Politica

Leopolda 7, a Firenze Renzi attacca duramente la minoranza Pd

M. Renzi

M. Renzi


FIRENZE – Terza e ultima giornata della kermesse renziana alla stazione Leopolda. Matteo Renzi chiuderà la tre giorni di dibattiti e tavole rotonde con il suo intervento, previsto alle 12. Segui qui tutti gli aggiornamenti.

renzi_leopolda7


Ecco l’intervento del Presidente del Consiglio, per punti

CONTRO LA COMPAGNIA DEI RANCOROSI, ‘YES WE CAN’

“Non perdonero’ mai alla generazione di quelli di prima il fatto di aver raccontato per 20 anni l’Italia come un insieme di tragedie e di aver impedito un racconto diverso agli altri”, dice Matteo Renzi alla Leopolda, in un passaggio del suo discorso nel quale cita la cena alla Casa Bianca con Obama. “La compagnia dei rancorosi ha raccontato per anni che noi siamo impossibilitati a fare alcunche’, visto che loro non ce l’hanno fatta. ‘Yes we can’- dice Renzi citando Obama- e’ il messaggio che ce la puoi fare. Provaci, Proviamoci”.

“Il punto vero è che voi dovete decidere intoniamo un canto di speranza per i propri figli o ci rassegniamo a una cultura della lamentazione e del piagnisteo che ha bloccato l’Italia”. Lo dice Matteo Renzi alla Leopolda. Una cultura, continua, rappresentata da una “classe dirigente che oggi vorrebbe governare ma quando governava ha fatto schizzare il debito pubblico”.

matteo_renziRENZI CONTRO MINORANZA, DA PLATEA “FUORI, FUORI”

Matteo Renzi dal palco della Leopolda parla dei “teorici della ditta solo quando ci sono loro e dell”anarchia quando ci sono gli altri”, di “Bernie Sanders che in questo momento sta facendo campagna elettorale per Hilary Clinton, non per Donald Trump”. Del referendum “la rivincita” di chi ha perso il congresso Pd, seguito dall’avvertimento “non ve lo consentiremo”, dice e dalla platea c’è chi intona “fuori, fuori”.

RENZI: NON CONSENTIREMO A SINISTRA PD DI TORNARE IN GIOCO

“Sarebbe troppo semplice dire che, in una parte del nostro partito, è prevalsa la tradizionale volontà tafaziana, non è una cultura tafaziana. In una parte del nostro partito è prevalso un altro messaggio che è che gli stessi che 18 anni fa decretarono la fine dell’Ulivo, perché non erano loro a guidare la sinistra, stanno provando a decretare la fine del Pd perché hanno perso un congresso e usano il referendum come uno strumento per tornare a giocare la partita di rivincita”. Lo dice Matteo Renzi alla Leopolda. “Non ve lo consentiremo- aggiunge- perché non è vostro il futuro di questo Paese, dei nostri figli e da loro lo abbiamo preso in prestito non da voi in eredità”.

“I TEORICI DELLA DITTA IMPARINO DA SANDERS”

“Bernie Sanders sta lavorando per Hillary Clinton, fa campagna per lei, e questo ai teorici della ditta solo quando ci sono loro e dell’anarchia quando ci sono gli altri, andrebbe spiegato”, dice Matteo Renzi alla Leopolda, con un evidente riferimento a Pier Luigi Bersani.

“TRAVAGLIO LEONE DA TASTIERA, POI NON RIESCE A GUARDARTI…”

Matteo Renzi contro i “leoni da tastiera, che finche’ c’e’ da scrivere, sono bravi, poi li incontri in trasmissione e non riescono a guardarti negli occhi. Ogni riferimento a Marco Travaglio e’ puramente casuale”, dice il premier dal palco della Leopolda.

RENZI: CHI GRIDA ONESTÀ FA BAR SPORT, NOI POLITICA

“Non possiamo essere più quelli che diranno faremo, faremo, faremo. La differenza è fra chi dice onestà, onestà e onestà e chi prova a fare le cose, è la differenza fra il bar dello sport e chi fa politica. Se non cambi le cose non sei in grado di incidere su nuove generazioni”. Lo dice il premier, Matteo Renzi alla stazione Leopolda.

REFERENDUM. RENZI: E’ IL DERBY TRA FUTURO E PALUDE

“Vogliamo portare al G7 l’Italia che guarda al futuro o l’Italia dell’instabilita’, dell’immobilismo, della palude. E’ questo il derby”, dice Matteo Renzi dal palco della Leopolda. Matteo Renzi mette in guardia dal ritorno di un’Italia “incapace di svolgere il proprio ruolo nel mondo per responsabilita’ di una classe dirigente che adesso vorrebbe ritornare. Il derby e’ tutto li’: tra quelli che non vogliono cambiare nulla, e quelli che immaginano che il 2017 sia l’anno dell’impresa, in cui l’Europa la cambiamo sul serio, e possiamo uscire dalla logica del distruggere l’altro”.

