il titolare di un esercizio commerciale a Borgo Pio, nonché attore, Raffaele Vannoli- Se non si darà troppo credito mediatico a pericoli che non ci sono la situazione potrà riprendersi. L’informazione dovrebbe essere la prima a tirarsi fuori da questo terrorismo mediatico che è la causa di tutto”. Parlarne troppo, ha aggiunto, “con ‘5mila’ allarmi bomba al giorno non è il metodo giusto per affrontare le cose. La soluzione siamo noi, dobbiamo uscire di casa senza aver paura di questi quattro deficienti”. Quindi un appello: “Non vi fate terrorizzare mi raccomando”.

Dopo gli attentati, ha aggiunto Gabriele, proprietario di un ristorante Bistrot, “c’è stato un calo del notevole della clientela. Sia romani che stranieri hanno disertato questa zona perchè è il punto più nevralgico per un attacco terroristico”. Tuttavia, con tutti i controlli che ci sono “probabilmente questa è una delle zone più sicure non solo d’Italia ma del mondo”. Rispetto a qualche giorno fa, quindi “la situazione sta sicuramente migliorando. Che gli affari vadano molto più forte rispetto a un periodo normale “non lo so dire”. Di certo “sono molti gli operatori del settore si lamentano”.  Pochi affari e anche per Roberto, “diciamo che fino a qualche giorno fa non c’era molta gente, ora la situazione è migliorata. Forse è un po’ passata la paura. Abbiamo chiesto a molte persone e la situazione sembra essere più tranquilla rispetto a giorni successivi i fatti di Parigi”. Merito anche della presenza capillare delle forze dell’ordine: “Forse perchè hanno visto che l’area è molto controllata. Non è una zona da temere questa a mio avviso- ha concluso- per il futuro siamo fiduciosi”. Ed è sempre la paura di attentati, la principale causa del malumore dei commercianti: “Sono state molte le disdette soprattutto negli hotel- ha sottolineato un altro ristoratore della zona- si parla addirittura di un 20%”. Ma non mancano anche segnali di ripresa: “Oggi si vede un po’ più di movimento rispetto a giorni fa quando c’era calma piatta assoluta. Sembra che qualcosa si stia muovendo, speriamo bene..”. Un’apertura giubilare al di sotto degli standard del passato, infine anche secondo Mario, “per tanti motivi”, tra tutti, “paura, crisi economica ma anche il Santo Padre che apre porte Sante in tutto il mondo e la gente non viene a Roma per l’apertura di quella vera”.

Di Ugo Cataluddi, video Flavio Sanvoisin

7 dicembre 2015
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