Welfare

Meno rischi e più sicurezza per il parto naturale, ecco il ddl

ROMA –  Rendere il parto naturale più sicuro attraverso un nuovo modello organizzativo dell’evento-nascita che ponga al centro la donna e il bambino e metta a loro disposizione “tutte le risorse sul piano organizzativo, clinico, tecnico, scientifico e ovviamente sul piano umano”.

Gravidanza

È questo l’obiettivo del disegno di legge ‘Norme per l’incremento del livello di sicurezza del parto naturale’, presentato congiuntamene alla Camera e al Senato da Paola Binetti (Ap) e da Aldo Di Biagio (Ap) e illustrato oggi alla stampa nella sala Nassirya del Senato.

Il ddl propone un nuovo metodo di parto per via vaginale che riduca i rischi sanitari prevedendo, tra l’altro, un percorso di formazione-informazione che coinvolga operatori e donne, “dando forma a un’evoluzione totale dell’evento nascita sotto il profilo scientifico, culturale e sociale”.

Tra i punti fondamentali, l’introduzione di una alta formazione rivolta al personale sanitario ospedaliero sul nuovo modello organizzativo che sarà oggetto di momenti di informazione anche per le partorienti e le famiglie, l’ecografia intrapartum e il partogramma digitale. Infine, il ddl propone anche l’uso di una fascia ergonomica gonfiabile a tre camere, monouso, per l’accompagnamento delle contrazioni uterine. Un metodo, quest’ultimo, che sostituirebbe la manovra di Kristeller.

“Tra le ragioni che sostengono il parto cesareo c’è la convinzione che sia più sicuro- ha detto Binetti- Noi vogliamo accompagnare il più possibile la natura, evitando eccessi di meccanizzazione. Non si tratta però di rifiutare la tecnologia- ha tenuto a specificare- ma di usare quella che oggi potremmo chiamare una tecnologia molto più dolce, meno traumatica e meno invasiva. Questo dovrebbe portare a una maggiore sicurezza del parto e anche a una riduzione del contenzioso medico-legale”.

Binetti ha poi aggiunto che “sono almeno cinque legislature che il tema del parto viene messo al centro dell’attenzione del Parlamento. Noi vorremmo che questa fosse la legislatura in cui il ddl riceve la sua approvazione definitiva, in modo tale che le donne possano arrivare in sala parto con la serenità e la tranquillità di sapere che stanno andando incontro non a un intervento chirurgico, perché non sono delle pazienti, ma sono donne che nella più piena normalità della loro maternità mettono al mondo un bambino”.

di Nicoletta Di Placido – Giornalista Professionista

6 luglio 2015
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