Opinioni

La politica delle “good news” che serve alla scuola

di Anna Paola Sabatini, Direttore dell’Ufficio scolastico del Molise

C’è da arrabbiarsi quando ci si rende conto del gran lavoro che le scuole italiane svolgono ogni giorno con entusiasmo e passione e della difficoltà che gli stessi Istituti hanno nel far emergere agli occhi dell’opinione pubblica questi risultati. Quasi sempre, i media si lanciano a parlare di scuole quando c’è un fatto di cronaca ad esse collegate, mentre migliaia di eventi, progetti, iniziative culturali e di crescita formativa per i ragazzi, le loro famiglie e il territorio restano relegate agli ultimi posti degli interessi di blog e siti di provincia.  In termini giornalistici si parla di “criterio di notiziabilità”, cioè del livello di interesse che una notizia può avere rispetto al suo impatto con l’opinione pubblica. Ma esiste veramente una regola “scientifica” che attesti il livello di interesse che una notizia può avere o meno su un lettore? E se anche i fatti di cronaca nera fossero davvero quelli che interessano maggiormente l’opinione pubblica, non sarebbe più utile e più bello proporre alla collettività un’alternativa culturale diversa? E’ vero che i media devono guardare anche ai numeri, ma, almeno in un settore come quello della cultura, della scuola e dell’istruzione più in generale, non sarebbe meglio approfondire la politica delle “good news”? Credo c’entri anche l’etica professionale degli operatori dell’informazione. Dopo il gravissimo incidente in Spagna che è costato la vita a sette nostre studentesse, c’è anche chi ha proposto addirittura di interrompere i corsi Erasmus per la formazione all’estero. Non ho visto invece articoli e reportage per bilanciare quel “sentiment” negativo, anche se umanamente comprensibile, dovuto alla tragedia e al dolore del momento. Nemmeno diversi giorni dopo ho visto articoli, post e video raccontare la bellezza di questa esperienza all’estero che coinvolge ogni anno migliaia di studenti e che contribuisce alla stessa crescita delle nostre comunità. E allora, voglio ricordare un episodio che ha toccato da vicino la mia comunità scolastica, quella del Molise, lo scorso fine settimana. Quando un incendio doloso, appiccato da un folle senza un motivo apparente, ha danneggiato il portone dello storico convitto Mario Pagano di Campobasso e causato la morte del custode, rimasto vittima di un attacco di cuore fatale mentre stava per intervenire a spegnere le fiamme. Noi vogliamo ricordare il coraggio di Domenico De Maria, la positività del suo gesto, l’affetto e l’amore che la comunità scolastica hanno dimostrato in queste ore per i tre figli e i suoi familiari. Vogliamo, più che raccontare il “diario” del male, la grande lezione di dignità che arriva da queste persone. Un esempio per tutti noi e per gli studenti che Di Maria ha cercato di proteggere.

7 aprile 2016
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