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Migranti, nessun esercito in arrivo al Brennero dall’Austria. Gentiloni: “Bene cambio di rotta”

ROMA – Nessun carrarmato e nessun soldato in arrivo al Brennero. Oggi l’Austria, per voce del cancelliere austriaco Christian Kern, ha spiegato che non c’è alcuna intenzione di militarizzare il confine con l’Italia nè di inviare “mezzi corazzati”. Affermazioni che smentiscono e ribaltano quanto detto in precedenza dal ministro della Difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, che aveva annunciato lo spiegamento imponente (e imminente) di forze se il flusso di migranti in arrivo dall’Italia non fosse diminuito. Che si sia trattato di un corto circuito comunicativo o di una vera e propria ‘farsa’ a fini elettorali come da più parti si sta dicendo in queste ore (in Austria si vota anticipatamente il 15 ottobre per eleggere il nuovo presidente), quel che è certo è che in Italia le parole di Doskozil aveva fatto saltare sulla sedia più di un funzionario, tanto che subito nella mattinata di ieri mattina era stato convocato alla Farnesina- in tutta urgenza- l’ambasciatore austriaco.

Nel pomeriggio, poi, si è diffusa la notizia (evidentemente una bufala) di quattro mezzi blindati avvistati al Brennero. E così la situazione è degenerata. Dure le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti, nella serata di ieri, in cui annunciava che se non ci fosse stato un cambio di rotta da parte dell’Austria, ci sarebbero inevitabilmente state ‘ripercussioni‘ sulla collaborazione in tema di sicurezza tra i due paesi. Oggi il cancelliere Kern ha chiarito la situazione.

GENTILONI SENTE KERN: “BENE CAMBIO DI ROTTA”

Questa mattina il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con il cancelliere austriaco Christian Kern. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi. Palazzo Chigi prende atto della correzione di rotta da parte del governo austriaco rispetto all’ipotizzato dispiegamento di uomini e mezzi al confine del Brennero.

La collaborazione tra le forze di polizia produce frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera, sottolineano fonti di palazzo Chigi.

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05 luglio 2017

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