Lazio

E’ scontro sul nuovo bando per Piazza Navona

ROMA – Non c’è pace per la Festa della Befana di piazza Navona. A tre giorni dalla presentazione del nuovo bando, che prevede concessioni di 10 anni e che nelle intenzioni del I Municipio deve rappresentare la svolta dopo anni di querelle tra amministrazioni, soprintendenze e operatori, il rischio è che si torni a una Festa ‘vecchia maniera’, monopolizzata dai soliti noti ambulanti romani. Almeno così sostiene il sito Romafaschifo, che sulla sua home ha pubblicato l’articolo ‘Il bando-truffa per la Befana a piazza Navona. Avviso pubblico scritto su misura per i bancarellari esclude gli operatori di qualità’. Il problema sta tutto nel primo requisito richiesto dal I Municipio per la partecipazione al bando: essere titolari di autorizzazione per il commercio su area pubblica.

piazza navona mercatino

“Indovinate un po’ chi sono costoro?”, scrive Romafaschifo, che aggiunge: “Potranno vendere dolciumi, torte, mele stregate, lecca lecca e caramelle soltanto, di fatto, i titolari di camion bar”. Insomma, per il blog romano a piazza Navona non vincerà la qualità, così come annunciato dal I Municipio, ma chi su quella piazza ci sta da anni.

Niente ‘chicche’ portate in piazza da ristoratori, pasticceri e chef romani (e non solo, visto che il bando è aperto all’Unione europea), ma merce già vista e per niente artigianale. Sì, perché seguendo il ragionamento di Romafaschifo, poco importa se i prodotti devono essere bio o regionali (altro requisito): “Non c’è nessuna penalità per chi porta prodotti industriali e nessun vantaggio per chi propone cibo artigianale: se porti roba bio e ‘locale’ sei al massimo del punteggio, anche se si tratta di banali prodotti industriali”.

La risposta a Romafaschifo della presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, non si è fatta attendere. Con una nota che lo stesso sito riporta, la minisindaco ribadisce che “la volontà politica del Municipio è stata quella di garantire con il nuovo bando la massima possibilità di partecipazione alla Festa della Befana. Sulla base di quanto esposto nell’articolo del blog citato, e dopo aver proceduto ad una ulteriore verifica dei contenuti del bando con l’Avvocatura comunale e con gli uffici del Municipio, confermo che le prescrizioni relative ai requisiti previsti per la partecipazione al bando e i criteri per l’assegnazione dei punteggi sono perfettamente in linea con quanto previsto dalle norme vigenti, sia nazionali che regionali, per le fiere su area pubblica, e che il sistema dell’assegnazione dei punteggi è stato definito con l’obiettivo di garantire la più ampia partecipazione al bando, nei limiti di quanto consentito dalle sopra richiamate normative”.

Il punto, in effetti, è proprio la normativa relativa alle fiere che impone la sola partecipazione ai bandi di titolari di licenza per il commercio su area pubblica. Se, per esempio, la Festa della Befana fosse stata una manifestazione di altro tipo, così come lo è stata lo scorso anno, quando gli ambulanti non ritirarono le licenze, allora l’avviso poteva essere rivolto a tutti commercianti. Ma così non è, e nonostante la rivoluzione tanto attesa dopo anni di polemiche e scontri finiti con le sentenze della Giustizia amministrativa, la Festa della Befana continua a restare nell’occhio del ciclone, con l’associazione dei residenti del Centro storico che auspica “l’attenzione dell’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella: “Se dovesse uscire fuori qualcosa- spiega all’agenzia Dire Viviana Di Capua- sia lui in grado di valutare la situazione, in modo che le cose possano procedere così come sono state presentate”. La preoccupazione per i residenti, che lo scorso anno hanno portano avanti la battaglia per il decoro al fianco dell’amministrazione, è quella della “distorsione di mercato. Se ci fosse sarebbe veramente grave. Mi auguro di no- dice Di Capua- Noi vogliamo una Festa della Befana così come in parte sembra essere stata presentata dalla presidente Alfonsi, che è quello che ci auguravamo. Se partecipassero anche dal Nord Europa, per esempio, saremmo molto contenti”.

di Nicoletta Di Placido

Giornalista professionista

4 ottobre 2015
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