Minori. Fondo contro la povertà educativa, firma la prossima settimana

scuola migranti minoriROMA – Il fondo contro la povertà educativa sarà gestito da un comitato tripartito che vede in campo il governo, le fondazioni e il forum del terzo settore. “La prossima settimana verrà firmato il protocollo tra i tre soggetti”. Lo annuncia il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini nel corso di un seminario organizzato da Save the children sull’utilizzo del fondo contro la povertà educativa, istituito dal governo nella manovra economica 2016. Nannicini raccomanda che “i bandi presentino uno schema credibile di valutazione. Noi possiamo aiutare creando un protocollo comune di valutazione degli interventi”. Il sottosegretario aggiunge che “il bando sarà nella mia speranza un bando aperto. Poi sarà attivato un confronto nella short-list del bando, per garantire una unitarietà di intervento”. Nannicini ha particolarmente apprezzato l’intervento di Raffaela Milano di Save the children. “Almeno tre su quattro degli obiettivi ricordati dalla dottoressa Milano li condividiamo e cercheremo di portarli a termine. Non bisogna disperdere in mille rivoli -spiega- ma selezionare pochi obiettivi chiari e misurabili. Servono interventi il più possibile concentrati”.

MILANO (SAVE THE CHILDREN): SU FONDO PRIORITÀ A TERRITORI DEPRIVATI – “Priorità ai territori deprivati. Per un bambino a Crotone si spendono 18 euro, a Trieste 363“. Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, indica le priorità a cui dovrebbe essere indirizzato il fondo d contrasto della povertà educativa istituito dal governo nella legge di stabilità. Milano raccomanda inoltre di “evitare di mettere in piedi l’ennesimo progettificio. È importante avere una cornice unitaria. La proposta- osserva- dovrebbe prevedere un doppio livello di intervento: uno territoriale, provando a trasformare le comunità territoriali, cambiando il volto di interi quartieri e creando sinergie forti con altri fondi. Non ci nascondiamo-osserva- che nella nostra realtà educativa spesso non c’e abitudine a lavorare insieme”. E poi, chiede Milano, bisogna varare “un intervento personalizzato per arrivare ai bambini più a rischio. Piani personizzati di sostegno, cuciti sul singolo bambino e sulla singola famiglia. Serve un patto educativo con il minore, la famiglia e un tutor che segue questo patto. Noi abbiamo dedicato la sperimentazione ai bambini che sono in assoluto i più poveri, con famiglie sotto i 3mila euro annuo. Ora si potrebbe mettere insieme la dote educativa con un intervento di sostegno al reddito”. Infine, aggiunge la direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, “bisogna porre le basi per altri interventi con un sistema informativo sulle buone pratiche, un anagrafe dei beneficiari, interventi di formazione reciproca. Serve cioe’ una infrastruttura socio-economica” su cui costruire gli interventi futuri. “Con una solida impostazione strategica-aggiunge Milano- questo fondo può diventare una leva di Archimede per sollevare il peso che grava sulle spalle dei bambini, la povertà educativa”.

ZAMPA: FONDO EDUCATIVO BATTAGLIA VINTA, ORA MINORI STRANIERI – “Abbiamo visto la crisi avanzare dal 2008, diventare drammatica per la società e paradossalmente la politica ha fatto una scelta contraria a quella che avrebbe dovuto fare. Ha cominciato a tagliare gi investimenti”. La vicepresidente della commissione infanzia, la deputata del Pd Sandra Zampa, ricorda che negli anni della crisi la “povertà minorile da relativa è diventata spesso assoluta. Quella educativa- spiega- è una mina innescata sul futuro di milioni di bambini e sul futuro del paese”. Zampa, partecipando al seminario organizzato al Senato da Save the Children, spiega che “la politica deve avere l’ambizione di cambiare questo stato di cose. Ricordo la battaglia sull’emendamento per istituire il fondo contro la povertà educativa. È stata una battaglia vinta. E se spesso su questi temi ci si sente soli, voglio ringraziare Nannicini perché invece ci ha ascoltati, confermando una tempra e una passione che gli deriva dal padre”. Ora, aggiunge Zampa, “potremmo essere noi i pionieri in Europa di una nuova norma, quella per il sostegno ai minori stranieri non accompagnati”.

5 aprile 2016
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