Cirino Pomicino: “I partiti personali? A un certo punto calano”

pomicino-andreotti_03ROMA – Anche Matteo Renzi si rifiuta di fare i conti con un calo di consensi, com’era tradizione della Dc? “Noi una sola volta abbiamo avuto una batosta elettorale, nell’83, quando la Dc perse 6 punti. E prendemmo atto che c’era stato il crollo della Dc“, risponde Cirino Pomicino, piu’ volte ministro, ‘uomo macchina’ della corrente andreottiana della Dc.

“Bisogna convincersi che la politica e’ una cosa maledettamente seria“, spiega Pomicino, a chi gli chiede un commento ai risultati elettorali. “La politica- aggiunge-ha bisogno di una selezione darwiniana della classe dirigente e non politica. Un partito deve avere una cultura di riferimento, altrimenti i partiti si trasformano in comitati elettorali ma senza piu’ alcun carattere identitario. Se pensano che solo il programma risolvere sbagliano. Romano Prodi, per fare un esempio, scrisse un programma di 300 pagine. E riusci’ solo a prendere qualche voto in piu'”. A chi fa paragoni tra il Pd renziano e la Dc, Pomicino risponde secco: “Noi non abbiamo mai pensato che la Dc potesse essere il partito di un uomo solo. Ricordo che un giornalista chiese a Giulio Andreotti: “ma se lei avesse tutti i poteri nelle sue mani, cosa farebbe?” E lui rispose seraficamente: “Qualche errore in piu'”. A testimonianza di una cultura democratica smarrita”. Per Pomicino “i partiti personali hanno un momento di auge e poi inevitabilmente calano. Questo e’ accaduto per Berlusconi, sta accadendo per Renzi, accadra’ per Grillo“.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

6 Giu 2016
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