Terremoto, corsa contro il tempo per le 'casette'. Si lavora anche di notte e nei festivi - DIRE.it

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Terremoto, corsa contro il tempo per le ‘casette’. Si lavora anche di notte e nei festivi

ANCONA – È una corsa contro il tempo quella che sta portando avanti la Regione Marche per consegnare la stragrande maggioranza delle casette (Soluzioni abitative emergenziali) entro dicembre. Tanto che il confronto con il Consorzio Arcale, la ditta che fornisce e monta le Sae, si è fatto sempre più aspro fino a culminare con l’ordine di servizio con cui l’amministrazione regionale ha imposto alle aziende di lavorare sia di notte che nei festivi.

I numeri dell’emergenza

Nel 2016 il sisma ha colpito il centro Italia con quattro scosse di forte entità: il 24 agosto, il 26 ottobre, il 30 ottobre e il 18 gennaio. Le Marche sono state il territorio più colpito. I Comuni coinvolti e inseriti nel cratere sono stati 87 (su 131 totali) mentre i Comuni fuori dal cratere che hanno fatto comunque una segnalazione danni sono stati 90. La superficie interessata dalle scosse è di circa 3.978 chilometri quadrati mentre gli sfollati sono 31.714. Attualmente 2.896 sono ospitati nelle strutture alberghiere, mentre 28.818 usufruiscono del Cas (Contributo autonoma sistemazione).

A fronte di questi numeri i Comuni che hanno richiesto le Sae sono 27 per 1.857 casette complessive. Ne sono state consegnate 231 mentre 1.588 sono in fase di montaggio nei 92 cantieri aperti.

A Pieve Torina ad esempio a fronte di 313 casette richieste al momento ne sono state consegnate 50 circa mentre a Valfornace e Visso, a fronte rispettivamente di 166 e 182 Sae necessarie non ne è arrivata neppure una.

Tra gli altri: Acquasanta (7 richieste, 0 consegnate), Amandola (2 richieste, 0 consegnate), Arquata del Tronto (167 richieste, 122 consegnate), Caldarola (104 richieste, 0 consegnate), Camerino (162 richieste, 0 consegnate), Muccia (165 richieste, 7 consegnate), San Severino (100 richieste, 0 consegnate) e Fiastra (50 richieste, 0 consegnate).


I ritardi sono dovuti a più fattori

La specificità di questo sisma, iniziato il 24 agosto, è che in occasione di ogni scossa fino a quella del 18 gennaio, costringeva i tecnici comunali, regionali e della Protezione civile a azzerare il lavoro fino a quel momento svolto nell’ambito dei controlli sugli edifici e sulle strutture inagibili. Ci sono stati poi i ritardi dei Comuni nell’individuazione delle aree per il posizionamento delle casette e la difficoltà dei lavori stessi per l’urbanizzazione delle aree individuate. Realizzare le opere di urbanizzazione in aree montane infatti è complesso sia per la mancanza di servizi che per l’orografia dei terreni, tanto che per gli oneri di urbanizzazione sono stati spesi 80 milioni di euro. Molte le accuse anche all’accesso di burocrazia. Un male che però molto spesso viene considerato inevitabile per garantire la trasparenza.

Il governatore delle Marche Luca Ceriscioli ha garantito la consegna del 90% delle casette per dicembre ed ha anche richiesto, tramite un apposito ordine di servizio, al Consorzio Arcale di lavorare nei giorni festivi e di notte. “Nonostante il Consorzio– si legge nel documento– abbia attestato la presenza di circa 325 operai in occasione dell’incontro in Regione e di circa 430 a seguito delle sollecitazioni degli uffici dell’amministrazione regionale, la situazione attuale è che, non solo non si rispetta l’impegno morale ad eseguire i lavori in 45 giorni, come pure Arcale si era impegnata a fare in numerosi incontri e videoconferenze con la Protezione civile nazionale per forniture minori di 20 Sae, ma in molti casi non si riesce a rispettare la scadenza dei sessanta giorni, così come prevede l’accordo quadro, in maniera piuttosto diffusa”.

Accordo che prevede che “per il rispetto dei termini temporali indicati dal cronoprogramma l’amministratore potrà richiedere lo svolgimento delle attività inerenti la fornitura anche nei giorni festivi e con lavorazioni da svolgersi h24 organizzate su più turni, senza oneri aggiuntivi”. È già stata applicata una prima penale riguardo al non rispetto del cronoprogramma per il cantiere Appennino del Comune di Pievetorina. Il Consorzio Arcale, che raggruppa cinque aziende operanti nel mercato delle costruzioni edili a cavallo tra la Toscana, l’Emilia-Romagna e l’Umbria, è la ditta individuata attraverso un accordo quadro con la Protezione civile nazionale.

I costi dell’emergenza

Fino ad oggi per la gestione dell’emergenza sono stati spesi 251,5 milioni di euro: 92 per il contributo di autonoma sistemazione, 51,1 per pagare le strutture ricettive che ospitano gli sfollati, 49,1 per le Sae, 31 per i contributi ai Comuni alle prese con urgenze di vario tipo, 15,6 per l’agricoltura, 7,9 per la rimozione delle macerie, 1 per la delocalizzazione delle attività produttive e 3,8 milioni per il trasporto pubblico degli sfollati.

Quanto agli investimenti effettuati attualmente ammontano a un miliardo di euro: 333 milioni per i piani di ricostruzione di scuole e ospedali oltre al primo stralcio delle opere pubbliche, 248 milioni per turismo, rilancio delle imprese e ambiente, 160 per l’agricoltura, 286 sulle strade, 20 in sanità e 120 per la ricostruzione dei beni culturali.

di Luca Fabbri, giornalista professionista

7 novembre 2017
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