Sardegna

Referendum, Maninchedda: “Ora più spazi per indipendentismo”

paolo_maninchedda2CAGLIARI – “In Sardegna c’è lo spazio politico perché l’indipendentismo democratico, europeista e pluralista, si affermi e costruisca uno scenario politico diverso rispetto allo schema italiano. Il Partito dei sardi da tempo chiama questo spazio il luogo di costruzione di una grande forza politica plurale che chiamiamo Partito della nazione sarda”. Commenta così il presidente del Pds e assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, l’esito del voto referendario, che ha visto in Sardegna una schiacciante vittoria del no.

Per Maninchedda il Pd, “che ha perso, non può che abbandonare definitivamente l’idea di governare egemonizzando lo Stato, deve obbligatoriamente riprendere le sue tradizioni e vocazioni libertarie e socialiste, deve rompere la sua subordinazione culturale al neoliberismo temperato che ha egemonizzato il ceto degli alti burocrati italiani, le aule universitarie e i giornali cosiddetti progressisti”.

Spazio anche ad una riflessione sui quotidiani sardi: “Come quasi tutta la stampa italiana, anche i quotidiani sardi, cartacei e digitali, hanno di fatto, con più o meno garbo, sostenuto le ragioni del sì. Oggi si nota che sono sorpresi del voto in Sardegna e, di conseguenza, del formarsi dell’opinione pubblica in modo completamente indifferente al loro orientamento”. Per Maninchedda è sfuggito “che l’errore tattico del Pd è stato fare più di un centinaio di eventi muovendo i già convinti, coloro che militano.

L’evento pubblico, la grande manifestazione ormai è uno strumento celebrativo, non mobilitativo, quindi non sposta un solo voto. Gli eventi servono per costruire il repertorio simbolico di una proposta, non per convincere”. Invece, “noi- e conclude- abbiamo lavorato come lavorano i partiti moderni: web, facebook, cellulari, whatsapp, immagini, ironia, mail. Io poi sono tra i pochissimi della Giunta che ha preso posizione pubblica netta per il No, rilevata anche dagli organi di informazione“.

di Andrea Piana, giornalista professionista

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5 dicembre 2016
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