RENZI: 2017 SVOLTA, ITALIA NON PUÒ AVERE GOVERNICCHIO TECNICHICCHIO

“Il 2017 potrebbe essere un anno difficile ma meravigliosamente bello. In questa fase, finalmente su crescita e migranti non siamo piu’ soli. Il 2017 sarà l’anno della svolta per Italia e Ue. A Roma il 25 marzo 2017 l’Euorpa si riunisce per discutere del proprio futuro. L’Italia non si puo’ presentare con un ‘governicchio tecnichiccio’ per recuperare poltrone che questi rottamatori ci hanno tolto senza nemmeno che noi ce ne accorgessimo”. Lo dice Matteo Renzi alla Leopolda.

DAL PALCO RENZI ATTACCA D’ALEMA, BOATO IN SALA

“Massimo D’Alema ci dice che potevamo fare una riforma migliore? D’Alema, ma perché non l’hai fatta te?”. Lo grida dal palco della Leopolda Matteo Renzi, suscitando il primo vero boato in sala. “Non urlate ma votate- dice il premier rivolgendosi alla platea-, andate casa per casa, state in prima linea e fati nuovi comitati”.

RENZI: QUELLI DEL ‘NO’ NON HANNO UN’IDEA IN COMUNE

“Quelli che dicono di no, voi pensate che lo facciano perche’ ce l’hanno con l’articolo 70 della Costituzione? Loro hanno un’occasione: quella di rimettersi in gioco. Il referendum del 4 dicembre non e’ tra due Italie, perche’ l’Italia e’ una e indivisibile, e il popolo italiano puo’ votare e non e’ un popolo diviso. Ci sono due gruppi dirigenti diversi: quelli del si’ hanno un progetto. Quelli del no se li chiudi in una stanza e dici ‘uscite con un’idea in comune’, non escono piu’. Che idea hanno in comune?”, dice Matteo Renzi, dal palco della Leopolda.

“Hai detto si’ in parlamento. Ma si puo’ cambiare idea dopo aver votato si’ tre volte in commissione e tre volte in aula? E poi diventi il capo del comitato del no all’interno del proprio partito”. Lo dice Matteo Renzi parlando alla Leopolda. Poi ironico aggiunge: “Il riferimento è a Renato Schifani, che avevate capito?”.

RENZI: ULTIMA CHANCE VECCHIA POLITICA, PARTITA TUTTA LÌ

Il referendum “è l’ultima possibilità della vecchia politica per tornare in pista, di tornare al potere. Sanno che il 4 dicembre è l’ultima partita per tornare in pista. E’ tutta lì la partita, non c’è altro, ma quale articolo 70”. Così Matteo Renzi alla Leopolda 7.

RENZI CITA PASOLINI SUI FIGLI DI PAPA’: IO STO CON CARABINIERI E POLIZIA

“Noi stiamo dalla parte di quei poliziotti, di quei carabinieri, di quelle forze dell’ordine che non meritavano ieri di essere insultate. E non c’e’ da scomodare Pier Paolo Pasolini quando parlava dei figli di papa’”, dice Matteo Renzi dal palco della Leopolda. “Vi sveliamo un segreto- dice idealmente rivolto ai contesatori- per venire alla Leopolda basta inviare una mail, non picchiare un cartello stradale su una camionetta della polizia. Vi diamo le date: il prossimo anno sara’ tra il 21 e il 22 ottobre, scrivetevi le date”.

“Lo abbiamo visto ieri in piazza San Marco. Perché quando si dice di voler salvaguardare la Costituzione e si prende un cartello e si prova a sfasciare la testa a un poliziotto non la si difende, noi stiamo dalla parte delle forze dell’ordine che non si meritavano di essere insultate. Non c’è da scomodare Pier Paolo Pasolini quando parlava dei figli di papà”. Lo dice il premier, Matteo Renzi alla stazione Leopolda che, rivolgendosi agli antagonisti, dice: “Vi svelo un segreto, per venire alla Leopolda basta mandare una mail. Il 20-22 ottobre si terrà la prossima edizione, iscrivetevi, basta prendere il tram, lo abbiamo fatto apposta qui davanti. Ma non importa avere Tuttocittà o Google maps per sapere che dopo piazza San Marco se vai in via Cavour non vuoi andare alla Leopolda, ma a sfasciare il centro e noi non lo permettiamo in uno Stato di diritto perché Firenze è più grande di voi”.

