Meningite, Ausl centro: “Copertura insufficiente, vaccinate ragazzi 11-20 anni”

vaccini

FIRENZE – A fronte del perdurare del calo della richiesta di prenotazioni per effettuare la vaccinazione contro il meningococco di tipo C, tutti gli operatori della sanità pubblica della Ausl Toscana Centro richiamano i cittadini con un appello: “Vaccinatevi perché solo così si potrà ridurre la circolazione del batterio“. L’invito è rivolto soprattutto a coloro che risiedono nei territori di Firenze, Prato e Pistoia.

D’altronde, in forma una nota dell’azienda sanitaria, i livelli di copertura vaccinale raggiunti finora grazie alla campagna straordinaria di vaccinazione nelle fasce di età più importanti per la trasmissione (adolescenti e giovani adulti) sono insoddisfacenti e certamente al di sotto dei livelli necessari per ottenere la riduzione della circolazione del batterio e quindi ridurre i portatori. Per i sanitari è necessario dunque impegnarsi, ed è un dovere civico, aumentare le coperture che devono arrivare vicino al 90%. Alla fine del 2015 la copertura a livello regionale era poco più del 50%. In particolare, l’età cruciale per raggiungere coperture efficaci è quella degli adolescenti tra 11 e 20 anni.

meningite“Per spegnere la recrudescenza di meningite registrata nell’ultimo anno- spiegano i sanitari- è fondamentale che i genitori degli adolescenti comprendano il valore della protezione in questa fascia di età e accettino la vaccinazione più di quanto hanno fatto finora”. Aumentare la vaccinazione contro la meningite di tipo C nella fascia di età 11-20 anni per contrastare l’aumento di casi registrati in Toscana è, quindi, l’appello che la sanità Pubblica vuole far arrivare ai giovani. Nelle prossime settimane saranno promosse e organizzate iniziative finalizzate a far aderire i giovani e gli adolescenti alla campagna vaccinale. I sanitari aggiungono che è stato fatto e continua tutt’ora un grandissimo lavoro di carattere organizzativo con un numero cospicuo di sedi vaccinali aperte in tutta la Ausl Toscana Centro, con assistenti sanitari e medici del territorio e dell’ospedale, oltre alla collaborazione di medici e pediatri di famiglia, impegnati per rispondere in tempi rapidi alle richieste di vaccinazioni, ma la spinta alla vaccinazione sembra data più dal timore che dalla consapevolezza dell’importanza di vaccinarsi soprattutto se si è giovani.

di Carlandrea Poli, giornalista

6 Aprile 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»