San Marino

Intervista a Mariella Mularoni

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Nome: Mariella

Cognome: Mularoni

Luogo e data di nascita: San Marino, 15.10.1962

Professione: insegnante

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita 

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e:

Partito: Pdcs

1)Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

L’azione di governo è stata spesso ostacolata da divergenze in seno alla coalizione ed anche all’interno dei partiti che hanno sovente paralizzato l’attività legislativa. Comunque sono state legiferate importanti normative in campo sociale come la legge in materia di disturbi evolutivi specifici in ambito scolastico a cui ho concorso in fase di stesura, l’adeguamento del nostro ordinamento alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa, Convenzione di Istanbul, sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica di cui sono stata relatore unico.


2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?
Unico indifferibile obiettivo è il rilancio del sistema paese, declamato a parole, ma ignorato nei fatti. Un risultato che si ottiene esclusivamente riformulando la politica estera, salvaguardo le specificità nazionali nel quadro dell’inderogabile osservanza delle normative a livello internazionale, promuovendo tutti gli attori economici e sociali che possono rivelarsi strategici.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Da sempre l’attenzione per la comunità ha caratterizzato il mio impegno politico. Come sosteneva Dietrich Bonhoeffer, teologo tedesco, protagonista e vittima della resistenza contro il nazismo, il grado di una civiltà si evince da quello che si fa per bambini e anziani. Pertanto occorre elevare la qualità della vita tutelando minori, anziani, disabili, malati e garantendo assistenza e pari opportunità.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Nel mondo globale odierno siamo tutti interrelati perciò ognuno non può imprimere la propria svolta senza misurarsi con la realtà esterna. Si deve perseguire uno sviluppo sostenibile con l’ambiente compatibile. Una particolare attenzione per la manutenzione della rete infrastrutturale e l’innovazione tecnologica. Migliorare il sistema delle telecomunicazioni è imprescindibile nell’ottica di favorire gli scambi commerciali e gli investimenti esteri. Un vibrante no alla politica che prevede opere di vetrina e progetti faraonici. Piuttosto riconsiderare il progetto del Parco Tecnologico in relazione alla sfide della new economy che annovera sul territorio soggetti e risorse di elevato spessore.  

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

La Repubblica di San Marino è un microstato che sulla falsariga di Cipro, default 2015, rischierebbe di implodere dentro un sistema di libero mercato regolato da norme rigide e parametri di spesa. Malgrado l’attuale Commissione Europea sia contraria, l’opzione degli accordi bilaterali resta l’unica strada di integrazione non alle istituzioni comunitarie bensì alla sfera di cooperazione economica. Un avvicinamento da intraprendere con gradualità, perché San Marino non ha futuro se non apre le sue vedute verso l’estero. Un’eventuale adesione sarebbe una velleità autolesionista che potrebbe comportare gravi rischi per il futuro della nostra nazione. 


6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

 Clara Boscaglia che è ritenuta la coscienza morale di una stagione politica che determinò il salto di qualità in direzione di uno stato di relativo benessere senza prevedere le dirette conseguenze che invece Lei aveva avvedutamente previsto. 

 
7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Margaret Thatcher di cui ho ammirato la determinazione, la fermezza e la competenza, ma soprattutto lo spirito di servizio verso la gente.


8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La mia forza deriva dalla famiglia e dai valori in cui sono stata educata. Come insegnante considero la scuola il luogo dove si forma il cittadino del futuro che deve essere consapevole dei diritti e doveri attribuiti nel rispetto del prossimo e delle leggi. 


9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Ogni notizia positiva per il paese è motivo di orgoglio, in primis quando all’estero si sente pronunciare il nome di San Marino positivamente o si parla di sammarinesi eccellenti.

Sono comunque sempre stata orgogliosa di essere sammarinese, specialmente quando vedo gareggiare mia figlia Beatrice con la rappresentativa nazionale di atletica leggera. 

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La grinta, la determinazione e l’attenzione per i dettagli, che tutti mi riconoscono, la passione che mi anima dai primi passi, la voglia di lasciare alle mie due figlie una società democratica, libera, coesa e solidale.

 
11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Lo spirito di servizio nei confronti della Repubblica mi è stato trasmesso da mio padre ufficiale della Guardia di Rocca e Capitano Reggente negli anni ’60, ma anche dalla tradizione familiare che ci vede da sempre coinvolti nella cura della nostra amata patria. 


12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Suonare il pianoforte è un momento di distensione e riflessione, viaggiare permette di
conoscere paesi e gente diversa, insegnare implica un arricchimento sul piano umano poichè ci sono affidate le leve future. 

 
13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Sono fermamente convinta che dobbiamo essere protagonisti del cambiamento in quanto non possiamo demandare ad altri le nostre decisioni. Sedere su uno scranno consiste non nel privilegio di stare seduti ma nella possibilità di incidere sulle scelte da prendere.

7 novembre 2016
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