Sanità

Oncologia, Gaudioso (Cittadinanzattiva): “Governare speranza per abbattere bufale”

CHICAGO – “Quello che chiedono i pazienti e la società intera è una leadership medica competente: solo così si abbatte alla radice il pericolo delle bufale virali in sanità”: lo ha detto a Chicago Antonio Gaudioso, segretario nazionale di Cittadinanzattiva, al termine di una sessione dedicata al tema delicato del bilanciamento comunicativo tra speranza” e “realismo” all’interno del decorso di una malattia tumorale. L’argomento della gestione comunicativa del rapporto medico-paziente ha fatto breccia nell’immenso programma dell’ASCO in corso di svolgimento a Chicago (2-6 giugno) partendo dalla constatazione di Anthony Back, direttore della Seattle Cancer Care Alliance, che ha mostrato i dati di uno studio sviluppato tra oltre 750 oncologi della costa ovest americana che mostra che solo l’11% degli specialisti coinvolti ammette di essere attento a sviluppare un dialogo empatico con il proprio paziente. Una percentuale bassissima, che purtroppo è ancora indice di una scarsa attenzione alla virtuosità del rapporto di cura basato sul dialogo aperto e accogliente, ed alle sue possibili implicazioni benefiche sul decorso psicologico del paziente.

“Il medico, l’oncologo nel caso particolare, è sempre il garante del percorso di cura”, precisa Antonio Gaudioso, che è all’ASCO proprio per comprendere non solo dove si stia spingendo l’innovazione e la qualità, ma anche come venga gestita oggi la persona che vive l’esperienza del cancro, “ma oggi è evidente piú che mai che la cura non è solo farmacologia, bensì risposta a un insieme di bisogni personali, familiari, sociali e di servizi. E quindi parlare di ‘percorso di cura’ oggi significa farsi carico di tutti gli aspetti che il paziente presenta al suo medico. Sicuramente sono stati fatti dei passi avanti in questo senso in oncologia, ma occorre oggi – soprattutto di fronte alla rivoluzione rappresentata dall’immuno-oncologia – un passo avanti ancor più deciso, nella coscienza che la corretta comunicazione al paziente fa ormai parte dell’atto medico e che il governo del consenso informato è qualcosa che supera ampiamente la caratteristica di procedura burocratica, arrivando a incidere profondamente sulla forza e credibilità della stessa alleanza terapeutica”.

All’ASCO l’immunoterapia sta confermando di essere una rivoluzione in atto, ma come si gestisce dunque la portata del suo messaggio di speranza? Immunoncologia oggi significa aver accesso a ricerca e all’innovazione, conoscere le effettive possibilità di arruolamento nei trials clinici, avere informazione sull’accessibilità ai nuovi farmaci, comprendere il ruolo dei biomarcatori e delle cure personalizzate: su tutti questi argomenti il paziente, sottolinea il segretario di Cittadinanzattiva, si attende oggi in Italia di avere onesta e corretta informazione e chiarezza sulle opportunità effettivamente a disposizione, visto che l’obiettivo sempre più chiaro è quello di avere “la giusta medicina per il giusto paziente“. E dunque: come si gestisce la speranza evitando di trasformarla in una illusione incontrollata nell’epoca delle bufale virali? Risponde Antonio Gaudioso: ” Sentiamo il bisogno di una campagna di informazione che colleghi la scienza e l’innovazione ai bisogni dei cittadini, anche e soprattutto di fronte all’immuno-oncologia. La sfida è quella di stroncare le fake news e le false speranze sul terreno delle risposte scientifiche, abbandonando il modo paternalistico di parlare ai pazienti per abbracciare una comunicazione empatica, chiara, scientificamente inattaccabile: solo una leadership medica competente può essere la risposta a chi mette in dubbio la scienza. Questa è l’unica risposta a quella cultura ormai purtroppo diffusa, di chi dubita sui vaccini come anche sulla validità delle cure in oncologia”.

dal nostro inviato a Chicago Walter Gatti

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5 giugno 2017
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