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Dall’Onu all’Arabia Saudita, su Gerusalemme tutti contro Trump

 

ROMA – Lo status di Gerusalemme va negoziato e non puo’ essere in alcun modo definito in modo unilaterale: cosi’ oggi l’inviato speciale dell’Onu per il Medio Oriente, Nikolaj Mladenov, in vista dell’annunciato riconoscimento della citta’ come capitale di Israele da parte del presidente americano Donald Trump.

Secondo il diplomatico delle Nazioni Unite, “il futuro di Gerusalemme deve essere oggetto di negoziati diretti tra Israele e i palestinesi“.

A prendere posizione contro la decisione di Trump e il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme sono stati anche alleati storici di Washington, come la Turchia e l’Arabia Saudita.

Secondo il re saudita Salman bin Abdulaziz Al-Saud, il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele “rappresenterebbe una flagrante provocazione per i musulmani in tutto il mondo“. Stando all’agenzia di stampa ufficiale ‘Spa’, in una conversazione telefonica con Trump il sovrano ha aggiunto che la decisione minerebbe il negoziato di pace in corso e costituirebbe una escalation in tutta la regione”.

 

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06 dicembre 2017

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