Caccia, il Governo dice sì: in Veneto ok a due nuovi appostamenti

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VENEZIA – La legge regionale Veneto numero 20 del 2015, che introduce due nuove tipologie di appostamenti da caccia non contemplati nella disciplina quadro nazionale, è legittima e non ci sono i presupposti per un ricorso costituzionale. Lo assicura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianclaudio Bressa, rispondendo all’interrogazione dalla deputata forzista Michela Brambilla. Il ministero delle Infrastrutture non avrebbe infatti presentato alcuna osservazione alla nuova norma, mentre quello dei Beni culturali avrebbe deciso di non insistere nell’impugnativa presentata, ritenendo soddisfacente la ‘rassicurazione’ fornita dalla Regione Veneto.

Il tema è relativo al fatto che la legge sfuggirebbe ai vincoli imposti dalle norme paesaggistiche nazionali. Ma, sostiene la Regione, la disposizione non riguarda gli appostamenti fissi bensì quelli temporanei, che hanno natura precaria, hanno dimensioni massime predefinite e specifiche caratteristiche costruttive. Questo tipo di appostamenti sarebbe quindi da ricondurre all’attività edilizia libera ed essendo espressione di attività agro-silvo-pastorale non ha bisogno dall’autorizzazione paesaggistica. Fatto sta che, preso atto della mancanza di osservazioni del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e della scelta dei Beni di “non insistere nell’impugnativa, l’ufficio per l’esame di legittimità della legislazione regionale ed il contenzioso costituzionale” ha ritenuto “che non sussistessero i presupposti per un ricorso alla Corte costituzionale e ha proposto al Consiglio dei ministri la non impugnativa della legge regionale 20”. E così il Governo ha deliberato nella seduta del Consiglio dei ministri del 28 gennaio.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

2 Mag 2016
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