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Spacca: non è stato ribaltone, servono sensibilità nuove

GIAN MARIO SPACCA

GIAN MARIO SPACCA

“Si è chiusa un’esperienza di governo con una formazione di centrosinistra che è andata al confronto con gli elettori, cinque anni fa, con un programma che è stato realizzato. Il mio giudizio su questa legislatura è positivo, perché è stato portato a termine un progetto di buongoverno. Nessun ribaltone, dunque, come qualcuno accusa, perché la legislatura si è conclusa nel suo termine naturale. La politica, però, è guardare al futuro e ai nuovi problemi della nostra regione. Uno dei principali, oggi, è la crescita, lo sviluppo, la produzione del reddito. Per affrontarlo occorrono sensibilità differenti rispetto al passato”. Lo ha detto Gian Mario Spacca, presidente uscente e candidato per Marche 2020, Area popolare, Democrazia cristiana e Forza Italia, oggi alla presentazione dei candidati della provincia di Macerata di Marche 2020 Area popolare.

Poi, ha aggiunto: “La produzione di ricchezza nelle Marche sta scendendo sotto la media nazionale. Se non si ha reddito non si hanno le risorse da investire in scuola, sanità, sociale. Dire, come fa qualcuno in questa campagna elettorale, che si realizzerà questo o quel progetto, che si investirà in questo o quel settore, fare un annuncio diverso ogni giorno, inventarsi hashtag-spot, significa quindi fare solo demagogia. Perché tutto è connesso alla disponibilità di risorse. E’ per questo che la nostra coalizione ha messo al centro del programma il rilancio dell’imprenditorialità in ogni settore, ha chiamato a raccolta tutti coloro che si preoccupano di organizzare le risorse non per consumarle ma per ricrearle e produrne ancora”.

Spacca ha quindi ricordato che l’alleanza che si presenta alla elezioni regionali non è un incontro di sigle politiche, ma di sensibilità su queste priorità. “Il 31 maggio sarà un referendum tra chi teorizza la crescita e chi la decrescita felice; chi un modello di città-regione in cui ogni territorio coltiva le proprie peculiarità e chi un modello metropolitano e centralistico; chi un modello di governance e chi un modello di governo con la sovrapposizione tra burocrazia di partito e governo regionale”.

05 maggio 2015

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