A Bologna un torneo di rugby dove a vincere è il volontariato: ecco la coppa Facundo

Appuntamento al centro sportivo Barca sabato e domenica, dove quattro squadre maschili under 14 si sfideranno per ricordare Marcello Facundo Quarantini, giocatore della Reno Rugby e cooperante internazionale
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ROMA – Un torneo di rugby per riflettere sull’importanza della cooperazione internazionale e della solidarietà. Sabato e domenica, al centro sportivo Barca di Borgo Panigale, a Bologna, quattro squadre maschili under 14 si contenderanno la prima edizione dellaCoppa Facundo“. Più che una competizione, sarà un momento per “onorare la memoria” di Marcello Facundo Quarantini, giocatore della Reno Rugby e cooperante internazionale, scomparso all’età di 45 anni in Africa nel gennaio 2018.

Ad ambire alla coppa oltre ai padroni di casa della Reno Rugby, ci saranno l’Arnold Rugby di Roma, la Partenope Rugby di Napoli e la Rivoli Rugby. Anche se le partite sul campo si giocheranno domenica, già da sabato i ragazzi inizieranno a conoscersi, anche attraverso un momento di riflessione sui motivi e i valori del torneo.

Al torneo sarà premiato il giocatore più ‘generoso’

“Il rugby porta i ragazzi a misurarsi con sè stessi attraverso l’incontro-scontro con l’altro, a diventare individui in grado di prendere decisioni, vincere sfide, imparare e cadere a rialzarsi, senza mai allontanarsi dalla logica del rispetto e della correttezza”, dice Alfredo Sorrini, ex compagno di squadra di Facundo e organizzatore del torneo.

Proprio per ricordare lo ‘spirito solidale’ di Facundo a fine competizione sarà premiato come miglior giocatore il ragazzo che si distinguerà per il sostegno dato ai compagni di squadra, ovvero chi sarà spendersi meglio dimostrando generosità nel gioco.

Lo sport come “rete per costruire possibilità, esattamente come il welfare”, dice l’assessore al Welfare di Bologna, Giuliano Barigazzi. “Non conoscevo Facundo, ma credo che lo sport sia uno dei miglior antidoti a questa società che si sta sempre più incattivendo verso gli ‘altri’, anche se spesso dimentichiamo gli altri domani potremmo essere noi”, aggiunge l’assessore. Così come nel rugby, “anche in politica avremmo bisogno del ‘terzo tempo’, perchè avere nemici non serve a niente”, aggiunge Barigazzi.

Anche Facundo “come tutte le persone speciali e interessanti provocava problemi a chi gli stava vicino. Insomma, non era una persona semplice da gestire ma questo per me è il ricordo più bello”, dice Eleonora Migno, della ong bolognese Cospe, per la quale Facundo ha lavorato nel 2008 a Capoverde, dando il via a progetti di sviluppo rurale per la produzione di vino da parte delle comunità locali.

Facundo rappresenta il paradigma del cittadino globale: nasce in Argentina e trascorre l’infanzia in Nigeria dove i suoi genitori si erano trasferiti per lavoro, poi arriva finalmente in Italia in età adolescenziale. Per questo il viaggio, i sogni e l’incontro con l’altro sono stati la sua ragione di vita”, aggiunge Sorrini. Si è “presentato alla nostra porta in completo blu elettrico e papillon e poi ha parlato per oltre due ore di agricoltura sintropica“, dice Alfredo Somosa, dell’Istituto di Cooperazione economica internazionale (Icei) con cui Facundo ha lavorato dal 2016 in poi, portando in Mozambico i modelli agricoli studiati in Brasile.

Ha creato “con la sua genialità e intuizione, un nuovo modello di vasche sintropiche per l’allevamento di pesci, dove il ciclo terra-acqua-aria è chiuso e autosufficiente, permettendo alle piante di nutrirsi dell’acqua fertilizzata dai pesci”, spiega Rosaria De Paoli, responsabile di Icei, che ricorda il cooperante scomparso per una malaria pregressa nel 2018.

di Sara Forni

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3 Aprile 2019
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