VIDEO | Cooperazione, Exco chiama aziende per far crescere l’Africa

Prima fiera in Europa e nel mondo rivolta alla cooperazione secondo il punto di vista delle aziende, Exco si terrà alla Fiera di Roma dal 15 al 17 maggio
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MILANO – “Sviluppo condiviso”: usa queste due parole chiave la viceministra agli Affari esteri e alla cooperazione internazionale Emanuela Del Re, oggi nel corso dell’incontro a Milano ‘Politica estera italiana e cooperazione allo sviluppo’, per definire la linea-guida seguita dalla Farnesina sul fondamentale versante della cooperazione, che oggi coinvolge sia attori privati che istituzionali.

“Si parla poco sui giornali di ‘cooperazione’, che è invece il braccio operativo della politica estera italiana”, osserva Del Re di fronte ai giornalisti riuniti nella sede della stampa estera in via della Palla, dove ha presentato Exco2019 – l’Expo della cooperazione internazionale, che si terrà a Fiera Roma dal 15 al 17 maggio. Prima fiera in Europa e nel mondo rivolta alla cooperazione secondo il punto di vista delle aziende, oltre che delle istituzioni, Exco2019 intende attrarre investimenti da entrambi i soggetti allo scopo di realizzare progetti di sviluppo.

La cooperazione deve essere inclusiva del privato, così come la stessa legge 125/14 prescrive: oggi soggetti privati partecipano a bandi, e poi operano sul campo, accanto alle ong”, spiega Del Re, sottolineando la necessità che oggi la cooperazione internazionale dismetta il vecchio paradigma dell’aiuto del Paese-donatore verso quello beneficiario.

Oggi il percorso è bi-direzionale, e quindi si fa politica estera con Paesi che non sono ‘beneficiari’ ma ‘partner’”, dice la viceministra, secondo la quale “le proposte devono essere strutturali, a lungo termine”, perché “bisogna uscire dalla logica emergenziale, iniziative a spot non servono”.

Temi di cui si parlerà a Exco2019, ideata da Fiera Roma, promossa dalla Farnesina insieme all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) in collaborazione con importanti agenzie delle Nazioni Unite.

Focus sull’Africa

Focus della prima edizione di Exco2019 è l’Africa, di cui oggi a Milano la viceministra parla in maniera “controcorrente”. “L’Africa è una nostra priorità”, sottolinea Del Re, ammonendo: “Se si analizza l’attuale narrativa sull’Africa vedo narrazioni Ottocentesche”.

Citando le poderose prospettive di crescita della popolazione africana e un Pil del continente che viaggia al 3,3%, “per me è una buona notizia”, afferma la vice ministra, che vede “un’Africa promettente”, dove si stanno rafforzando “una classe media preparata e un capitale umano che può essere molto importante per noi”.

Per Del Re, il continente africano offre quindi un panorama ben diverso da quello che emerge quotidianamente dai media in chiave esclusivamente di immigrazione/povertà e se ne parlerà sicuramente a Exco2019, dove sono stati invitati rappresentanti di 35 Stati africani: previsti tavoli e incontri tra imprese delle due sponde del Mediterraneo per vagliare opportunità di business.

Ricordando anche il contributo offerto all’evento da Cassa depositi e prestiti, Pietro Piccinetti, amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma, lancia da Milano una chiamata alle “imprese” perché “Exco2019 rappresenta un’opportunità concreta per tutte quelle aziende interessate ad investire su nuovi mercati”, come l’Africa, ma non solo.

Il settore fieristico – aggiunge Piccinetti – con questo progetto si fa compartecipe di un grande cambiamento rispetto alla cooperazione internazionale allo sviluppo. La direzione è che questa sia sempre più percepita e intesa come una sfida strategica, anche economicamente, che può e deve portare l’Italia a stringere relazioni virtuose con i Paesi in via di sviluppo, contribuendo anche a creare posti di lavoro in loco.

 

Alla manifestazione internazionale si riunirà l’intera filiera della cooperazione: dalle istituzioni nazionali, europee e multilaterali alle ong, dagli enti profit alle organizzazioni della società civile, passando per le istituzioni pubbliche e private. “Ma non sarà un evento di facciata, perché prevede lavoro sul campo”, precisa la viceministra, annunciando tra i nomi presenti, con partecipazioni da tutti i continenti, l’Alto commissario per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini, il direttore generale di Unido Li Yong e quello della Fao Graziano da Silva.

Del Re annuncia poi gli “Stati generali delle ong” e, rispetto alle polemiche sul loro operato nel Mediterraneo, rispondendo a un giornalista, cerca di placare le polemiche: “Io credo ci sia stato un attacco a certe prassi di specifiche ong” dice la viceministra, che chiude con un elogio: “Il sistema delle ong in Italia è fiorentissimo, noi finanziamo un’infinità di ong. L’Italia è tra i primi donatori nella cooperazione e quando parliamo di cooperazione parliamo di ong, perché la cooperazione agisce attraverso le ong”.

DEL RE: RELIGIONI E DIASPORE, CHIAVI DI FUTURO CONDIVISO

Coinvolgere le religioni, gli attori sociali e le diaspore, con un atteggiamento inclusivo che è la chiave per un futuro condiviso e uno sviluppo equo: così all’agenzia ‘Dire’ Emanuela Del Re, viceministra degli Esteri e della cooperazione internazionale, presentando il festival Mondoreligioni al via a Roma venerdì.

“Coinvolgere le religioni, come tutti gli attori sociali, le diaspore e la società civile, e fare in modo che ci sia atteggiamento inclusivo è la soluzione chiave per avere un futuro condiviso davvero, nel quale ci sia serenità e possibilità di sviluppo per tutti” ha detto Del Re.

“In un mondo globalizzato nessuno può restare escluso, come d’altra parte ci impone giustamente l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”, dice Del Re che inaugurerà Mondoreligioni, festival del quale l’agenzia ‘Dire’ è media partner, tre giorni con la partecipazione di personalità del mondo accademico, istituzionale e dell’associazionismo. La viceministra ha evidenziato che coinvolgere tutti gli attori, dalla società civile ai rappresentanti religiosi fino alle diaspore, è la “chiave per un futuro condiviso e pacifico”.

Sul fronte delle diaspore Del Re ha sottolineato che “sono un interlocutore fondamentale nella cooperazione internazionale, perché fanno da ponte con i propri Paesi d’origine e giocano così un ruolo nel farli diventare nostri partner”.

di Francesca Morandi

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3 Aprile 2019
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