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“Il giornalismo non è un crimine”, l’Egitto manifesta per la libertà di espressione FOTO

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ROMA – “Il giornalismo non e’ un crimine”, “liberta’ per i giornalisti” sono i messaggi che campeggiano su cartelli e striscioni dei dimostranti che al Cairo, in questi giorni, stanno manifestando per la liberta’ di stampa e contro l’arresto di Amr Badr e Mahmoud Al-Sakka. I due, rispettivamente direttore e reporter del portale d’informazione privato Yanair Gate, secondo quanto riportato dal quotidiano on-line Daily News Egypt sono entrambi critici della politica del presidente Abd El-Fattah Al-Sisi, e sono stati arrestati la sera di domenica primo maggio con l’accusa di aver istigato le proteste che hanno avuto luogo in Egitto nei giorni scorsi. I due avrebbero partecipato alle manifestazioni che il 25 aprile hanno contestato l’operato del governo, a partire dalla cessione di due isole all’Arabia Saudita. Oggi, 4 maggio, una nuova assemblea aperta “a chiunque abbia a cuore la liberta’ di espressione” e’ prevista presso la sede del Sindacato dei Giornalisti, nel centro della capitale, dove il sit-in e’ partito domenica sera.

Ieri, poi, una nota inviata accidentalmente dal ministero dell’Interno a diversi giornalisti e in seguito diffusa sui social network, ha rivelato la strategia governativa rispetto alla repressione delle manifestazioni per la liberta’ di espressione. Dai rappresentanti dell’Unione Europea e’ gia’ arrivata lunedi’ scorso, proprio alla vigilia della giornata Onu per la liberta’ di stampa, la condanna delle misure adottate negli ultimi giorni dal governo di Al-Sisi, in un comunicato che dichiara che “le liberta’ di assemblea e di stampa sono essenziali per la democrazia” e che “coloro che sono detenuti per aver espresso le proprie opinioni dovrebbero essere liberati”. Nella stessa direzione vanno le dichiarazioni rilasciate , da John Kirby, portavoce del dipartimento di Stato degli Usa. Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha inoltre recentemente pubblicato un report che colloca l’Egitto al secondo posto in assoluto per numero di giornalisti detenuti, subito dopo la Cina.

4 maggio 2016
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