SCONTRI AL CORTEO DEL NO: Leopolda, scontri al corteo del ‘no’. Polizia usa lacrimogeni/FOTO e VIDEO

matteo_renzi_leopolda7RENZI: CHI GRIDA ONESTÀ FA BAR SPORT, NOI POLITICA

“Non possiamo essere più quelli che diranno faremo, faremo, faremo. La differenza è fra chi dice onestà, onestà e onestà e chi prova a fare le cose, è la differenza fra il bar dello sport e chi fa politica. Se non cambi le cose non sei in grado di incidere su nuove generazioni”. Lo dice il premier, Matteo Renzi alla stazione Leopolda.

SETTE ANNI FA PRESTIGIO ITALIA ERA A ZERO

“Sette anni fa il prestigio dell’Italia era a zero. La parola ‘Italia’ nei consessi internazionali era accompagnata da una barzelletta. ‘Si’, gli italiani, sono quelli li’…'”, dice Matteo Renzi alla Leopolda.

TERREMOTO. RENZI: ITALIA TORNERÀ AD AVERE STRATEGIA PREVENZIONE

“La cosa cruciale che dobbiamo mettere al centro dell’agenda politica è l’idea che l’Italia torni a riavere una strategia di prevenzione per le prossime generazioni, questo è quello che serve”. Lo sottolinea Matteo Renzi alla Leopolda 7. Il terremoto di magnitudo 6.5 “è stato cattivo. Ma noi ci prendiamo l’impegno di ricostruire davvero, ma con una diversa filosofia dell’Italia”.

INGUARIBILI SOGNATORI CONTRO LOGICA DI ‘CICCIO RISPETTA FILA’

“In un paese che per decenni aveva filosofeggiato di bamboccioni, di generazioni ai margini, se oggi c’e’ una generazione di quarantenni al governo, e’ perche’ qui degli inguaribili sognatori hanno contestato la logica del ‘no, non si puo’ fare’, del ‘no, non tocca a voi’. Del ‘ciccio rispetta la fila’”, dice Matteo Renzi dal palco della Leopolda.

“PIACCIA O NO A BRUXELLES, SOLDI PER SCUOLE FUORI PATTO”

“Che piaccia o non piaccia a Bruxelles, i soldi per le scuole resteranno fuori dal patto di stabilita’. I nostri figli valgono di piu'”. Lo dice Matteo Renzi, dal palco della Leopolda. Renzi aggiunge: “Diciamolo con forza ai sindaci: tornate a progettare”.

RENZI: EDIZIONE SORPRENDENTE, RICEVUTO GRAZIE MINISTRI

M. Richetti

M. Richetti

“È stata una Leopolda abbastanza sorprendente non soltanto perché abbiamo avuto modo di vedere un Matteo Richetti in versione show come cerimoniere, ma sorprendente soprattutto perché i grazie mi sono arrivati soprattutto dai ministri che per la prima volta erano a confrontarsi. Mi hanno detto, lo sai che sono stati più utili dei focus group?”. Così, il premier Matteo Renzi nell’intervento di chiusura dei lavori alla stazione Leopolda. “Soprattutto c’è stato un sentimento forte entusiasta che pensano che fare politica non sia una parolaccia, ma un modo di voler bene al Paese”.

IL TERREMOTO E LE VITE SALVATE

“Quando abbiamo avuto la contabilità delle persone salvate dalla Protezione civile, 238 persone sono state estratte vive” abbiamo visto che “era una cosa mai accaduta in Europa, nel segno che nell’emergenza ha visto l’Italia pronta”. Cosi’ Matteo Renzi dal palco della Leopolda. “Questa edizione della Leopolda- aggiunge Renzi- è stata segnata dal terremoto. Significa che abbiamo aperto con il pensiero agli uomini e alle donne in Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Noi siamo preoccupati perché per 10 minuti un fulmine non ha fatto funzionare l’impianto audio, immaginate cosa significa per gli sfollati, per le persone che stanno nei container, che non hanno un’abitazione e hanno la preoccupazione di non tornare in casa. A loro va il primo pensiero non solo della Leopolda, ma di tutti gli italiani”.

Ore 12.28 TEMPORALE E BLACKOUT, STAZIONE AL BUIO PRIMA CHE PARLI RENZI

Black out alla stazione Leopolda. Proprio quando doveva cominciare il discorso conclusivo della 7° edizione della kermesse del premier, Matteo Renzi, l’illuminazione elettrica è andata via e la stazione attualmente si trova quasi completamente al buio. La platea, intanto, applaude ritmicamente in stile concerto e chiama “Matteo, Matteo, Matteo”. Dopo pochi minuti la luce è tornata, accompagnata da un boato del pubblico. Quando Renzi prende la parola ringrazia tecnici e volontari: “Si son beccati anche il fulmine…”.

