Libera: in Italia 1 su 4 a rischio povertà, ma miliardari triplicati

ROMA – Il 25 per cento degli italiani e’ a rischio poverta’. Ma i miliardari sono triplicati. ‘Libera’ con il coordinatore nazionale della campagna ‘Miseria Ladra’ Giuseppe De Marzo scrive ai rappresentanti della Sinistra riuniti al Teatro Quirino e chiede un impegno sull’istituzione del reddito di dignita’, sull’aumento del fondo per il welfare sociali e sull’esclusione delle risorse per le politiche sociali dal patto di stabilita’. Dall’assemblea nazionale di Libera (che si svolge ad Assisi sino a domani) De Marzo scrive all’assemblea della Sinistra per ricordare la campagna Miseria Ladra, che prosegue da due anni, coinvolgendo più di 1000 realtà del sociale e del volontariato laico e cattolico, sindacati di categoria e progetti di mutualismo sociale. “Quello che ci accomuna- dice De Marzo- è l’urgenza e la necessità di contrastare le disuguaglianze, vero male del nostro paese e minaccia reale della democrazia. In questi lunghi 7 anni di crisi la povertà assoluta nel nostro paese è triplicata, arrivando a colpire 4,5 milioni di cittadini, la povertà relativa raddoppiata, colpendo 9 milioni di persone, e più di 4 sono i milioni di lavoratori che rimangono “poveri”, nonostante il lavoro. Siamo scivolati agli ultimi posti in Europa sulla dispersione scolastica, sulla povertà minorile, che oggi trascina nell’indigenza oltre un milione di minori. La povertà oggi non danneggia solo quei soggetti considerati storicamente a rischio, ma minaccia la vita del 25% degli italiani”. Il rappresentante di Libera ricorda che “l’ultimo rapporto Svimez denuncia una gigantesca “neoquestione meridionale”: uno su tre a rischio povertà, crollo del 59% degli investimenti, disoccupazione giovanile al 60%. Allo stesso tempo le statistiche e le analisi dei dati ci dicono che il numero dei miliardari nel nostro paese è triplicato, e che la ricchezza c’è ma è sempre più concentrata in poche mani. Più aumenta la concentrazione della ricchezza e più aumentano le diseguaglianze, mentre diviene sempre più labile il confine tra affari e politica”.

povertà

Per Giuseppe De Marzo di Libera “le scelte fatte sulle politiche sociali e sulle politiche fiscali, purtroppo confermano come il contrasto alle diseguaglianze non sia oggi una priorità. La conseguenza sarà un ulteriore aumento delle diseguaglianze, una minore coesione sociale, minore partecipazione, una società sempre più povera e fragile non solo in termini materiali ma soprattutto culturali”. Un quadro, spiega nel messaggio alla Sinistra, “che avvantaggia soprattutto le mafie e che rafforza i fenomeni corruttivi in una società che trasforma i diritti sociali in doni da elemosinare o bonus. Per questi motivi, come molti di voi sanno, abbiamo lanciato alcuni mesi fa la campagna per il Reddito di Dignità, chiedendo a parlamento una buona legge per garantire anche nel nostro paese una misura universale di sostegno al reddito come previsto dalla Carta di Nizza e come già avviene in tutta Europa con l’esclusione di Bulgaria e Grecia. Una misura considerata non certo assistenziale o da equiparare ad un costo, bensì un investimento irrinunciabile per garantire la dignità della persona, contrastare il ricatto delle mafie e rilanciare la domanda aggregata”. Il coordinatore nazionale di Libera sottolinea che “allo stesso tempo in occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, lo scorso 17 ottobre abbiamo con tutti soggetti della nostra rete chiesto: 1) di rifinanziare il fondo per le politiche sociali che è stato tagliato del 58% negli ultimi 7 anni, portandolo ai livelli del 2007; 2) di inserire le spese per i servizi sociali fuori dal patto di stabilità. Su questi obiettivi- conclude rivolgendosi ai rappresentanti della Sinistra- chiediamo a voi, ed a tutte le forze politiche ed ai singoli parlamentari che condividono queste priorità, un impegno forte, coerente e coeso da portare avanti nelle istituzioni e nel paese. Nei propri ambiti e con le proprie responsabilità, siamo tutti e tutte chiamati ad un maggior impegno”.

LEGGI ANCHE:

7 Nov 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»