Franceschini in bici su ferro a Pietrarsa, “Le affitteremo”

PORTICI (Napoli) – Una bicicletta su ferro degli anni Venti, di quelle che servivano per ispezionare i binari e riempire d’olio i semafori delle ferrovie d’altri tempi. Gialla, due posti, stamattina a pedalare sulla bici ferroviaria lungo i binari del museo ferroviario di Pietrarsa c’erano il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

Un modo “simbolico di quello che possiamo fare insieme” e anche, meno simbolicamente, di arrivare al tavolo dove hanno firmato il protocollo d’intesa per la promozione del turismo agroalimentare. Ma Franceschini e Moncalvo non erano soli. Dietro le due selle, un seggiolino di legno ospitava Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, e Nicola Marrone, sindaco di Portici. “Portiamo Regione e Comune”, ha scherzato Franceschini. “Il Governo traina gli enti locali”, ha ribattuto Marrone.

Tant’è, insieme alla Fondazione Ferrovie dello Stato il ministro delle bici ferroviarie vuole farne un servizio in affitto lungo le linee abbandonate. Certamente riprogettandole in lega più leggera, magari con la pedalata assistita, anche se Franceschini ha assicurato che “è una bici leggera, formidabile. Ho un solo dubbio- ha detto sorridendo- non consente il sorpasso. Dovremmo prevedere degli scambi appositi”. Fino a oggi, la bici su ferro “stava in fondo all’ultimo magazzino del museo- ha detto poi Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione Ferrovie- questi modelli erano in funzione fino agli anni Sessanta-Settanta e servivano per ispezione e controllare le linee ferroviarie prima che transitasse il primo treno. Oggi sono state sostituite dai carrelli”. Un’idea, quella di riprodurle e affittarle lungo le linee ferroviarie dismesse (“che in Italia arrivano a 2000chilometri”) realizzata anche in Francia dove sono state riprodotte in modelli che trasportano 6-8 persone e dove si possono già affittare. “Si tratta di un mezzo ad alta panoramicità– ha aggiunto Cantamessa- non sostituisce il treno storico, ma lo integra, permettendo di fare tratti più lenti in bicicletta”.

di Nicoletta Di Placido

Giornalista professionista

3 ottobre 2015
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