“È stato tutto organizzato come castigo divino per i discorsi fatti in questi 3 giorni, il fulmine è arrivato nel momento opportuno”, scherza Renzi.

SEGUI LA DIRETTA: http://www.leopoldastazione.it/streaming/

I VOLTI DEI PROTAGONISTI: A Firenze la “Leopolda del sì”/FOTOGALLERY

Ore 11.54 BONACCINI: CHI VOTA ‘NO’ LO FA CON SALVINI, GRILLO, BRUNETTA

“Chi, nella nostra famiglia, pensa di aggiungersi nella fotografia di coloro che sostengono il no, deve rassegnarsi al fatto che quella fotografia è occupata da Salvini, Brunetta e Beppe Grillo. Ecco, credo che una riflessione vada fatta su questo”. Lo sottolinea dal palco della Leopolda 7 Stefano Bonaccini, il presidente della Regione Emilia Romagna. “A me- continua- la sinistra ha insegnato due cose al di là dei programmi: la dignità, non presentarsi mai a nessuno con il cappello in mano; la seconda era l’interesse generale davanti a quello particolare”. Il prossimo 4 dicembre “non votiamo per Renzi, per Bonaccini, votiamo per il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Per questo siamo dalla parte giusta”.

Ore 11.34 FARINETTI: SIAMO DIVENTATI ANTIPATICI, TORNIAMO SIMPATICI

“Se vincono i ‘no’ nella immensa parte a noi avversa diventeranno leader i radicali, le persone che si sono espresse di piu’ e hanno vinto. Prevarra’ Brunetta a Parisi, Salvini a Maroni e nell’area M5s i grandi radicali avranno ancora piu’ voce in capitolo. Se vince il si’, prevarranno i piu’ moderati e noi potremo dialogare con chi la pensa diversamente da noi per fare una cosa: il compromesso, la cosa migliore che puo’ fare l’uomo”. Cosi’ Oscar Farinetti intervenendo alla Leopolda.

L’imprenditore si rivolge poi alla platea: “Ve lo dico con il cuore: dobbiamo tornare a essere simpatici. Questo e’ un tema. A volte ho la sensazione che siamo diventati antipatici. E diventiamo simpatici se tiriamo fuori i nostri sentimenti: la paura. Io ho una fifa pazzesca di perdere. E poi io ho paura quando sento certi modi di parlare del M5s. Mi fanno paura e non dobbiamo vergognarci di dire che ci fanno paura”. Farinetti invita a insistere anche sulla fiducia: “Chiediamo umilmente fiducia. E diamo fiducia. La fiducia e’ il motore che fa girare tutto. Anche l’economia. Se manca l’elemento di fiducia crolla tutto”, dice alla Leopolda.

leopolda7Ore 10.50 DECARO: SE VINCE ‘NO’ ALTRI 30 ANNI DI TALK SENZA RIFORME

“Non condivido l’idea che i sindaci devono essere eletti nel nuovo Senato dai consiglieri regionali, è come se il capo condomino della scala A fosse eletto dai condomini della scala B. Ma per questo voto no? E cosa succederebbe dopo, che i senatori diranno ‘rifacciamo la riforma come vorrà Decaro?’ Non accadrà così, piuttosto ci sarebbero altri 30 anni di editoriali sulle riforme, talk show ma non faremo mai le riforme”. Lo sostiene il presidente nazionale di Anci, Antonio Decaro intervenendo dal palco della stazione Leopolda sul referendum costituzionale. “Il futuro non aspetta, il futuro è arrivato- conclude Decaro- È un voto non per il futuro di questo governo, della Leopolda, ma per il futuro del mio Paese e delle mie figlie”.

Ore 10.30 POLETTI: QUI NON PER SPETTACOLO, SI È PARTE ATTIVA

“Qui c’è sempre un grande coinvolgimento, ci si sente molto responsabili di quello che succede, una parte importante di quello che accade. Qui non si viene a guardare lo spettacolo, si viene con la convinzione di poter dire la propria e di poter essere parte attiva”. Lo dice il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti parlando coi giornalisti a margine dell’ultima giornata della stazione Leopolda.

ITALICUM. POLETTI: ACCORDO POSITIVO, CITTADINI APPREZZERANNO

“Credo che sia una cosa buona, perché lo sforzo che si voleva fare era in questa direzione, aver trovato un punto di condivisione credo che sia una cosa positiva. Poi, i cittadini italiani valuteranno, e credo che ci siano persone che apprezzano questo risultato”. Lo afferma, in merito all’accordo raggiunto ieri in seno al Pd per la modifica dell’Italicum, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti parlando coi giornalisti, a margine dell’ultima giornata di lavori della 7° edizione della kermesse dei renziani alla stazione Leopolda.

Foto di Stefano Costa

6 novembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»