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Etiopia, liberi duemila prigionieri politici

oromiaROMA  – Il ministero della Difesa etiope lo ha confermato ai media internazionali: oltre 2mila prigionieri sono stati rilasciati, dopo gli arresti di massa seguiti alle proteste di inizio ottobre della comunità Oromo e Amhara.

A centinaia erano scesi in piazza ai primi di ottobre contro il governo, accusato dal 2015 di discriminazioni ai danni di queste minoranze.

Addis Abeba, in risposta a quest’ultima ondata di manifestazioni, oltre agli arresti dei dissidenti politici ha anche imposto lo Stato d’emergenza della durata di sei mesi, che prevede anche il divieto per i cittadini di tenere contatti con la stampa o le organizzazioni internazionali. Ma la liberazione dei detenuti politici di ieri fa ben sperare.

Altro gesto di ‘distensione’ è giunto qualche giorno fa, quando il Presidente Mulatu Teshome ha dichiarato “l’urgente bisogno di una riforma elettorale inclusiva”. Nelle ultime due elezioni, il partito di governo e i suoi alleati si sono aggiudicati il 99% dei seggi. In questo modo è stata garantita voce solo alla componente etiope, mentre tutte le altre minoranze, nonché i partiti all’opposizione, sono rimasti esclusi.

“Tale sistema elettorale ha lasciato fuori istanze che potrebbero essere rappresentate da soggetti diversi dal partito di governo”, ha detto Teshome, garantendo secondo il quotidiano ‘The Reporter’ che il Governo affronterà il tema della riforma elettorale al più presto. Gli osservatori internazionali mantengono tuttavia un cauto ottimismo.

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1 novembre 2016
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